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Dondi White: le 5 opere più costose del pioniere della street art

Children of the Grave di Dondi White

Da Hammers in Hell a Solid Formation, passando per Save the Worker: sono alcune delle opere più costose di Dondi White, il pioniere della street art che ha rivoluzionato il mondo dell’hip-hop e dell’arte urbana. Classe 1961, il più giovane di cinque fratelli, White è scomparso nel 1998 a soli 37 anni per complicazioni dell’AIDS. Nato a Manhattan ma cresciuto a Brooklyn tra le gang di strada, personalità eclettica, elegante e raffinata, è stato protagonista assoluto del balzo dei graffiti dai muri e dai vagoni della metropolitana di New York alle gallerie internazionali e i musei d’arte contemporanea.

 

Dondi White: le 5 opere più costose

La sua carriera di writer comincia da giovanissimo nella metà degli anni Settanta, inizialmente con i TOP (The Odd Partners) e poi usando i tag NACO e infine DONDI. Dopo aver lanciato la crew CIA (Crazy Insides Partners), White si guadagna il soprannome di Style Master General per le sua creatività esplosiva e soprattutto per il caratteristico lettering in wildstyle che lo rende famoso in tutto il mondo con la serie Children of the Grave, come la canzone dei Black Sabbath. Fino ad oggi soltanto cinque opere di Dondi hanno superato il tetto dei 100.000 dollari, diventando molto ambite per collezionisti e cacciatori di investimenti alternativi: ecco quali sono.

 

Save the Worker

White è famoso per la sua tecnica pulita e per la precisione con cui disegna le sue lettere aerodinamiche. Nel 1984, ad un anno dalle sue prime mostre personali alla Fun Gallery dell’East Village e al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, realizza quest’inno alla subway culture che sancisce il passaggio di un’epoca: dai vagoni alle tele. Appartenuto al collezionista Alexander Wise, venduto all’asta da Sotheby’s ad Amsterdam nel 2008, nel dicembre 2017 è battuto all’asta da Artcurial a Parigi per 130.000 euro.

Save the Worker di Dondi White
Save the Worker (foto: Sotheby’s)

 

Rebel Rocking the Blind Light

Sempre nel 1983, dal suo studio di New York, arriva questo grosso murale (162.2 x 122.2 cm) che ritrae il paesaggio urbano della Grande Mela con il caratteristico omino di Dondi all’interno di un contorno che sembra un teschio e il percorso di una linea della metro, con le linee che si fondono per formare un’inafferrabile bomboletta spray a forma di grattacielo. Lasciata in eredità dall’artista alla moglie di un suo caro amico, nel maggio 2022 è venduta da Phillips a Londra per 151.200 dollari.

Rebel Rocking the Blind Light di Dondi White
Rebel Rocking the Blind Light (foto: Phillips)

 

From Words to Man

Ancora 1984: la ridefinizione dell’estetica dei graffiti fatta da Dondi passa per le figure longilinee e le bombolette spray su tela (125 x 250 cm) che indagano in maniera più profonda ed atmosferica il suo mondo interiore. Il critico Carlo McCormick parla di “contemplazione ermetica” nella biografia che dedica all’artista. Passato da diverse collezioni private e musei, quest’opera è venduta all’asta da Digard a Parigi nel maggio 2023 per 214.500 euro.

From Words to Man di Dondi White
From Words to Man (foto: Digard)

 

Hammers in Hell

“Faccio le cose perché le ho dentro e ho bisogno di liberarle. E quando le lascio uscire, vengono dal cuore e dall’anima”, spiega White parlando del suo lavoro. Datato 1984, questo mix di spray e smalto su tela è profetico: “Richiamato dalle profondità, ho visto il futuro”, scrive l’artista. Comprato dal collezionista Joan Wiltemath direttamente da Dondi e passato per la Eric Firestone Gallery e la Web Gallery di New York, è venduto da Christie’s nel novembre 2022 per 226.800 dollari all’interno del lotto Loisaida: 1980s Graffiti and Street Art di John P. Axelrod.

Hammers in Hell di Dondi White
Hammers in Hell (foto: Christie’s)

 

Solid Formation

BUS 129 è uno dei tag più famosi di Dondi: lo usa agli inizi quando si firma TACO e domina le linee della BMT con i suoi amici Mickey729, Hurst, Dike, Movin’, Jee2, I.K. e UPS2. Oggi che è considerato una leggenda, BUS appare persino su felpe e magliette. Un pezzo dell’epoca, prima che i vagoni della metro di New York fossero ricoperti di pubblicità di Amazon e che la street art finisse sulla bocca di tutti, è davvero un’istantanea dai margini di una città che non esiste più. Stimato inizialmente tra i 50.000 e i 70.000 dollari, nel gennaio 2018 Solid Formation è venduto all’asta online di Artnet Auctions per l’incredibile cifra di 240.000 dollari. Al momento, è l’opera più costosa di Dondi White.

Solid Formation di Dondi White
Solid Formation (foto: Artnet Auctions)

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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