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Deduzione e detrazione fiscale: che differenza c’è ed esempi

Per districarsi al meglio nel funzionamento del sistema italiano di tasse e imposte, bisogna comprendere con esattezza la sottile distinzione tra deduzione e detrazione fiscale. In fase di dichiarazione dei redditi, il documento con cui viene determinato l’ammontare di imposte sui redditi percepiti nel corso dell’ultimo anno da corrispondere all’erario, capire il meccanismo di “sconti” previsti dalla normativa diventa infatti essenziale per risparmiare sui tributi da versare.

 

Deduzione e detrazione fiscale: che differenza c’è?

Cominciamo dalla deduzione. Se in filosofia e in matematica il termine fa riferimento al processo di ragionamento tramite il quale si arriva ad una determinata conclusione, nel linguaggio amministrativo e fiscale le deduzioni sono i cosiddetti oneri deducibili che vengono riconosciuti al contribuente in diminuzione del suo reddito complessivo per determinare il reddito imponibile. Le deduzioni fiscali sono quindi le agevolazioni che agiscono sul reddito effettivo, riducendo la base imponibile da cui poi si calcola l’imposta sul reddito da versare nelle casse dello Stato. La deduzione è pertanto quell’operazione che viene applicata sul reddito prima del calcolo effettivo della tassazione.

I principali oneri deducibili sono:

  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • contributi e premi per forme pensionistiche complementari e individuali;
  • contributi previdenziali per gli addetti ai servizi domestici e familiari;
  • spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità;
  • assegni periodici corrisposti all’ex coniuge;
  • contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose;
  • contributi versati ai fondi integrativi del SSN;
  • contributi alle ONG che operano nei Paesi in via di sviluppo;
  • erogazioni liberali a APS, associazioni benefiche ed enti del terzo settore.

 

La deduzione produce effetto direttamente sul reddito imponibile e per capirne il meccanismo è utile fare un esempio pratico. Un contribuente con un reddito complessivo di 75.000 euro e oneri deducibili per 6.000 euro, avrebbe un reddito imponibile di 69.000 euro, sul quale verrebbero applicate le aliquote dei vari scaglioni dell’IRPEF. Il risparmio fiscale sarebbe di 2.580 euro, ovvero 6.000 (gli oneri deducibili) moltiplicati per 43%, l’aliquota dei redditi oltre 50.001 euro. Va ricordato che nel mondo delle imprese, gli oneri deducibili riguardano soltanto le aziende a regime fiscale ordinario, mentre quelle del regime forfettario non possono avvalersi delle deduzioni.

 

Detrazione e deduzione sono la stessa cosa?

No, ovviamente. Come suggerisce la parola, detrarre significa togliere per sottrazione una parte da una determinata quantità. In ambito amministrativo e fiscale, le detrazioni sono le agevolazioni che si applicano direttamente all’imposta sul reddito. In sostanza, si tratta di un risparmio sull’imposta lorda da pagare. A differenza degli oneri deducibili, le spese detraibili entrano in gioco nella fase di calcolo effettivo dell’importo e permettono una sottrazione all’imposta dovuta. Le spese detraibili nel 730, ciascuna con una specifica percentuale, sono relative a:

  • spese mediche generiche e farmaci (l’elenco completo sul sito delle Entrate);
  • interessi passivi dei mutui;
  • intermediazione immobiliare;
  • assicurazione;
  • spese scolastiche;
  • onoranze funebri;
  • attività sportive praticate dai figli;
  • spese veterinarie;
  • affitto o leasing;
  • trasporto pubblico;
  • ristrutturazione e risparmio energetico, Sismabonus, bonus facciate e Superbonus;
  • acquisto di arredi ed elettrodomestici;
  • interventi di sistemazione a verde;
  • rimozione di barriere architettoniche;
  • erogazioni liberali.

 

Naturalmente per far valere sia le spese detraibili che gli oneri deducibili, le uscite sostenute devono essere documentate. A seconda del tipo di spesa effettuata, per poter usufruire di deduzioni e detrazioni occorre avere una fattura intestata ed un pagamento tracciato perché avvenuto tramite bonifico o pagamento con carta.

A distinguere la deduzione dalla detrazione fiscale è quindi il calcolo dell’agevolazione rispetto al reddito: la deduzione avviene prima, la detrazione succede dopo il calcolo dell’imposta sul reddito. La deduzione si applica al reddito complessivo e fornisce la base imponibile da cui partire per il calcolo dell’imposta; la detrazione impatta direttamente sull’imposta riducendone il valore finale.

Un altro esempio aiuta a comprendere meglio la distinzione e l’applicazione pratica. Un contribuente con un reddito complessivo di 25.000 euro, oneri deducibili di 3.000 euro e spese detraibili di 2.000 euro, sottrae i 3.000 euro di deduzioni dal reddito complessivo per avere un reddito imponibile ai fini IRPEF di 22.000 euro. Su questo reddito viene calcolata l’imposta lorda. Nel caso in cui risulti un’imposta di 3.450 euro, da questi bisogna detrarre 380 euro delle spese detraibili (usando il 19% relativo alle principali tipologie di spesa dei 2.000 euro) in modo da pagare 3.070 euro invece di 3.450.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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