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Imprenditoria giovanile, le tre agevolazioni per avviare una nuova attività

Un giovane imprenditore under 35

L’Italia non è un Paese per l’imprenditoria giovanile. Fatta eccezione per l’agricoltura e le attività tecniche e scientifiche, i dati elaborati da Unioncamere e InfoCamere rivelano che la presenza degli under 35 nel mondo imprenditoriale è diminuita del 25% negli ultimi dieci anni. Per favorire la ripresa delle imprese giovani, il governo ha introdotto tre agevolazioni all’interno del Decreto legge Coesione, il Dl n. 60 del 7 maggio 2024. Queste misure si affiancano al bonus giovani e al bonus donne che prevedono l’esonero biennale dal 100% dei contributi previdenziali per chi assume personale sotto i 35 anni nel Mezzogiorno e lavoratrici a tempo indeterminato.

 

Imprenditoria giovanile: le agevolazioni per gli under 35

Gli incentivi annunciati vogliono rinforzare l’autoimpiego, invogliare i giovani a fare impresa, abbassare l’asticella dell’età media nei ruoli decisionali e promuovere l’avvio di nuove attività, in particolare al Sud. L’impegno di spesa complessivo per questi sostegni è di 940,2 milioni di euro: 840,2 milioni arrivano dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 (il piano gestito dall’ANPAL, l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro, in collaborazione con l’INAPP, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) e i restanti 100 milioni dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La promozione delle nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriale o professionale passa per due interventi principali su base territoriale: Autoimpiego Centro-Nord Italia e Resto al Sud 2.0, entrambe rivolte a giovani under 35 che sono disoccupati, inoccupati e inattivi, in condizione di marginalità sociale o beneficiari di ammortizzatori sociali destinatari delle misure del programma Gol per la riqualificazione dei servizi di politica attiva del lavoro. Aspiranti imprenditori e imprenditrici sotto i 35 anni che vogliono avviare un’attività possono accedere al sostegno all’investimento attraverso l’emissione di voucher non soggetti a rimborso e di contributi a fondo perduto.

 

Autoimpiego Centro-Nord Italia e Resto al Sud 2.0

Le misure Autoimpiego Centro-Nord Italia e Resto al Sud 2.0 prevedono un ammontare-base differenziato per l’acquisto di beni, strumenti e servizi e gli interventi in regime de minimis. Il voucher è di 30.000 euro per Autoimpiego Centro-Nord Italia e di 40.000 euro per Resto al Sud 2.0, che vuole incentivare l’apertura di nuove imprese in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Oltre alla aziende che avranno la sede legale nel Mezzogiorno, sono favorite quelle nei territori colpiti dai terremoti del 2009 a L’Aquila e in Abruzzo e del 2016 al Centro con epicentri tra i Monti Sibillini, l’alta Valle del Tronto, i Monti della Laga e i Monti dell’Alto Aterno.

Pure il contributo a fondo perduto per chi vuole mettersi in proprio è su base territoriale, anche se articolato in maniera diversa rispetto ai ticket. Nel caso di Autoimpiego Centro-Nord Italia, la quota ammonta al 65% dell’investimento fatto fino a 120.000 euro e al 60% dell’investimento tra 120.000 e 200.000 euro. Per Resto al Sud 2.0, le percentuali si alzano al 75% e al 70% dell’investimento, in entrambi i casi per una spesa di 800 milioni di euro.

I finanziamenti coinvolgono principalmente i servizi di formazione e accompagnamento alla progettazione preliminare e il tutoraggio per l’incremento delle competenze. Gli importi dei voucher aumentano di 10.000 euro per l’acquisto di beni tecnologici e digitali. Ma come si fa domanda per accedere alle agevolazioni? Le modalità e i termini per l’attivazione delle due iniziative verranno definite a breve da Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell’economia e delle finanze e Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR nei decreti attuativi.

 

Il bonus under 35 per chi avvia nuove attività

La terza agevolazione per l’imprenditoria giovanile coinvolge persone disoccupate sotto i 35 anni che, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, lanciano su tutto il territorio nazionale una nuova attività imprenditoriale che opera nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica, assumendo dipendenti a tempo indeterminato sempre sotto i 35 anni. I progetti avviati da beneficiari possono richiedere all’INPS un contributo per l’attività di 500 euro al mese che non concorre alla formazione del reddito e dura al massimo 3 anni. Ma non solo.

Queste imprese possono chiedere sgravi contributivi, nel limite di 800 euro su base mensile con esclusione dei premi e contributi INAIL, per ogni lavoratrice o lavoratore under 35 assunto a tempo indeterminato sempre nel periodo tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. L’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali è garantito per un periodo massimo di 3 anni e non oltre il 31 dicembre 2028, non è cumulabile con altri esoneri, non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato. I fondi disponibili per questo incentivo ammontano a 140,2 milioni di euro.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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