La desertificazione bancaria continua ad avanzare: resiste solo Iccrea

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Quasi la metà dei comuni italiani è oggi priva di filiali bancarie. I dati relativi al 2025 confermano una tendenza ormai strutturale, caratterizzata da un progressivo arretramento degli sportelli e da un ampliamento delle aree prive di presidio bancario, con effetti che coinvolgono cittadini, imprese e grandi centri urbani.

È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, basato sulle rilevazioni di Banca d’Italia e Istat, da cui risulta evidente come anche nel 2025 i tagli alla rete fisica non hanno interessato in modo omogeneo le diverse aree del Paese, confermando forti squilibri territoriali.

 

In questo articolo:

 

  • La mappa della (non) presenza bancaria
  • La presenza dei gruppi bancari sul territorio italiano
  • Desertificazione bancaria, tutta colpa della digitalizzazione?

 

La mappa della (non) presenza bancaria

Nel corso del 2025 sono stati chiusi 516 sportelli bancari, portando il numero complessivo delle filiali attive in Italia a 19.140 al 31 dicembre, stabilmente sotto la soglia dei 20mila. La riduzione rispetto alla fine del 2024 è pari al 2,6%. Il ridimensionamento non ha interessato in modo omogeneo il territorio: le flessioni più accentuate si sono registrate nelle Marche (-4,3%), in Toscana (-3,5%), in Calabria e in Veneto (-3,2%). Contestualmente è cresciuto il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari, saliti a 3.457, pari al 44% del totale nazionale, 75 in più rispetto all’anno precedente. Il fenomeno coinvolge anche le grandi città: tra la fine del 2021 e il 31 dicembre 2025 le chiusure hanno raggiunto il 14% a Roma e il 16,1% a Milano, superando la media nazionale dell’11,6%.

L’ampliamento delle aree desertificate si riflette sull’accesso ai servizi bancari. Nel 2025 quasi 11,5 milioni di persone risultano residenti in comuni senza sportelli o con un solo presidio. Di queste, circa 4,9 milioni vivono in comuni totalmente desertificati, mentre oltre 6,5 milioni risiedono in comuni in via di desertificazione. Risulta in aumento anche il numero delle imprese con sede legale in aree prive di sportelli, cresciuto di 16.800 unità rispetto alla fine del 2024. Sul piano territoriale, le incidenze più elevate di comuni senza sportelli si registrano in Molise, Calabria e Valle d’Aosta, mentre valori significativamente più contenuti emergono in Emilia-Romagna.

 

La presenza dei gruppi bancari sul territorio italiano

I dati sugli sportelli attivi al 31 dicembre 2025 mostrano una geografia della presenza bancaria in cui il primo posto è occupato dal Gruppo Iccrea, con 2.447 sportelli riconducibili alle banche di credito cooperativo aderenti, davanti a Intesa Sanpaolo, che conta 2.298 filiali, e a Unicredit con 2.245. Seguono Bper Banca, che mantiene una rete di 2.166 sportelli, e Monte dei Paschi di Siena con 1.547. Tra i gruppi cooperativi figura anche Cassa Centrale Banca, con 1.511 sportelli, mentre Banco Bpm si colloca a quota 1.365 e Crédit Agricole Italia chiude la graduatoria degli otto principali gruppi con 993 sportelli. La classifica riflette il diverso grado di radicamento territoriale dei gruppi e il peso ancora rilevante delle reti cooperative, i cui numeri includono gli sportelli delle banche aderenti ai rispettivi gruppi.

Nell’ultimo trimestre del 2025 le chiusure sono in larga misura dovute a Intesa Sanpaolo. Ciò ha fatto sì che il gruppo Iccrea, che ha sostanzialmente mantenuto stabile la sua presenza, abbia conquistato il primo posto nella classifica dei gruppi bancari per numero di sportelli. Anche le chiusure in Banco Bpm sono state numerose nell’ultimo trimestre. E nel 2026 il fenomeno continuerà: Bper chiuderà una novantina di sportelli nel mese di aprile. La speranza è che Unicredit non si limiti a mantenere l’attuale rete, ma magari inverta la tendenza” ha commentato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani.

 

Desertificazione bancaria, tutta colpa della digitalizzazione?

Nel 2025 l’utilizzo dell’internet banking in Italia è cresciuto in misura contenuta, passando dal 55,01% al 56,37%, con alcune regioni, tra cui Lazio, Umbria e Veneto, che registrano una flessione. Il divario rispetto alla media europea resta ampio, anche nella fascia di età compresa tra i 65 e i 74 anni. “I dati smentiscono la tesi che esista un nesso causale diretto tra digitalizzazione e chiusura degli sportelli: in Europa convivono alti livelli di utilizzo dei servizi digitali e una rete fisica ben più capillare di quella italiana”, aggiunge Colombani. A supporto di questa lettura, il segretario generale First Cisl richiama il caso francese: a fronte di un utilizzo dell’internet banking significativamente più elevato, il sistema bancario mantiene una presenza territoriale più estesa, con 48 sportelli ogni 100mila abitanti contro i 33 dell’Italia. Numeri che, nel loro insieme, descrivono un fenomeno su larga scala di esclusione sociale delle fasce più fragili della popolazione. “Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure possono fare entrambe le cose”, conclude Colombani, sottolineando come l’esperienza francese dimostri che il rafforzamento dei canali digitali non rappresenta un ostacolo alla presenza fisica sui territori.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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