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Fusione Rai Way-EI Towers, ecco perché al mercato l’operazione piace

Ray Way ed EI Towers, tornano le voci di fusione

Il consolidamento nel mercato delle torri di trasmissione potrebbe presto veder andare in porto una nuova fusione. Infatti, secondo indiscrezioni di stampa rilanciate dal quotidiano La Repubblica, il progetto di unione tra Rai Way ed EI Towers sarebbe tornato al centro dell’attenzione.

Sarebbero già al lavoro sull’operazione, che prevedrebbe l’acquisizione di EI Towers da parte di Rai Way, gli advisor dei due gruppi controllanti, Lazard per la Rai e Credit Suisse per F2i e MFE che controllano rispettivamente il 60% e il 40% di EI Towers.

Di fusione tra Rai Way ed EI Towers si è già parlato diverse volte negli ultimi anni. Solo a marzo scorso il tema era stato riproposto al mercato anche se le quote della controllata Rai avrebbero dovuto confluire in una nuova entità mentre adesso si parla di una acquisizione di EI Towers. L’operazione, che potrebbe essere portata a termine nel quarto trimestre dell’anno, potrebbe tuttavia subire rallentamenti dopo la caduta del governo Draghi.

 

La reazione in Borsa di Rai Way ed MFE

Il mercato azionario dimostra di apprezzare la possibilità che l’operazione di fusione tra le due società attive nel settore delle torri di trasmissione vada in porto. A metà mattina il titolo Rai Way sale di oltre il 6% a 5,09 euro mentre MFE guadagna più del 2,5% a 0,428 euro.

Un report di Equita Sim diffuso a luglio evidenziava che dall’unione delle due società potrebbero emergere sinergie per il 15% degli investimenti e un potenziale di re-leverage. RaiWay potrebbe pagare un dividendo straordinario superiore a un euro per azione e, grazie al flusso di cassa ricorrente stimato intorno ai 180-185 milioni di euro annui, riportare il leverege a 3,5 volte il margine operativo lordo.

 

L’ultima operazione del settore a metà luglio

Diverse compagnie telefoniche hanno proceduto negli ultimi anni alla separazione del business delle torri e alla sua dismissione per generare cassa. Tim ha ceduto le sue torri, controllate da Inwit, ad aprile al fondo Ardian per 1,3 miliardi di euro più il rimborso di un prestito da 200 milioni di euro che era stato concesso dalla compagnia telefonica alla società delle torri. L’ultima operazione risale allo scorso 14 luglio con l’acquisizione di GD Towers, controllata tedesca di Deutsche Telekom che gestisce le torri in Germania e Austria, da parte di un consorzio formato da Digital Bridge e Brookfield, al prezzo di 17,5 miliardi di euro per il 51% delle quote.

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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