Cosa prevede il Digital Asset Market Clarity Act, la legge Usa sulle crypto

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È stato presentato formalmente alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti il Digital Asset Market Clarity Act, il disegno di legge che vuole fornire un quadro normativo chiaro e coordinato per il settore delle criptovalute. La proposta, giunta ad un anno di distanza dall’approvazione del Fit21 (Financial Innovation and Technology for the 21st Century Act), delinea le competenze tra le autorità di regolamentazione e vigilanza del mercato finanziario e punta a trasformare gli Usa nella nazione leader globale negli asset digitali. Un obiettivo dichiarato dal presidente Donald Trump sin dalla campagna per la sua rielezione alla Casa Bianca.

La proposta di legge è un’iniziativa che i repubblicani sostengono fortemente tramite le commissioni Finanze e Agricoltura. Il progetto, pubblicato in un documento di 236 pagine sul portale della House Financial Services Committee, ha il duplice obiettivo di garantire trasparenza e stabilità al mercato e favorire una più ampia adozione degli asset digitali nel loro complesso. Le tempistiche e gli ostacoli procedurali sono la vera sfida per il Congresso: il disegno di legge sulle stablecoin, il Genius Act, è ancora in discussione al Senato, nonostante in caso di adozione potrebbe portare la capitalizzazione fino a 2.500 miliardi di dollari.

In questo articolo:

 

  • Cosa prevede il Digital Asset Market Clarity Act
  • Criptovalute come commodities e potere alla Cftc
  • Che succede a piattaforme crypto e servizi di custodia

 

 

Cosa prevede il Digital Asset Market Clarity Act

Il Clarity Act è una proposta di legge volta a introdurre un regolamento sulle cripto-attività allo scopo di definire una chiara cornice normativa per il settore. Il Congresso vuole disciplinare in modo organico un mercato che oggi vale oltre 3.000 miliardi di dollari, partendo da una netta divisione delle responsabilità tra le due principali autorità di regolamentazione: la Sec e la Cftc. Il progetto prevede ruoli definiti per le agenzie, requisiti più rigidi per gli operatori e un impianto complessivo volto ad assicurare una solidità all’ecosistema. Non è ancora chiaro se il Ddl verrà fuso col Genius Act sulle stablecoin e con il cosiddetto Crypto Market Structure Bill che andrà a sostituire il Fit21.

La proposta è ancora lontana dal superare il primo voto procedurale, ma il presidente Trump ha dichiarato di voler prendere una decisione concreta e definitiva sul futuro dell’iniziativa entro la pausa estiva del Congresso ad agosto. Intanto, le due commissioni competenti della Camera si apprestano ad avviare una serie di audizioni pubbliche sulle cripto-attività, aprendo al confronto con esperti e stakeholder del settore. Ma quali sono nel dettaglio i contenuti del Clarity Act? L’azione legislativa americana sulle crypto si concentra in particolare sul ruolo della Cftc e sulle regolamentazioni di piattaforme, intermediari e società di servizi di custodia.

 

 

Criptovalute come commodities e potere alla Cftc

È da tempo che negli Stati Uniti le criptovalute vengono considerate al pari delle commodities. La prima sentenza in materia risale al 2018 in un tribunale del Massachusetts. Fino ad oggi le commodities sono state regolate dalla Cftc (Commodity futures trading commission), mentre le securities (i titoli regolamentati negoziabili, come azioni e obbligazioni) sono state affidate alla Sec. Le crypto rappresentano un territorio scivoloso perché, per loro natura, hanno caratteristiche sia di una commodity che di una security. A confermare che gli asset digitali devono finire sotto la giurisdizione della Cftc è ora il Clarity Act, che riprende quanto già previsto dal Digital Commodities Consumer Protection Act e dal Responsible Financial Innovation Act.

Il nuovo disegno di legge attribuisce alla Cftc, in quanto agenzia governativa che promuove l’integrità dei mercati di futures e derivati sulle materie prime, il ruolo guida del settore blockchain e delle digital commodities. Nei piani del governo, la Cftc avrà la giurisdizione esclusiva sui mercati spot o cash delle commodities digitali. La Sec manterrà invece la supervisione sui restricted digital assets, ovvero quelli che rappresentano titoli. In linea con la decisione della giustizia nel caso Sec vs. Ripple, le transazioni secondarie di asset digitali non verranno automaticamente considerate offerte di titoli, anche se la vendita iniziale era classificata come tale.

Le piattaforme di cripto-attività dovranno registrarsi presso la Cftc o la Sec a seconda del tipo di asset trattato: titoli finanziari oppure materie prime digitali (come Bitcoin e Ether) e strumenti derivati. Nel secondo caso, legato alle commodities, chi vuole registrarsi come exchange, broker o intermediario dovrà ottenere una registrazione provvisoria in attesa che la Cftc elabori le regole definitive. In aggiunta, gli intermediari dovranno separare i fondi dei clienti dai propri, rendere noti eventuali conflitti di interesse e rispettare le leggi antiriciclaggio. In ogni caso, è prevista la creazione di un Comitato consultivo congiunto Cftc-Sec composto da esperti del settore, con l’obiettivo di fornire consulenza in merito a regolamenti e politiche adottate.

 

 

Che succede a piattaforme crypto e servizi di custodia

Le piattaforme dovranno essere regolate come istituzioni finanziarie ai sensi del Bank Secrecy Act, la legge sulla segretezza bancaria e il riciclaggio di denaro che impone agli istituti di mantenere registri e presentare rapporti sulle transazioni. Il disegno di legge esclude dalla supervisione della Sec i fornitori di wallet e alcune operazioni di finanza decentralizzata. Per le operazioni di custodia crypto, gli enti regolatori non potranno imporre alle entità che offrono questi servizi di detenere gli asset digitali dei clienti nei propri bilanci.

Sarà la Cftc a dettare gli standard per rientrare nel novero dei custodi qualificati di asset digitali. I player dovranno essere soggetti regolamentati sottoposti ad una “supervisione adeguata e regolamentazione appropriata” da parte delle autorità federali, statali o estere. Quanto alle stablecoin utilizzate per pagamenti, che nella proposta sono considerati non titoli finanziari come beni reali, attività immateriali prodotte e oggetti d’arte, l’ente regolatore che già copre uno specifico ambito di competenza di una società emittente continuerà ad occuparsene per evitare sovrapposizioni e conflitti tra le varie agenzie federali e statali. La Sec manterrà l’autorità antifrode e anti-manipolazione sulle transazioni.

Il Clarity Act, infine, rinvia ad una regolamentazione distinta l’ecosistema della finanza decentralizzata, prevedendo comunque un’esenzione per determinate attività DeFi come la partecipazione a pool di liquidità o la gestione di interfacce utente per protocolli decentralizzati. Cftc, Sec e Dipartimento del Tesoro sono incaricati di condurre uno studio approfondito su questo sistema finanziario in costante evoluzione e di presentare un rapporto esauriente entro un anno. Al Gao (Government accountability office), la sezione investigativa del Congresso che svolge le attività di auditing e valutazione, viene invece chiesta un’analisi esaustiva su DeFi, Nft e tecnologie blockchain.

 

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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