Danilo Iervolino: 10 cose da sapere sull'editore di BFC Media e L'Espresso - Borsa e Finanza

Danilo Iervolino: 10 cose da sapere sull’editore di BFC Media e L’Espresso

Danilo Iervolino: 10 cose da sapere

“Sono un inventore. Fra Archimede e Ray Kroc, l’uomo che ha sviluppato McDonald’s nel mondo”. Si definisce così Danilo Iervolino, l’uomo che ha rivoluzionato il settore della formazione in Italia. Con la sua Università Telematica UniPegaso, ora ceduta al fondo britannico CVC Capital Partners, è diventato a 38 anni il più giovane presidente di università d’Europa nonché il profeta dell’e-learning. Proprio con l’incasso della vendita di Pegaso, l’imprenditore napoletano ha rilevato il 51% di BFC Media, il settimanale L’Espresso dal gruppo GEDI della famiglia Agnelli e la Salernitana da Claudio Lotito.

L’investimento nell’editoria e nel calcio ha acceso i riflettori su Iervolino e arriva dopo un lungo percorso professionale e istituzionale. Il manager campano è stato tra i fondatori di Certipass (l’unico organismo accreditato ad Accredia per i programmi internazionali di certificazione informatica EIPASS) e consigliere della SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. È stato inoltre nel comitato direttivo dell’EURAPROM, l’Associazione per il progresso del Mezzogiorno d’Europa, e ha ricoperto la carica di presidente di Unimercatorum, l’Università Telematica delle Camere di Commercio. Ha anche stipulato il partenariato con Digital Magics, l’incubatore di startup innovative digitali quotato in Borsa.

Mentre la didattica del futuro si muove a grandi passi in direzione del Metaverso e dell’Intelligenza Artificiale, Iervolino è l’imprenditore più in vista del momento e non per i suoi atenei virtuali. Ecco 10 fatti da conoscere su questo manager di lunga data che vanta numerosi successi importanti e la capacità di prendere decisioni coraggiose con intuizione e tempismo.

 

La famiglia: il padre e la madre

Nato a Napoli il 2 aprile 1978, Danilo Iervolino ha sempre vissuto a Palma Campania, il paese d’origine dei suoi genitori, Antonio e Giuditta. L’attività di famiglia l’ha ereditata da loro: il nonno e soprattutto il padre, fondatore delle scuole paritarie Iervolino. Negli anni ’80 gli Istituti Iervolino hanno aiutato migliaia di studenti a recuperare gli anni scolastici persi grazie ai “due anni in uno”. Laureato in Economia e Commercio, Danilo diventa il “re Mida del Vesuvio” quando fa un viaggio negli Stati Uniti e alla University of Phoenix, in Arizona, scopre l’e-learning e i programmi di formazione digitale. Per la laurea svolge una tesi sul franchising e un docente dell’Università di Salerno che collabora con suo padre, la legge e ne rimane colpito. Allora lo presenta ai responsabili del corso in Scienze della Formazione dell’ateneo salernitano e comincia così la sua cavalcata nella formazione a distanza.

Pegaso nasce nel 2006 e Danilo la fonda insieme al fratello Angelo. Poco dopo l’apertura dell’università, nel 2007, il padre Antonio muore. “È stato lui a suggerirmi di chiamare l’università con il nome del cavallo che scalciando aveva fatto nascere la sorgente delle Muse che, per noi, è quella del sapere”, racconta oggi. Anche il fratello Angelo è scomparso, per una leucemia. Non a caso il primo vero acquisto della nuova Salernitana dopo il cambio di proprietà è stato quello del nipote Antonio Pio, il figlio del fratello, aggregato alla Primavera. “È come un figlio per me”, rivela l’imprenditore, che dedica la salvezza della Salernitana “a mio padre, mia mamma e mio fratello Angelo che non sono tra noi ma che ci guardano dall’alto”.

 

Chi è la moglie

Iervolino non si muove dalla sua Campania: vive tutt’ora a Ottaviano con la moglie e i due figli. L’imprenditore è sposato con Chiara Giugliano. La coppia ha due bambini, Antonluca e Federica. Dopo la miracolosa permanenza in Serie A della squadra granata, Giugliano ha raccontato a Telecolore che inizialmente non era così convinta dell’operazione del marito.

 

Siamo molto uniti come famiglia e preserviamo i nostri figli, per questo ero contraria all’acquisto della Salernitana. Pensavo che la visibilità del calcio ci potesse dividere, invece la Salernitana è stata un’emozione che ci ha portato ad unirci ancora di più. Dopo i nostri figli, è diventata la cosa più bella che abbiamo e l’emozione più grande che viviamo.

 

Stando alle indiscrezioni riportate dal quotidiano Domani, Giugliano è attiva anche politicamente: è stata tra i finanziatori della campagna elettorale di Campania Libera, la lista civica che alle regionali del 2020 ha sostenuto la rielezione di Vincenzo De Luca a presidente della Regione. Il suo contributo sarebbe stato di 20.000 euro.

L’università Pegaso

Pegaso è stata fondata nel 2006, quando viene accreditata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La consacrazione avviene nel 2010, quando il modello ibrido – accademici di alto prestigio e formazione digitale – irrompe sul mercato. Oggi, con quasi vent’anni di storia alle spalle, l’ateneo online conta 65.000 studenti, 60 sedi sparse in tutta Italia, 30 corsi di laurea e oltre 200 master e perfezionamenti, con docenti come Bruno Vespa, Mario Giordano e Giorgio Mulè.

Il capitale sociale di Pegaso al 2021 è di 1 milione di euro, il fatturato dichiarato nel bilancio 2020 di 166 milioni e l’utile di 56 milioni, dai 6 dell’anno precedente. Con questi numeri, inclusi debiti per 85 milioni, tra settembre e novembre del 2021 Iervolino ha venduto il 100% di UniPegaso (la società capofila Multiversity, la S.p.a. Wversity e Mercatorum) a CVC Capital Partners, rappresentata in Italia da Giampiero Mazza. La cifra dell’acquisizione è di 1 miliardo di euro, per la precisione 1.081.048.297 euro. Iervolino è comunque rimasto presidente dell’università e ha mantenuto il ruolo di amministratore delegato.

 

Il patrimonio

Difficile stabilire con precisione a quanto ammonta il patrimonio di Iervolino. Negli ultimi cinque anni, complice la pandemia, le sue società hanno avuto una crescita del 30% ogni anno e del 65% soltanto nel 2021. Come detto, il manager ha venduto Pegaso per 1 miliardo di euro e subito dopo ha acquisito la Salernitana e – attraverso Idi S.r.l. – il 51% di BFC Media, il gruppo multimediale quotato in Borsa attivo nella fornitura di informazioni e prodotti finanziari attraverso il trisettimanale Trotto&Turf, i mensili Forbes, Bluerating, Private, Asset Class, COSMO, Bike e Robb Report.

Quotata al mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, BFC Media ha poi annunciato di aver sottoscritto, attraverso la sua controllata L’Espresso Media, il contratto preliminare con il gruppo GEDI per l’acquisizione del settimanale e delle Guide dell’Espresso. L’Espresso Media è partecipata al 51% da BFC Media ed al 49% dalla Idi S.r.l. di Iervolino. Il 30% di BFC Media è rimasto a Denis Masetti, fondatore della casa editrice e a capo della società lussemburghese JD Farrods Group SA. Il closing dell’operazione BFC-Espresso da 4,5 milioni di euro è previsto per il 31 maggio 2022. Ma è grazie alla vendita di UniPegaso che Iervolino si è guadagnato il soprannome di “Mister Miliardo”. Il manager è convinto che media e sport saranno l’inizio di un nuovo cammino di business e opportunità, come ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione a Salerno.

Mi piacerebbe fare della Salernitana un hub di trasferimento di valori dello sport. Vogliamo portare le famiglie allo stadio, creando una squadra osmotica con il territorio: è questa l’idea di discontinuità che abbiamo intenzione di introdurre rispetto al passato. Gli ex proprietari hanno fatto un ottimo lavoro, ma una squadra di calcio deve avere il giusto collegamento con la città perché ha un risvolto sociale estremamente rilevante. Faremo della trasparenza la nostra filosofia, ripudiando con tutte le nostre forze qualunque forma di violenza e illegalità. Della Salernitana vorrei fare molto di più di una squadra di calcio, provando a creare un modello che possa fungere da esempio per le altre società.

Quanto ha pagato la Salernitana

Dopo il rischio esclusione dalla Serie A, Iervolino ha acquisito la Salernitana da Claudio Lotito pagandola 14 milioni di euro. I Trustee impegnati a gestire il passaggio di proprietà del club campano, Melior Trust S.r.l. e Widar Trust S.r.l., hanno comunicato alla Federcalcio l’avvenuta accettazione della proposta vincolante sul filo del rasoio: poco prima della mezzanotte del 31 dicembre 2021, cioè del limite temporale fissato per la cessione pena l’esclusione dal campionato.

Non sono mancate polemiche: Lotito avrebbe preferito vendere la Salernitana alla società svizzera PCam SA di Cadenazzo, fiduciaria del fondo Global Pacific Capital Management d.o.o. con un patrimonio in gestione di 350 milioni di euro. La loro offerta sarebbe stata superiore a quella di Iervolino e per questo il fondo ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. L’avvocato torinese Francesco Paulicelli, coadiuvato dal commercialista Stefano Scarsella per le verifiche societarie, ha rivelato all’Ansa che PCam SA si è vista rifiutare due offerte: una di 38 milioni in titoli obbligazionari bancari e una di 26 milioni cash. Secondo la ricostruzione fatta dal Corriere della Sera, sarebbero stati forniti anche codici IBAN e SWIFT errati.

Nonostante le dispute, la Salernitana si è salvata. Con il cambio in panchina (Davide Nicola al posto di Stefano Colantuono), l’arrivo del direttore sportivo Walter Sabatini e una sfavillante campagna acquisti nel mercato di riparazione, la squadra ha recuperato 15 punti negli ultimi due mesi, condannando il Cagliari alla retrocessione in Serie B. Iervolino ha fissato un premio salvezza da 7 milioni di euro, ovvero 3,5 milioni netti: la novità è che lo gestiranno direttamente i calciatori. Una gratificazione unica perché – ha rivelato al Corriere dello Sport – “la Salernitana è la cosa più bella che io abbia fatto nella mia vita”.

 

Un primo piano di Danilo Iervolino
Danilo Iervolino (foto: US Salernitana 1919)

La classifica di Forbes

Nel 2020 l’edizione italiana della prestigiosa rivista, parte del gruppo BFC Media, ha inserito Iervolino nella lista dei 100 manager e imprenditori lungimiranti italiani, “soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo”. Lui è quello che “fa dell’innovazione e della formazione, una specie di mission sulla quale plasmare ogni sua azione imprenditoriale”.

I libri sull’imprenditoria 4.0

Iervolino ha raccontato la sua esperienza e il suo metodo di lavoro in diversi libri. Now! Strategie per affrontare le nuove frontiere del web, pubblicato da Mondadori nel 2015, è un compendio di tutti i suoi consigli. CLIL e didattica tre punto zero del 2014, E-learning: tra nuova didattica e innovazione tecnologica del 2015 e Just Press Start(Up) – Dall’idea all’impresa del 2016 sono tutti editi da Giapeto Editore, la sua casa editrice per la quale ha pubblicato pure un libro fotografico dedicato alla sua città del cuore: Napoli.

Il ritratto (al veleno) di Nello Trocchia su Domani

Iervolino e il giornalista napoletano Nello Trocchia hanno un “conto aperto”. Anni fa l’imprenditore ha querelato il cronista e Corrado Zunino, all’epoca entrambi a L’Espresso, per un’inchiesta composta da tre articoli su Pegaso e le opacità delle università telematiche. La questione si è risolta (per adesso) quando l’ottava sezione del Tribunale civile di Napoli ha rigettato l’esorbitante domanda risarcitoria di 38 milioni di euro avanzata dal manager.

All’indomani delle acquisizioni di Salernitana e L’Espresso, Trocchia e il collega Giovanni Tizian hanno realizzato un editoriale per il quotidiano Domani risultato non proprio gradito a Iervolino. L’articolo ricostruisce le inchieste della magistratura e i sospetti dell’antiriciclaggio sull’acquisto della squadra campana, l’indagine giudiziaria per frode fiscale sulle attività di Pegaso (risolta con lo stralcio del tribunale del Riesame di Napoli, che ha bollato le ipotesi investigative come frutto di “palesi equivoci, di errate ricostruzioni e di contraddizioni logiche”) e lo scandalo che nell’ottobre del 1993 ha travolto Antonio Iervolino, il padre di Danilo, accusato di concorso in concussione aggravata e uscito dalla vicenda con un patteggiamento. Non solo: Troccia e Tizian parlano degli ottimi legami intrattenuti da Iervolino con le istituzioni (le convenzioni con il Ministero della Difesa, la Polizia di Stato, il terzo settore e le cooperative) e con la politica, in particolare con Silvio Berlusconi e Vincenzo De Luca.

Questo ritratto “al vetriolo” ha indotto Iervolino a una querela preventiva nei confronti dei giornalisti di Domani. L’imprenditore ritiene che i quesiti dei due cronisti “appaiono connotati da una strumentale capziosità che disvela un chiaro intento diffamatorio tracimante in nuce i canoni di verità, critica e continenza”. Quelli di Troccia e Tizian sarebbero “malcelati intenti di colorare le stesse con un simulacro di dovere di controllo delle fonti e diritto di replica”: le domande alle quale si è rifiutato di rispondere “contengono non solo profili violativi della privacy ma soprattutto possibili violazioni del segreto istruttorio”. Tutto ciò “avviene con un tempismo logico-sequenziale ad altre recentissime vicende che appaiono collegate e tali da turbare nel complesso proprio il settore della libertà e del pluralismo dell’informazione, con condizionamenti potenzialmente violativi dei precetti costituzionali”.

L’Espresso e i problemi con la redazione

Il percorso di Iervolino alla guida del prestigioso settimanale fondato da Arrigo Benedetti nel 1955, rilevato per 4,5 milioni di euro, è cominciato in maniera tortuosa. Il 13 marzo la rivista non è arrivata in edicola per lo sciopero dei giornalisti contrari al passaggio da GEDI a BFC. Una settimana prima il direttore Marco Damilano si era dimesso dopo quattro anni e mezzo di direzione, sostituito da Lirio Abbate. Nella sua lettera d’addio lamenta che “la cessione dell’Espresso, in questo modo e in questo momento, rappresenta un grave indebolimento del primo gruppo editoriale italiano”.

È una decisione che recide la radice da cui è cresciuto l’intero albero e che mette a rischio la tenuta dell’intero gruppo. È una pagina di storia del giornalismo italiano che viene voltata senza misurarne le conseguenze.

Nonostante Iervolino abbia promesso zero licenziamenti e nessuna ristrutturazione, proprio in seguito alla querela preventiva nei confronti di Trocchia e Tizian il Comitato di redazione dell’Espresso ha preso posizione. In una nota il CdR ritiene che “questa reazione non sia compatibile con gli standard minimi dell’attività giornalistica a cui dovrebbe uniformarsi anche un imprenditore che intende pubblicare questo giornale”.

Che cosa succederebbe se tutti i prossimi interlocutori della nostra testata reagissero nello stesso modo di Iervolino in risposta a semplici domande? Il nostro timore è che si sentirebbero legittimati a querelarci preventivamente. I giornalisti dell’Espresso vogliono per questo rassicurare i lettori: non smetteremo di fare domande, chiunque sia il nostro editore.

Eppure Iervolino assicura in un’intervista a Prima Online che L’Espresso non cambierà pelle e annuncia un progetto editoriale “all’insegna dell’inclusione e della tolleranza”, un modello “totalmente indipendente” ma più “aderente ai tempi” e dotato “del motore tech, dell’innovazione, dei contenuti multimediali”. Intanto, il nome dell’imprenditore spunta in ogni presunto passaggio di proprietà di quotidiani generalisti: secondo Libero (subito smentito dalla presidente e amministratrice delegata di SEIF S.p.A. Cinzia Monteverdi) sarebbe interessato al Fatto Quotidiano, mentre stando a Dagospia e La verità, smentiti anche in questo caso dall’addetto stampa di GEDI Andrea Griva, la sua “fame editoriale” punterebbe a Repubblica. Ma c’è pure chi associa Iervolino a una diversificazione dell’attività nei settori sanità, sicurezza informatica (ha sviluppato l’app DuskRise per proteggere i computer domestici per lo smart working dai malware) e ristorazione, come dimostrerebbe il suo coinvolgimento nel progetto Crazy Pizza, il format di pizzerie di lusso creato da Flavio Briatore.

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