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Cosa farà De Nora nella sua gigafactory per l’idrogeno verde

Gli elettrodi De Nora per AWE

È partita la missione futuro a idrogeno verde di De Nora: la multinazionale italiana fondata nel 1923 da Oronzio De Nora, quotata su Euronext Milan e specializzata in elettrochimica e tecnologie sostenibili, ha avviato i lavori per la costruzione della sua gigafactory di elettrolizzatori a Cernusco sul Naviglio, comune dell’hinterland milanese. La newco De Nora Italy Hydrogen Technologies (DNIHT), società del gruppo Industrie De Nora partecipata dal TSO nazionale Snam, realizzerà quello che è considerato a tutti gli effetti il più grande polo produttivo per la generazione della molecola green in Italia e uno dei maggiori in Europa.

 

Cosa farà De Nora nella gigafactory di elettrolizzatori

L’impianto di De Nora è una fabbrica di dimensioni gigantesche per rispondere al crescente fabbisogno di fonti alternative al minor costo possibile. La risposta alla transizione energetica è un mega sito di tecnologie per la produzione di idrogeno verde: elettrolizzatori della serie Dragonfly, sistemi e componenti per l’elettrolisi dell’acqua e celle a combustibile per stoccare l’energia del futuro senza emissioni di anidride carbonica. Lo stabilimento si preannuncia tecnologicamente avanzato e ad elevato grado di automazione, basato su un concetto moderno di architettura industriale che guarda soprattutto al basso impatto ambientale.

La gigafactory di Cernusco sul Naviglio si insedia sul naviglio Martesana, a ridosso della fermata Villa Fiorita della linea verde della metropolitana. I terreni sono quelli che un tempo ospitavano l’ex fabbrica di tubi oleodinamici Rapisarda, un’area privata dismessa da 25 anni e diventata regno del degrado prima della rigenerazione come capitale del carbon free. Posto all’interno di quello che sarà un distretto d’eccellenza integrato con le realtà produttive e di ricerca del territorio, l’hub per la generazione di H2 avrà un’alimentazione completamente a pannelli fotovoltaici, illuminazione naturale, pittura fotocatalitica purificante sugli esterni, impianti geotermici per il riscaldamento e la climatizzazione, collegamenti con il trasporto pubblico e piste ciclabili, un biolago per contenere i consumi d’acqua, alberi e un museo dedicato all’idrogeno.

I lavori del centro produttivo, che sarà costituito da circa 25.000 metri quadrati di superfici coperte, verranno completati tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. La sua capacità raggiungerà i 2 gigawatt entro il 2030. Partner di De Nora, insieme alle istituzioni locali e nazionali, è la rete Snam, l’operatore di trasporto del gas naturale e gestione delle infrastrutture. Il progetto si inserisce nel più ampio piano di espansione pluriennale della capacità produttiva del gruppo guidato dall’amministratore delegato Paolo Dellachà.

Il duplice obiettivo di DNHIT è rifornire altri produttori europei con cui sono attivi accordi di collaborazione e coprire una porzione di mercato complementare: quella degli elettrolizzatori alcalini medio-piccoli. Buona parte degli impianti di produzione di idrogeno verde sarà infatti decentrata e con dimensioni di media taglia: la previsione dell’azienda è che in Italia si svilupperanno tante piccole Hydrogen Valley come quella lombarda in Val Camonica e che la domanda si concentrerà su elettrolizzatori adeguati a questo tipo di contesto. L’aspirazione è sfidare la Cina nel campo delle tecnologie per l’idrogeno e lanciare un modello diffuso per la volata dell’Italia e dell’Europa nel ruolo di leader mondiali.

 

Quanto costa la gigafactory De Nora a Cernusco sul Naviglio

Le cifre non sono confermate per ragioni di privacy industriale, ma l’investimento complessivo è di 100 milioni di euro, a cui contribuisce il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con 32 milioni di contributo alla spesa a valere sul fondo IPCEI H2 Technology (IPCEI Idrogeno 1), istituito dal MIMIT attraverso le risorse del PNRR per il sostegno finanziario alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo. Grazie alle attivazioni dei progetti dell’IPCEI Hy2Use (IPCEI Idrogeno 2), il piano che integra il primo sostenendo le attività di ricerca, sviluppo e innovazione, gli importi destinati alla concessione di agevolazioni a DNHIT potrebbero salire fino a 63 milioni. La quota restante di 30 milioni sarà stanziata dalla joint venture, partecipata al 10% da Snam, azionista con il 21% dell’azienda milanese.

Dal punto di vista occupazionale, si prevede che la gigafactory di De Nora sarà capace di generare 200 posti di lavoro diretti e un indotto complessivo di 2.000 persone. “Alle porte di Milano sorgerà lo stabilimento del futuro – spiega il CEO Dellachà –, esempio di unione virtuosa tra sostenibilità ed innovazione, dove si concentrerà buona parte dell’attività produttiva italiana del gruppo. Un progetto sostenibile dal punto di vista architettonico, perfettamente integrato nel territorio in cui sorge e che porterà beneficio alla comunità, ma soprattutto il fulcro di una produzione di tecnologie destinate all’idrogeno verde che avrà un impatto positivo sul processo di decarbonizzazione internazionale”.

 

Il futuro dell’idrogeno verde e le prospettive di mercato

“Se noi guardiamo il percorso di sviluppo delle rinnovabili verso l’obiettivo dei 70 gigawatt –sottolinea Stefano Venier, l’ad di Snam – la parte preponderante della trasformazione è prevista nelle regioni con giuste condizioni climatiche. La Sicilia e la Puglia saranno le prime regioni che raggiungeranno almeno il 90% di produzione rinnovabile, questo determina energia disponibile. Conseguentemente, la trasformazione in molecole di idrogeno consente da un lato di disporre di molecola verde, dall’altra di poter stoccare e ridare valore agli elettroni”.

Il mercato dell’idrogeno verde ha un grosso potenziale di crescita. Il programma europeo REPowerEU ha fissato l’obiettivo di produzione interna in 10 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. È per questo motivo che De Nora e Snam non escludono di replicare il modello della gigafactory di Cernusco in altre località, sia in Italia che all’estero. Si stima infatti che la domanda di elettrolizzatori a livello globale arriverà a superare i 100 gigawatt entro il 2030, con il 25-30% del mercato che sarà soddisfatto dalla produzione europea.

Attiva nel settore H2 da oltre dieci anni, De Nora è già tra i principali produttori di questa tecnologia con Thyssenkrupp Nucera, società in joint-venture con Thyssenkrupp, socio al 66%. Operativo in Asia e Pacifico, America, Europa, Medio Oriente e Africa, il gruppo milanese ha diversi progetti negli Stati Uniti per realizzare una gigafactory simile a quella di Villa Fiorita. Con l’Inflation Reduction Act (IRA) introdotta dall’amministrazione Biden per incentivare gli investimenti sulle energie rinnovabili e accelerare con i sussidi la transizione green, l’azienda italiana guarda alle acquisizioni e ai finanziamenti del Department of Energy.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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