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Inflation Reduction Act: ecco perché è un problema per l’Europa

Inflation Reduction Act: ecco perché è un problema per l'Europa

L’Inflation Reduction Act è un problema per l’Europa. La legislazione americana approvata ad agosto e che riguarda 369 miliardi di dollari di spesa per il clima e la transizione energetica, è stata oggetto di discussione dai Ministri delle Finanze dell’Unione Europea questa settimana. Questo perché la Commissione Europea aveva lanciato l’allarme affermando che la progettazione degli incentivi finanziari nel pacchetto di spesa solleva serie preoccupazioni. L’argomento acquisisce ancora maggiore importanza in un periodo in cui il Vecchio Continente sta combattendo tenacemente per risolvere la questione della crisi energetica e mentre si sta dibattendo al COP27 di Sharm el-Sheikh su una serie di questioni che riguardano il cambiamento climatico.

 

Inflation Reduction Act: come penalizza le imprese europee

Ma cos’è dell’Inflation Reduction Act che confligge con gli obiettivi dell’UE? Il blocco dei 27 ha elencato una serie di punti secondo cui questa legislazione rischia di violare le regole del commercio internazionale. Tra questi vi è principalmente il tema dei crediti d’imposta concessi per le auto elettriche prodotte negli Stati Uniti. La cosa sarebbe molto impegnativa per le aziende europee che stanno spostando il business sull’elettrificazione della propria attività produttiva.

Valdis Dombrovskis, capo commerciale dell’UE, ha affermato: “ciò che alla fine stiamo cercando è che l’UE, come stretto alleato degli Stati Uniti, sia in una posizione più simile a quella del Messico e del Canada”. Anche il Ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, si è fatto sentire denunciando che le imprese europee hanno bisogno di proteggere i propri interessi. “Dobbiamo essere molto chiari, molto uniti e molto forti fin dall’inizio spiegando ai nostri partner statunitensi che ciò che è in gioco dietro questo Inflation Reduction Act è la possibilità di preservare la parità di condizioni tra gli Stati Uniti e l’Europa”, ha dichiarato alla CNBC.

La Francia in questo ha sempre assunto una posizione abbastanza dura, sostenendo una indipendenza strategica che sganci l’industria europea sia dalla Cina che dagli Stati Uniti. Al riguardo, il capo del Governo Emmanuel Macron ha proposto un Buy European Act per proteggere i produttori di auto europei. Il Presidente della Francia ha dichiarato che ciò servirebbe per fornire sussidi alle aziende europee esattamente come stanno facendo Pechino e Washington.

 

Come risolvere la situazione?

Europa e Stati Uniti sono comunque a stretto contatto per cercare di dipanare la questione, sebbene ormai l’Inflation Reduction Act sia stato approvato e divenuto legge. Al riguardo è stata istituita una task force tra i funzionari delle due Regioni che si riunirà ogni settimana per discutere di queste preoccupazioni europee. La Casa Bianca in una nota ha fatto sapere che “l’obiettivo è continuare a promuovere una comprensione più profonda dei progressi significativi della legge sulla riduzione dei costi per le famiglie, dei nostri obiettivi climatici condivisi e delle opportunità e preoccupazioni per i produttori dell’UE”.

Il punto sarà come modificare alcune norme già inserite nella legge americana, in modo da venire incontro alle esigenze di Bruxelles. Secondo Fredrik Erixon, direttore del Centro europeo per l’economia politica internazionale, “le preoccupazioni dell’UE sulla riduzione dell’inflazione USA e sulla discriminazione diretta e indiretta sono legittime, in quanto le politiche dell’Inflation Reduction Act adottano un atteggiamento America First che danneggia la concorrenza delle imprese UE, in particolare dove l’Europa è più competitiva”. In casi estremi l’UE potrebbe rivolgersi all’Organizzazione Mondiale del Commercio ma, sottolinea Erixon, “preferisce risolvere i problemi in maniera bilaterale”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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