I mercati dietro le quinte: il punto di Davide Biocchi

Intermarket ma non soltanto con Davide Biocchi, Professional Trader, intervistato da Manuela Donghi

 

davide biocchi

Davide, questa settimana partiamo dalla Bce che mi pare (ma poi correggimi tu) ha fatto una colossale marcia indietro? Anche per la Banca Centrale europea si è parlato di bazooka, come per la Fed! Sei d’accordo?

Si, il che non cancella la pessima figura della Lagarde della settimana precedente, specie rispetto all’Italia. La Bce ultimamente si è mossa in ritardo e sempre a ruota degli altri. Ben diverso l’atteggiamento della Fed, che, per carità, ha senz’altro un mandato più ampio, però ha dimostrato ben altro piglio nel gestire la situazione. In questo entrano in gioco anche le figure politiche: in prima linea Trump che, piaccia o no, ci ha messo sempre la faccia e non lesina azioni decisioniste, in contrasto con l’apparente apatia, per non dire evanescenza dei politici europei, che solo ora si muovono, sempre a ruota degli US, con colpevole ritardo. L’Europa è stata colpita ben prima degli US e reagisce ben dopo. Questo dato non può sfuggire. Poi di bazooka si tratta e quindi ne vedremo gli esiti…

In effetti gli analisti hanno definito l’intervento ingente, ma la Bce potrebbe fare ancora di più? Oppure servirà soprattutto una risposta fiscale degli Stati, magari attraverso il Mes. Ce la faremo?

La risposta di tipo fiscale da parte degli Stati sarà fondamentale. Con tutto il rispetto per il contesto sanitario, su cui non mi esprimo perché non è di mia competenza, ma che ovviamente rispetto perché capisco il timore mio come di tutti, vedo però un problema enorme e quasi contestuale dal punto di vista economico. Occorre che ci sia un’azione di concerto dell’Europa, oppure che i Paesi decidano di rompere gli indugi e andare da soli. Si è completamente freezata l’economia, portando, giustamente, a zero il volume di affari di tantissime piccole e medie imprese. Queste non potranno sopravvivere senza aiuti. Il primo aiuto è azzerare la tassazione e le imposizioni. E potrebbe non bastare… Qualsiasi altro intervento sarebbe un palliativo. Il rischio e di ritrovarci con un Paese in ginocchio proprio nel suo settore più caratterizzante: le Pmi.

Ecco, alla luce di questo, che voto dai al decreto “Cura Italia”?

Inadeguato. Si tratta di un controvalore messo in campo troppo esiguo, non in grado di sostenere nemmeno lontanamente la dinamica di un Paese che si è fermato. Sembra che la politica non sia in grado di capire l’esigenza di chi a breve letteralmente non saprà come fare per evitare di fallire. Le piccole imprese, senza più incassi e con dei dipendenti da pagare, saranno obbligati a chissà cosa per tentare di sopravvivere. Se lo Stato non darà in fretta risposte importanti, la vedo molto male… Non so se ho capito bene (e lo premetto), ma sembra che, in merito agli stanziamenti per i lavoratori autonomi, questi non saranno per tutti, ma solo fino a esaurimento dei fondi. Se fosse così sarebbe assurdo oltre che distruttivo!

Sì, bisogna valutare le cose per bene e dal Governo dovranno correggere il tiro, ma certo ci sono già molte polemiche. Adesso però procediamo con la nostra operatività: i mercati sono (guarda un po’) sulle montagne russe: analizziamoli insieme.

Si, i mercati in questo momento non vogliono proprio saperne di calmarsi. Non c’è nulla che tenga… I mercati ora non si curano assolutamente né di guerre commerciali, né di macroeconomia, né di dividendi o quant’altro. È bene sempre ricordare in tal senso che la Borsa non fotografa la situazione corrente dell’economia ma le sue prospettive future. E in questo momento le aspettative sono a dir poco fosche, con una recessione già in essere e di portata mai vista prima. Al momento solo due elementi potrebbero far cambiare rotta: l’inversione della curva dei contagi e/o l’eventuale scoperta di un vaccino. A parte questo nulla può aiutare i mercati. Anzi l’arrivo di “medicine” sempre più forti dalle Banche Centrali, fa pensare che il malato sia sempre più grave e quindi genera più discese che salite.

Che dire del divieto delle vendite allo scoperto?

Un atto dovuto, e forse un po’ ritardato, ma non mi sento di biasimare la Consob. Doveva forse essere un’azione estesa a tutta Europa e sin da subito. Piuttosto evidenzio, ed elogio, la cosiddetta operazione trasparenza attuata dalla Consob. In questo momento è fondamentale proteggere le nostre imprese e si dovrebbe fare di tutto per scongiurare scalate ostili ai nostri asset. Anzi forse tutto il nostro mercato, tutta la Borsa è oggi da considerarsi un asset strategico, che va protetto in un momento di così grande difficoltà. Si parla tanto di Golden Power: il governo in questo momento deve rafforzarne il concetto e l’effetto.

Nell’ambito dei consigli agli investitori… la premessa di questa settimana è che sembrerebbe cadere il castello che è stato costruito dalla Finanza in 10 anni di tassi bassi, liquidità abbondante e pochi rischi. Ora gli investitori stanno smontando le strategie messe a punto… stanno agendo bene, o meglio non fare mosse (nel bene o nel male) in questo momento di inevitabile panico?

A far crollare il castello è stato questo Virus, che ci ha costretto a qualcosa di mai visto. Purtroppo non si sa quando tutto questo finirà e ciò getta nel panico non solo gli investitori ma anche i modelli matematici previsionali, perché sono alle prese con un’incognita non quantificabile e quindi perdono affidabilità. In questo panico generalizzato non ci sono più asset class ambite: anche porti sicuri come i titoli di Stato tedeschi o l’oro vengono venduti. Ora l’ambizione massima è avere i “soldi in tasca”, cioè la liquidità disponibile “a vista” sul conto corrente. Per questo la recessione che verrà sarà tremenda e le Banche centrali, di concerto con la politica, dovranno essere bravi a inondare di liquidità la finanza e le economie, perché altrimenti rischiamo di avvitarci senza fine. Finché dura questo contesto meglio non comprare nulla. I più aggressivi potrebbero però essere allettati dai prezzi attuali. Allora in questo caso suggerirei grandissima prudenza a chi vuole accumulare su queste debolezze, e soprattutto di suddividere in molte tranche gli acquisti, per ridurre i rischi al minimo.

Di seguito l’intervista integrale in versione Podcast