EUROPA FIACCA. TRUMP, NUOVA MINACCIA ALL'IRAN - Borsa e Finanza

EUROPA FIACCA. TRUMP, NUOVA MINACCIA ALL’IRAN

Si sapeva che lo avrebbe fatto. E si sapeva che lo avrebbe fatto questa settimana. Nella notte, Donald Trump ha firmato l’ordine esecutivo che impone nuove sanzioni contro l’Iran. L’abbattimento del drone da parte di Teheran non c’entra, fa sapere il presidente degli Stati Uniti. Il provvedimento, che in buona sostanza nega al leader supremo iraniano Ali Khamenei e al suo entourage l’accesso a risorse finanziarie per miliardi di dollari, era già in agenda da tempo. La tensione sale dunque, complice l’ultimo tweet del tycoon di questo pomeriggio, con cui minaccia l’annientamento dell’Iran in caso di attacco (e con cui di fatto ha riavviato il rally del prezzo del petrolio).


Dal canto suo, Teheran ha fatto sapere che con l’ultima mossa della Casa Bianca si è chiuso definitivamente il canale diplomatico con Washington. In questo contesto, le borse europee hanno chiuso in territorio negativo e anche Wall Street è debole, complici i dati macroeconomici in buona sostanza deludenti, con la fiducia dei consumatori, con ribassi consistenti per le vendite di nuove abitazioni e case e la fiducia dei consumatori.

Stabile l’Euro / Dollaro, con la moneta unica che viaggia ai livelli della vigilia dopo aver ritoccato il nuovo massimo dal 22 marzo scorso a 1,1412 , vola l’oro, di nuovo ai massimi negli ultimi sei anni.

Nuovo minimo storico per il bund decennale, a -0,331%, stabile il Btp, pur raggiungendo il massimo delle ultime 5 sedute a +2,23%.

EQUITY

Dax: 12.228 (-0,38%)
Francoforte è debole ma limita le perdite in attesa dei dati sul clima di fiducia tra i consumatori tedeschi. La Germania, va ricordato, è uno dei paesi che rischia più di tutti all’interno dell’Unione Europea se l’euro dovesse continuare ad apprezzarsi fino a 1,2 nei confronti del dollaro come alcuni analisti prevedono, essendo la propria economia impostata soprattutto sull’export.

Ftse Mib 21.128 (-0,73%)
Piazza Affari è la peggiore della giornata nonostante i guadagni del settore costruzioni grazie all’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina. Tiene ancora banco la vicenda Carige, dopo che il Fondo interbancario ha declinato la proposta di Apollo e come ieri, soffre il settore bancario, con vendite anche su Juventus con prese di beneficio dopo la buona performance di ieri per l’apertura della campagna abbonamenti.

Cac40 5.514 (-0,13%)
Piatta Parigi, che vive una settimana molto poco movimentata. Si attende l’incontro a Osaka tra il presidente Macron e il premier giapponese Shinzo Abe, pronti a discutere dei rapporti tra Renault e Nissan che potrebbe far ripartire le trattative della fusione tra la società francese e Fca. Intanto, scende la fiducia dei consumatori francesi: il dato ufficiale è 102 a giugno, più basso di 2 punti rispetto alle attese e a quello rilevato a maggio (104).

Ibex 9.159 (-0,36%)
Mai così bassa la crescita dell’indice dei prezzi alla produzione a giugno: 1,1%, per trovare un dato più basso bisogna tornare indietro a febbraio 2018, quando il dato rilevato fu 0%. Per Madrid è la quarta seduta negativa nelle ultime cinque, con l’indice che si muove in una lateralità avviata il 6 maggio scorso.

VALUTE
L’Euro tocca il nuovo massimo dal 22 marzo scorso a 1,1412, con il Dollaro ancora debole sotto l’effetto dell’annuncio della Fed, per poi perdere qualcosa ricollocandosi appena sotto quota 1,14. Ancora debole la sterlina nei confronti della moneta unica, ancora ai massimi da gennaio. Tratta ancora sui minimi da luglio 2017 il Franco Svizzero, tra i beni rifugio più acquistati nei periodi di maggiore incertezza economica globale.

Euro / Dollaro 1,1381 (-0,15%). Euro / Sterlina 0,8950 (+0,06%) Euro / Franco Svizzero 1,1072 (-0,07%)

MATERIE PRIME
Dopo un avvio debole in Europa, il prezzo del petrolio ritrova lo slancio di questi giorni con il tweet di Donald Trump delle 16.40. “In caso di attacco, l’Iran verrà annientata dagli Stati Uniti, la prima potenza militare del mondo, chiudendo con:  “Niente più John Kerry e Obama”. Il Wti si è subito riportato sopra i 58 dollari al barile, ritoccando i massimi del mese di giugno raggiunti nella giornata di ieri.

Continua la corsa dell’oro che va avanti ormai da due settimane: i 1.439 dollari all’oncia raggiunti oggi sono il nuovo massimo degli ultimi sei anni. L’indebolimento del dollaro, il prossimo taglio dei tassi americani e le tensioni geopolitiche stanno spingendo gli investitori nella direzione del metallo giallo.

Spunto rialzista anche per il rame che torna sopra i 2,74 dollari per libbra, il massimo dal 22 maggio scorso. I guadagni di oggi producono un nuovo impulso rialzista che potrebbe riportare il prezzo del metallo rosso a ridosso della resistenza collocata a 2,79 raggiunta l’ultima volta a inizio maggio.

TASSI D’INTERESSE
Nuovi minimi per il Bund, che rende -0,331%, stabile il BTP italiano in attesa della decisione della Commissione Europea per la procedura d’infrazione. Il decennale rende il 2,16 dopo aver raggiunto un rendimento del 2,23%.

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