I mercati dietro le quinte: il punto di Davide Biocchi

I MERCATI DIETRO LE QUINTE: IL PUNTO DI DAVIDE BIOCCHI #3

davide biocchi

Intermarket ma non soltanto con Davide Biocchi (Directa Sim), intervistato da Manuela Donghi

Quali i market mover della settimana? Ci sarà il famoso rally natalizio? I dati macro sono ancora importanti per gli investitori? Tante le domande in questa ultima fase dell’anno, momento nel quale più che mai ci si chiede come approcciarsi ai mercati, che sembrerebbero proseguire per “la loro strada” senza cambi direzionali improvvisi.

Davide, ripartiamo dai ragionamenti che abbiamo fatto la settimana scorsa. Abbiamo parlato di trade war fondamentalmente abbiamo detto a più riprese che Trump con la guerra commerciale con la Cina è quasi l’unico market mover del periodo… possiamo dirlo anche questa settimana o qualcosa è cambiato?
Bene… ragionando di mercati, quel che è accaduto questa settimana è in fondo la conferma di quel che avevamo detto: la trade-war continua a dettare l’agenda. Aggiungerei però che gli investitori seguono poi le loro regole, che prevedono che a dettare il passo siano spesso anche i dati macro, cioè il fulcro di un sistema che si base sino a prova contraria proprio sui cosiddetti dati fondamentali.

Insomma, l’agenda macro è un’altra di quelle cose che muovono i fili dei mercati, visto che abbiamo usato questa espressione…
Esattamente… e aggiungo che non dobbiamo stancarci di chiederci chi siano i burattinai che questi fili li muovono, magari anche inconsapevolmente. Mi viene da dire che è intuitivo ed evidente che chi sposta grandi liquidità incide molto di più sull’andamento delle quotazioni. Nella democrazia dei mercati, che dipende dal denaro messo in gioco, pochi contano tanto, mentre molti incidono quasi nulla. In proposito dice molto un disegno che ho usato spesso per spiegare la quintessenza dei mercati, nel quale avevo identificato le diverse tipologie di investitori come un branco di Sardine, seguito da Piranha affamati, e poi arriva lo squalo che sbrana tutti. Ecco, secondo me questa è la finanza.

finanza

Quello più grande mangia quello più piccolo, insomma…
Eh già. E questo è proprio lo schema che ho utilizzato per il software che ho creato, cioè il TW Book, dove scompongo tutti gli eseguiti che avvengono sul mercato per dimensione, e li chiamo come le taglie dei vestiti: S, M, L, XL, ok?

Semplice… e quindi?
Quindi se vai a vedere nel dettaglio, gli XXL sono rari ma il loro impatto sul mercato è tale per cui un terzo dei volumi passa attraverso di loro. Quelli taglia XL sono meno rari e fanno il 60% dei volumi, quindi XXL e XL sono abbondantemente sufficienti a decidere le sorti. E se quel che abbiamo detto fin qui, ha un senso… allora diventa chiaro perché la Borsa non esprime una democrazia delle teste ma quella dei soldi. Per capirci e per risolvere il rebus, ogni testa va moltiplicata per i soldi che mette in gioco. Quindi, una testa con tanti soldi conta di più di una testa con pochi soldi. Sei d’accordo?

Come non esserlo… l’hai chiamata la democrazia dei mercati?
Sì! Questa è la democrazia dei mercati e non bisogna mai dimenticarselo! Tra l’altro i mercati negli anni sono cambiati molto, e oggi ci sono attori che magari una volta non c’erano. Siamo in un’era dove grazie a intelligenza artificiale e machine-learning, cioè, l’auto-apprendimento attraverso il tempo, sono nate nuove tipologie di fondi (i fondi macro) che agiscono interpretando la filiera dei dati macro annunciati nel tempo e sono molto repentini nel passare dalla modalità risk-on (cioè compro perché tutto va bene) a quella risk-off (cioè vendo perché il quadro si deteriora). Compro un settore e ne vendo un altro, oppure ricompro il primo e l’altro ora lo vendo… capito cosa voglio dire? Le strategie cambiano in fretta e spesso, e le correlazioni tra titoli e settori diventano sempre più significative.

Insomma, il mercato subisce l’attività di queste gestioni…
Esatto. Il mercato subisce queste gestioni che agiscono spesso con orizzonte speculativo e di breve periodo. Quando questi fondi si spostano hanno un impatto molto importante. Insomma, in linea generale i fondi macro sono spesso responsabili dei cambi di trend nel breve periodo.

Ci fai qualche esempio?
Certo! Lunedì scorso è bastato un Ism statunitense sotto le aspettative e subito sono partite due sedute di forti vendite! Soprattutto se le compari con le piccole piccole candele di crescita dei giorni precedenti, ti accorgi dell’impatto quando si muove chi fa sul serio. La crescita si evolve lentamente, un gradino dopo l’altro, le vendite invece prendono l’ascensore e si torna giù molto velocemente…

E questo cosa significa?
Questo denota due aspetti: il primo è che il movimento che si evolve più repentinamente è di solito quello contro il trend principale, e così è. Noi siamo in un trend rialzista e gli storni sono più ficcanti. Prova a pensarci.. due sedute ne hanno annullate dieci di rialzo, e poi siamo tornati, pian piano, a risalire. Poi c’è il secondo elemento e cioè che sui mercati moderni la sempre maggior presenza di ordini generati da software ha reso i book di Borsa meno rocciosi e più gelatinosi. Una volta se inserivi forti vendite i book ben forniti le assorbivano, adesso i book sembrano comunque pieni di liquidità come 10 anni fa, ma in realtà è un denaro ben diverso, perché appunto generato da software che si spostano velocemente. La conseguenza? I book sono proprio più gelatinosi, pensi di trovare supporto e invece affondi, come nella gelatina, che sembra solida ma è liquida.

Mi piace il paragone culinario, sebbene la gelatina non mi piaccia molto, ma perdonami, ti chiedo un esempio…
Ah, te ne porto uno esemplare, proprio accaduto questa settimana. Il giorno 3 dicembre, su Banca Intesa (mica un titolino…), esattamente alle 15.40 del pomeriggio, c’è stata una grossa vendita che ha spinto il titolo da 2,25 euro, fino a 2,16 euro in un attimo. Un affondo nella gelatina quasi istantaneo, un picco di volumi subito riassorbito, come avviene gettando un sasso dentro un liquido. Pochi attimi dopo lo “spike”, così si chiama, è stato riassorbito e il prezzo è tornato la dove era. Guardate il grafico per capire.

intesa

Grafico Intesa by TradingView

E come mai è accaduto questo?
Beh… C’e stato qualcuno che ha buttato dentro una grossa vendita che ha fatto il vuoto per 9/10 centesimi (che sono tantissimi) e poi quel vuoto è tornato a riempirsi grazie ai software e il prezzo è tornato dove era. Insomma la scivolata in giù e poi stata subito recuperata. Questo cosa significa? Nulla se questo episodio è isolato. Mi preoccuperei invece se si ripetesse a breve anche su altri titoli… In quel caso significherebbe che qualcuno sta liberandosi sul mercato senza pudore di grossi quantitativi di azioni, ma per ora non sta capitando.

E se invece accadesse?
Vorrebbe dire che c’è qualcuno di un po’ pesantino che sta mollando gli ormeggi…

Hai già visto questa cosa in passato?
Si certo, e quando si è ripetuta poi sono arrivati storni dei listini anche pesanti. Ma qualche volta sono stati episodi singoli (come sembra essere questo) senza nessuna conseguenza.

Quindi se capita una sola volta a cosa si ricollega?
Beh, ad esempio all’errore di immissione di un trader. Un evento singolo ci può stare.

… Ok, tutto chiaro. Ma il Rally?
Ancora con ‘sto Rally? Stavolta non ce n’è bisogno! C’è stato già il rally tutto l’anno! (ride). Vediamo come va questa settimana e tiriamo avanti pensando al Natale. Alla prossima…

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