Fusione nucleare, l’Italia si candida come hub europeo: quali sono i siti scelti

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

L’Italia sarà in prima linea nella fusione nucleare del futuro con il maggior numero di siti scelti in Europa per ospitare la nuova generazione di centrali su scala commerciale. È quanto emerge da uno studio realizzato dalla greentech tedesca Gauss Fusion – startup nata dall’alleanza di cinque imprese innovative (Hofima, Bruker, Research Instruments, Idom e Alsymex del gruppo Alcen) per implementare una rete di reattori nucleari nell’Ue – e condotto dall’università Tum di Monaco (Technical University of Munich).

La ricerca ha analizzato i territori di nove paesi europei – Germania, Francia, Italia, Spagna, Svizzera, Danimarca, Paesi Bassi, Austria e Repubblica Ceca – per individuare 150 cluster industriali e 900 siti geologici e infrastrutturali adatti ad accogliere i futuri impianti a fusione commerciali. Le location sono in prevalenza in aree industriali e urbane ad alta intensità energetica: 196 di queste specifiche località sono in Italia.

 

In questo articolo:

 

  • Fusione nucleare, quali sono i siti scelti in Italia
  • Come sono state individuate le zone delle centrali
  • Il rovescio della medaglia: l’effetto Nimby

 

Fusione nucleare, quali sono i siti scelti in Italia

L’Italia è in cima alla lista per il numero di luoghi ritenuti idonei a ospitare la prima generazione di reattori nucleari europei con 22 cluster industriali. Le province individuate sono quelle di Torino, Milano, Verona, Venezia, Udine, Bologna, Ravenna, Livorno, Grosseto, Roma, Pescara, Napoli, Brindisi, Catanzaro, Catania e Cagliari. Livorno e Brindisi sono i possibili punti di installazione per centrali tradizionali a combustibile fossile.

Gauss Fusion fissa la concentrazione maggiore di possibili impianti del nuovo nucleare da fusione nel Nord dell’Italia, con 7 hub regionali lungo l’asse del Po, in un corridoio strategico compreso tra Milano, Cremona e Venezia. In questa fascia si concentra il territorio più industrializzato d’Italia: una combinazione di industria pesante, capacità di rete e infrastrutture energetiche esistenti. In totale, la mappatura prevede 196 siti potenziali in tutto lo stivale.

I nomi precisi delle 196 località individuate non sono stati resi noti, ma la Lombardia è candidata come capitale italiana del nucleare europeo. In particolare l’area di Cremona, grazie alla vicinanza con rilevanti stazioni elettriche ad alta tensione. Al Sud, invece, sono stati identificati 15 cluster di dimensioni ridotte, localizzati prevalentemente in prossimità della costa. La loro individuazione è in ottica di un riequilibrio territoriale e della valorizzazione delle infrastrutture esistenti.

 

La mappa dei siti individuati in Italia da Gauss Fusion
La mappa dei siti individuati in Italia da Gauss Fusion

 

Come sono state individuate le zone delle centrali

I principali parametri analizzati da Gauss Fusion e Tum di Monaco per la scelta delle aree sono quattro: le condizioni geologiche, sismologiche e meteorologiche, la connessione alle reti elettriche esistenti, la possibilità di riconvertire infrastrutture energetiche già operative e l’accesso a sistemi di raffreddamento e recupero del calore. Ogni ipotetico sito avrà successo se sarà integrato alla perfezione con il tessuto economico presente e sarà connesso ai territori e alle filiere produttive locali.

La selezione definitiva dei siti è prevista entro la fine del 2027. “Questo studio dimostra che l’Europa, e l’Italia in particolare con i suoi distretti industriali, dispone già delle condizioni per accelerare il passaggio dalla ricerca all’adozione della fusione su scala industriale: è un passo concreto verso un modello energetico più sicuro, competitivo e realmente sovrano”, spiega Milena Roveda, l’amministratrice delegata di Gauss Fusion.

“Questo studio segna il passaggio dalla progettazione alla realizzazione – aggiunge il direttore tecnico Frédérick Bordry –. Ha fornito a Gauss Fusion una solida metodologia e un database geospaziale per valutare sistematicamente i potenziali impianti a fusione in tutta Europa. Grazie a questo quadro di riferimento, siamo in grado di valutare qualsiasi nuova ubicazione proposta dai governi o dai partner utilizzando criteri coerenti, trasparenti e basati su dati concreti, trasformando il percorso dell’Europa verso l’energia da fusione in una realtà pratica e realizzabile”.

 

Il rovescio della medaglia: l’effetto Nimby

Apparso per la prima volta nel 1979 in un articolo del Daily Press della Virginia che citava un’espressione usata da Joseph A. Lieberman della Commissione per l’energia atomica americana, Nimby è l’acronimo del motto Not In My Back Yard, ovvero Non nel mio giardino. Questo slogan guida tutte quelle comunità che insorgono contro infrastrutture dichiarate di interesse pubblico, considerate invece da chi vive in zona un danno al territorio d’appartenenza, opere calate dall’alto che minacciano salute, sicurezza ed integrità dell’ambiente.

Sono numerosi i casi di proteste del genere, dal movimento No Tav della Val di Susa contrario alla linea ad alta velocità Torino-Lione a quello No Tap pugliese nato per opporsi alla costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline che approda in Salento. Negli ultimi tempi, hanno avuto forte risonanza le iniziative di comitati cittadini e associazioni ambientaliste contro l’eolico in Sardegna – a Carloforte e Portoscuso per il progetto del parco flottante della Ichnusa Wind Power, nel mare della parte sud-occidentale dell’isola – e in Puglia per quello della Floating Wind che punta a installare un parco offshore al largo della costa adriatica del Salento, nel tratto di mare tra Tricase e Santa Maria di Leuca. 

Gli scudi ora si leveranno anche per la fusione nucleare?

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari