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Frank McCourt, chi è e cosa fa il proprietario dell’Olympique Marsiglia

Frank McCourt

La Superlega, il campionato europeo d’élite fortemente voluto da Florentino Pérez con A22 Sports Management, è “una minaccia esistenziale per il calcio”, paragonabile all’egemonia dei giganti della Silicon Valley nelle attività sul web: lo sostiene Frank McCourt, il proprietario americano dell’Olympique Marsiglia. Classe 1953, l’executive bostoniano è l’uomo che ha posto fine all’era Louis-Dreyfus nella capitale della Provenza. Ma di chi si tratta di preciso e da dove arriva la sua ricchezza?

 

Chi è Frank McCourt

Omonimo dello scrittore statunitense di Le ceneri di Angela vincitore del Premio Pulitzer nel 1997, McCourt appartiene ad una famiglia attiva da tempo nel settore immobiliare e dell’edilizia nell’area di Boston. Laureato in Economia alla Georgetown University, si fa le ossa nell’impresa di costruzioni del padre prima di fondare la McCourt Company, specializzata nello sviluppo di grandi progetti immobiliari nel segmento commerciale. Tra i lavori dell’azienda spiccano la costruzione dell’Union Wharf Condominium nella zona del porto e la realizzazione del Seaport District.

Nel 2004 la famiglia McCourt si sposta a Los Angeles, dove Frank diventa proprietario dei Los Angeles Dodgers di baseball, una delle squadre più popolari della MLB. Dopo aver tentato di acquistare senza successo i Boston Red Sox, McCourt rileva il club losangelino dalla NewsCorp di Rupert Murdoch per 430 milioni di dollari. La sua gestione è piena di turbolenze – licenziamenti e cambi tecnici, debiti, una presunta evasione fiscale e la bancarotta – e si conclude nel 2012 con la cessione della franchigia e del Dodger Stadium (in seguito ad un’accusa per appropriazione indebita) per 2,15 miliardi di dollari ad una cordata rappresentata da Magic Johnson, Stan Kasten e Guggenheim Partners.

Dopo aver comprato i diritti di gestione della maratona di Los Angeles e il 50% del Global Champions Tour di equitazione, ceduto nel 2022 all’ex campione di salto ostacoli Jan Tops, McCourt fonda il team di show-jumping Miami Celtics e lancia la McCourt Foundation per le sue iniziative solidali. Dal 2021 il nome del business man è legato al Project Liberty, un progetto intenzionato a “costruire una nuova infrastruttura Internet”. Con un investimento da 100 milioni di dollari, McCourt finanzia una piattaforma rivoluzionaria: il Decentralized Social Networking Protocol (DSNP), un protocollo per sviluppare social network decentralizzati basati sulla blockchain. Al DSNP è collegata la ricerca portata avanti dagli enti-satellite McCourt Institute, Unfinished e Unfinished Labs.

Le attività attuali di Frank McCourt viaggiano sotto il marchio di McCourt Global (MG), holding di proprietà familiare attiva nei settori real estate, sport e media, tecnologia e investimenti di capitale. L’imprenditore ricopre l’incarico di executive chairman del gruppo; il CEO è la manager franco-iraniana Shéhérazade Semsar de Boisséson, ex amministratrice delegata di Politico Europe. Sposato dal 1979 al 2011 con Jamie Luskin, ex executive dei Dodgers ed ambasciatrice degli Stati Uniti in Francia, McCourt ha sei figli e nel 2015 si è risposato con la seconda moglie, la campionessa di equitazione Monica Algarra.

 

A quanto ammonta il suo patrimonio

All’epoca del divorzio high-profile dalla prima moglie Jamie, costato più di un miliardo in asset, il patrimonio di Frank McCourt era stimato in 1,2 miliardi di dollari, frutto soprattutto degli investimenti immobiliari e della cessione monstre dei Dodgers. Oggi dovrebbe aggirarsi intorno agli 800 milioni, ma non ci sono dati ufficiali in merito.

Nonostante le ricchezze dell’imprenditore siano state incrinate dal divorzio e il suo storico legame con Boston e il Massachusetts, dove ha ancora proprietà a Mashpee e Cotuit, il Los Angeles Business Journal inserisce McCourt al 40esimo posto nella classifica dei 50 angelenos più ricchi della città. Ad influire in tal senso è il progetto del Los Angeles Aerial Rapid Transit, presentato all’amministrazione nel 2023 per costruire un complesso di appartamenti nel quartiere di Chinatown.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

McCourt è nel mondo del calcio dal 29 agosto 2016, quando, dopo 19 anni al comando dell’OM, la proprietaria Margarita Louis-Dreyfus rifiuta l’offerta d’acquisto dell’affarista lussemburghese Gérard López e cede il club marsigliese all’imprenditore americano. Appena arrivato, il tycoon bostoniano promette copiosi investimenti per fare tornare la squadra al vertice della Ligue 1, come ai tempi di Marcel Leclerc e Bernard Tapie.

Per sua fortuna, la completa ristrutturazione del Vélodrome, stadio di proprietà comunale trasformato in un autentico impianto contemporaneo, è ultimata nel 2014. Il Marsiglia di McCourt vuole vincere il campionato: non succede dal 2009-2010, quando in panchina c’era Didier Deschamps. L’imprenditore assicura di investire 200 milioni di euro nei suoi primi quattro anni di gestione, “più di quanto sia stato fatto negli ultimi vent’anni”. Il progetto si chiama OM Champion ed è decisamente ambizioso, almeno a parole.

 

Quanto ha investito nell’Olympique Marsiglia

L’accordo tra Louis-Dreyfus e McCourt per la cessione del pacchetto azionario dell’OM viene trovato sulla base di 40 milioni di euro. Il mogul americano garantisce di voler lottare ogni anno per la vittoria della Ligue 1, costruire un’organizzazione forte, “calmare” i tifosi e inserire il club nel tessuto sociale della comunità marsigliese.

Ad oggi l’acquisto più costoso dell’era McCourt è quello dell’attaccante Vitinha: 25 milioni di euro più 7 di bonus pagati ai portoghesi del Braga. Peccato che le prestazioni della punta siano deludenti e che l’ex calciatore e attuale membro della giunta comunale Éric Di Meco sia sicuro che anche l’avventura di McCourt a Marsiglia si avvia alla fine: la proprietà a stelle e strisce potrebbe lasciare presto l’OM e vendere ad un altro investitore.

 

I risultati sportivi nel corso della sua presidenza

Negli anni di trionfi assoluti del Paris Saint-Germain di Nasser Al-Khelaïfi, l’Olympique di McCourt naviga tra pochi alti e molti bassi. Dal 2016 ad oggi, i risultati sono deludenti: les Phocéens non vincono neanche un titolo, raggiungono il miglior piazzamento in campionato con un secondo posto nelle stagioni 2019-2020 e 2021-2022 con Jorge Sampaoli in panchina. Non va meglio in Coppa di Francia (nel 2016 i biancoazzurri perdono 4-2 in finale contro il PSG) e in Europa League, dove nel 2018 la squadra allenata da Rudi Garcia arriva in finale ma viene battuta 2-0 dall’Atlético Madrid di Diego Simeone.

Nella capitale francese della criminalità, i problemi non sono solo di campo. Soltanto nel 2021 il coach portoghese André Villas-Boas si dimette per i feroci contrasti con la dirigenza sul mercato; gli ultras, furiosi per la crisi della squadra, assaltano il campo di allenamento; il derby con il Nizza viene sospeso per una mega rissa scoppiata tra tifosi, giocatori e staff. Non contenta, la tifoseria organizzata scatena una guerra contro gli allenatori Igor Tudor e Marcelino, costretto alle dimissioni dallo storico leader dei South Winners, Rachid Zeroual.

Gli ultras minacciano di morte persino il presidente Pablo Longoria. Nell’ottobre 2023, un manipolo di tifosi lancia sassi e bottiglie contro l’autobus del Lione in arrivo per il match al Vélodrome: l’aggressione costa quasi un occhio all’allenatore lyonnais Fabio Grosso. Dopo l’addio di Marcelino, la panchina bollente del Marsiglia finisce a Gennaro Gattuso. Sulla carta Ringhio piace ai tifosi per il suo stile “animalesco”, come lo definisce L’Equipe, ma il suo Marsiglia non ha una media punti esaltante e il futuro è tutto da scrivere.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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