Guerra Usa-Iran: perché non c’è una corsa verso i beni rifugio

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L’apertura settimanale dei mercati finanziari è all’insegna delle tensioni, per effetto dello scoppio della guerra Usa-Iran. Gli attacchi aerei americani, lanciati in tandem con Israele, hanno colpito pesantemente Teheran nel fine settimana, uccidendo l’Ayatollah Ali Khamenei e decine di alti funzionari della Repubblica Islamica. La risposta iraniana non si è fatta attendere: una valanga di missili si è abbattuta sulle basi militari statunitensi nei Paesi del Golfo, quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Bahrain. La convinzione generale è che non si tratti di un conflitto lampo. Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le ostilità potrebbero durare quattro o cinque settimane. Molto dipende dagli sviluppi interni al regime teocratico iraniano, ovvero da chi prenderà le redini dopo la Guida Suprema Khamenei.

 

In questo articolo:

 

  • Guerra Usa-Iran: gli investitori non guardano ai beni rifugio
  • Beni rifugio: ecco perché i prezzi non salgono

 

 

 

Guerra Usa-Iran: gli investitori non guardano ai beni rifugio

La paura che il conflitto si allarghi e coinvolga gli Stati arabi colpiti dagli attacchi iraniani è molto forte. Nel frattempo, l’uccisione di Khamenei rischia di sfociare in una faida di natura religiosa, dai risvolti tanto sconosciuti quanto pericolosi. In questo contesto, gli investitori sono preoccupati per una possibile mossa dell’Iran che potrebbe rivelarsi disastrosa per il mercato energetico: la chiusura dello Stretto di Hormuz. Da questo tratto di mare, che collega il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman all’Oceano Indiano e al Mar Arabico, transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale mondiale. Una chiusura costringerebbe le navi dei Paesi esportatori a seguire rotte alternative, più lunghe e costose. 

Con le Borse in rosso e il prezzo dei combustibili fossili alle stelle, ci si aspetterebbe una corsa verso i beni rifugio. In contesti in cui le tensioni di carattere geopolitico ed economico prendono il sopravvento sui mercati, gli investitori sono normalmente alla ricerca di porti sicuri, evitando di imbarcarsi in attività più rischiose come le azioni o le criptovalute. In realtà, oggi non è stato esattamente così. L’oro è salito di circa il 3%, raggiungendo i 5.400 dollari l’oncia al momento in cui si scrive, ma altri beni rifugio sono rimasti sostanzialmente fermi. Il dollaro statunitense, il franco svizzero e lo yen non hanno registrato movimenti significativi. Anche i titoli di Stato americani, dopo i guadagni iniziali, hanno invertito la rotta e i rendimenti a 10 anni sono saliti di circa 25 punti base.

 

Beni rifugio: ecco i motivi per cui i prezzi non salgono

Ma quali sono le ragioni per cui i beni rifugio non hanno fatto breccia nel portafoglio degli investitori in seguito allo scoppio della guerra Usa-Iran? Secondo Prashant Newnaha, senior strategist di TD Securities a Singapore, la scarsa attrazione verso i beni rifugio è dovuta al fatto che “i mercati hanno adottato la visione di un improbabile conflitto prolungato”.

A giudizio di Charu Chanana, chief investment strategist di Saxo Markets a Singapore, “la strategia del bond come bene rifugio diventa meno lineare se i prezzi più alti del petrolio mantengono elevate le pressioni inflazionistiche”. A questo punto, la questione diventa “quanto a lungo i prezzi del petrolio resteranno elevati”, ha sottolineato.

Adam Hetts, global head of multi-asset di Janus Henderson, ritiene che il focus immediato sia il petrolio e non i beni rifugio. “In un periodo prolungato di incertezza, l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe generare un allarme inflazionistico globale, riducendo a sua volta la probabilità di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve“, ha scritto in una nota.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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