Che valore hanno i gioielli della Corona inglese? - Borsa&Finanza

Che valore hanno i gioielli della Corona inglese?

I sudditi del Regno Unito li chiamano The Crown Jewels. I gioielli della Corona inglese sono una collezione unica di oggetti sacri e cerimoniali e famosa in tutto il mondo, non solo nelle terre d’Albione. Nello specifico, si tratta di più di 100 regalie e memorabilia e oltre 23.000 gemme che fanno parte della Royal Collection e sin dal Seicento sono protette nella Torre di Londra, sulla riva nord del Tamigi. La lista della collezione è lunga: ci sono corone, scettri, globi, spade, anelli, paramenti e oggetti cerimoniali.

I più prestigiosi sono la corona di Sant’Edoardo del 1661 e l’Imperial State Crown fatta realizzare da Giorgio VI nel 1937. Non sono da meno lo Scettro del Sovrano con la Croce usato in occasione di ogni incoronazione a partire da quella di Carlo II nel 1661 e il Globo del Sovrano, il globo crucigero costruito quello stesso anno per simboleggiare il ruolo del Re come difensore della fede.

Gli appassionati segnalano anche il diamante bianco Koh-i-Noor incastonato nella corona della Regina Elisabetta, la spada ingioiellata d’offerta realizzata sotto Giorgio IV, il cucchiaio filigranato utilizzato quando il sovrano viene unto dall’arcivescovo di Canterbury e sopravvissuto alle distruzioni ordinate da Cromwell. Molti oggetti sono pure andati perduti nel corso degli anni, come una corona d’oro massiccio della Regina e la corona d’oro e pietre preziose del Re Alfredo.

 

Chi custodisce i gioielli della Corona inglese?

Facendo parte della Royal Collection, i Crown Jewels non sono di proprietà dello Stato ma sono conservati dalla Famiglia reale per la nazione. Con la morte di Elisabetta II e l’incoronazione di Carlo III, la custodia di questi preziosi oggetti simbolo della monarchia passa quindi sotto King Charles. Soltanto tre persone al mondo possono toccare i gioielli: l’attuale sovrano, l’arcivescovo di Canterbury e il gioielliere della Corona.

Da oltre 800 anni, i gioielli sono conservati nella Tower of London, tenuti sotto stretta sorveglianza da un attento apparato di sicurezza. I Crown Jewels lasciano la fortezza nel borgo di Tower Hamlets soltanto in occasioni particolari quali i ritratti ufficiali e gli eventi cerimoniali come le incoronazioni, i battesimi reali e l’apertura del Parlamento britannico.

 

Quanto valgono i gioielli della Corona inglese?

Difficile stabilire in sterline il valore dei gioielli della Corona inglese. Stando a quanto riportano gli addetti dell’Historic Royal Palaces, la fondazione indipendente che dal 1998 gestisce i Palazzi reali non occupati, i Crown Jewels sono inestimabili, avendo un valore culturale, storico e simbolico incalcolabile. Alcuni specialisti, tuttavia, hanno provato a fare una valutazione: il valore complessivo della collezione oscillerebbe tra 1,2 e 5,8 miliardi di dollari. Altri stimano questo range al rialzo, fino ai 10 miliardi, mentre secondo la gioielleria britannica Steven Stone, la cifra esatta sarebbe di 3,8 miliardi di dollari.

La corona di Sant’Edoardo, commissionata da Carlo II nel 1661, è uno dei pezzi più importanti: è quella che sabato 6 maggio 2023 indosserà Carlo III nell’Abbazia di Westminster per la sua incoronazione. Realizzata in oro, con quattro croci patenti e gigli, due archi incrociati, un globo con una croce e 444 pietre preziose, ha un valore stimato di 57 milioni di dollari. Stando alle indiscrezioni, Charles III indosserà all’incoronazione questa corona nonostante il suo peso massiccio, insieme a un anello a sigillo, la Corona imperiale di Stato, lo scettro con la colomba e quello con la croce, il Globo, l’ampolla, il cucchiaio e la spada d’offerta per un valore totale di 4 miliardi di dollari.

La Corona Imperiale di Stato è quella che il monarca indossa quando lascia Westminster dopo l’incoronazione e in occasione dell’apertura annuale del Parlamento. Anche questa è realizzata in oro e conta 2.868 diamanti, 273 perle, 17 zaffiri, 11 smeraldi e 5 rubini.

Contiene alcune delle gemme più famose al mondo, tra cui il diamante Cullinan II da 105,6 carati, lo zaffiro Stuart da 104 carati e il rubino del Principe Nero. Gli esperti di gioielleria stimano che abbia un valore straordinario, compreso tra i 3,4 e i 5,7 miliardi di dollari.

Nel 1905, il governo sudafricano del Transvaal regalò ad Edoardo VII, come dono di compleanno, uno spettacolare diamante africano di oltre 3.000 carati. Cinque anni dopo, nel 1910, gli artigiani olandesi della gioielleria Royal Asscher di Amsterdam tagliarono quel magnifico diamante in nove grandi pietre e quasi 100 piccoli brillanti, incorporando il diamante Cullinan I (di oltre 530 carati: è il più grande diamante grezzo del mondo, famoso come Great Star of Africa) nello scettro di sant’Edoardo per Giorgio V.

Gli altri sette Cullinan Diamonds fanno parte della collezione personale della Regina e i restanti due sono a tutti gli effetti gioielli della Corona inglese. Questo scettro è stato usato per ogni incoronazione a partire da quella di Carlo II nel 1661. Ricco di 333 diamanti, 31 rubini, 15 smeraldi, 7 zaffiri e altre pietre preziose, lo scettro dovrebbe valere diversi milioni di dollari, considerando che soltanto il Cullinan I ha un valore stimato di 400 milioni.

Fatto costruire sempre nel 1661 da Charles I per la cifra di 1.150 sterline, il Globo del Sovrano è una sfera d’oro crucigera che simbolizza il ruolo del Re come Defender of the Faith. Anche il Sovereign’s Orb è utilizzato da allora in tutte le cerimonie di investitura di ogni monarca, che lo tiene nella mano destra. Fu dopo la vittoria britannica nella battaglia di Plassey del 1757 che venne ornato di diamanti, grazie alle ricchezze acquisite dall’India.

Il Globo è impreziosito da perle, smeraldi, zaffiri, rubini, 365 diamanti e un’ametista. L’equivalente sul mercato delle 1.150 sterline spese da Carlo I è di quasi 300.000 dollari di oggi. Ma ovviamente l’Orb della Corona vale molto di più per il suo significato storico e per il valore dell’oro e delle pietre preziose.

Oltre ai beni della Corona inglese, la Regina Elizabeth II aveva anche una collezione personale di gioielli, tiare, collane, spille e pietre preziose del valore stimato di milioni di dollari. Quasi tutti i gioielli di questa collezione – che finiranno a Carlo e saranno spartiti tra il Re, Camilla e i futuri sovrani William e Kate – hanno un significato specifico perché sono regali da parte dei membri della Famiglia reale, omaggi diplomatici di leader stranieri e per anniversari speciali. Alcuni sono parte dell’eredità del passato, appartenuti alle regine Adelaide, Vittoria, Alessandra, Maria ed Elisabetta, la Regina madre. Questi 300 gioielli, conservati presso la Queen’s Gallery di Buckingham Palace, pare valgano sui 120 milioni di euro.

Tra i gioielli più preziosi di Lillibet spicca la collana di 300 diamanti da 84 carati disegnata negli anni Cinquanta dal famoso gioielliere di lusso americano Harry Winston, regalata a Her Majesty nel 1967 dal Re Faisal dell’Arabia Saudita. Altrettanto celebrata è la collana in platino con 300 diamanti incastonati avuta in dono dal Nizam di Hyderabad nel 1947, l’anno in cui l’India ottenne l’indipendenza dall’Impero. Il valore stimato di questa collana, secondo Market Realist, è di 76,3 milioni di dollari.

La Lover’s Knot Tiara, la coroncina appartenuta inizialmente alla Regina Mary, ereditata da Elisabetta dalla nonna e diventata col tempo il gioiello preferito di Lady Diana e poi di Kate Middleton, ha una valutazione altrettanto elevata: gli esperti la stimano tra 1 e 2 milioni di dollari. D’altronde la Tiara dei nodi d’amore, un capolavoro di diamanti e 19 perle pendenti in stile neoclassico francese, è ormai uno dei gioielli più riconoscibili della Casa reale britannica: il diadema è così famoso che la Royal Canadian Mint ha persino coniato una moneta da collezione che ne riproduce alcuni elementi.

Durante il tragitto verso l’altare il giorno dell’incoronazione nel 1953, Elisabetta II ha indossato un diadema di diamanti entrato nella storia. Il Diamond Diadem è un cimelio appartenuto a Re Giorgio IV, realizzato in oro e argento e con 1.333 diamanti e 169 perle incastonate. Ad impreziosire il tutto gli emblemi del Regno: la rosa dell’Inghilterra, il narciso del Galles, il trifoglio dell’Irlanda e il cardo della Scozia.

Altrettanto iconica è la Williamson Pink Diamond Brooch, la spilla a forma di fiore di giunchiglia che contiene il più grande diamante rosa del mondo, valutato 28,7 milioni di dollari dalla specialista Lauren Kiehna del portale The Court Jeweller. Il diamante grezzo di 54,5 carati fu scoperto nel 1947 in una miniera della Tanzania dal geologo canadese John Thorburn Wililamson, il quale ne fece dono di nozze alla Regina che nel 1953 lo fece tagliare e montare da Frederick Mew di Cartier a questa spilla con oltre 200 diamanti. Dalla stessa miniera proviene il rarissimo Williamson Pink Star, un diamante rosa che recentemente la casa britannica Sotheby a Hong Kong ha venduto all’asta per l’incredibile cifra di 58 milioni di dollari.

È probabile che Charles erediti l’intera collezione privata di gioielli di The Queen, anche se l’esperto Josh Rom sostiene che qualora l’erede diretto comparisse sul testamento lasciato da Her Majesty, il beneficiario unico (e nessun altro membro della famiglia) sarebbe tenuto a versare una tassa di successione del 40% per i lasciti che superano le 325.000 sterline. Non proprio il massimo della convenienza. In ogni caso, sarà Re Carlo III a decidere quali componenti della Royal Family potranno prendere in prestito ed indossare i gioielli di questa private collection per le occasioni di gala.

 

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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