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Investimenti alternativi: perché puntare sul whisky raro

Investimenti alternativi: investire nel whisky raro

Investire nel whisky raro è un’ipotesi molto suggestiva in questo momento, essendo che l’asset negli ultimi anni è cresciuto molto nella scala di considerazione dei cosiddetti investimenti alternativi. In particolare il whisky scozzese single malt, scambiato nel mercato secondario, ha realizzato performance da sogno dal 2015 a oggi.  Ad esempio l’indice Apex1000, che misura il rendimento dell’investimento di questo bene, è cresciuto del 225% in tale lasso di tempo, superando di 4 volte e mezzo l’oro la cui ascesa si è fermata a circa il 50%. Se si limita l’analisi alla prima metà del 2021, si ricava una performance di poco più del 9%.

 

Investimenti alternativi: alcuni numeri del Whisky raro

Molto interessante è un rapporto di Rare Whisky 101, una delle principali società di consulenza britannica sul whisky. Lo studio riporta come dopo il Covid-19 il settore ha registrato una ripresa consistente, a forma di V negli ultimi 2 mesi dello scorso anno. Il trend poi è continuato per tutta la prima parte dell’anno in corso, con 85 mila bottiglie di whisky scozzese single malt vendute per un valore complessivo di 36 milioni di sterline. Le previsioni per l’intero anno sono di 172,5 mila bottiglie piazzate sul mercato, con una cifra record di fatturato di 75 milioni di sterline. Basta fare il paragone con il passato che ci si rende conto della tendenza in atto. Infatti, il 2020 ha visto la vendita di poco più di 139 mila unità per un valore complessivo di 53 milioni di sterline e, tornando all’anno pre-Covid, sono state vendute quasi 144 mila bottiglie, il 20% in meno rispetto a oggi. Inoltre il valore di scambio rispetto al 2019 crescerà ancora di più con l’aumento dei prezzi, ossia del 30% rispetto ai 58 milioni di sterline di 2 anni fa. Al riguardo, le quotazioni sono arrivate a un livello record di 427 sterline alla fine di giugno 2021, mentre nel 2020 erano in media di 401 sterline e nel 2019 di 319 sterline. Sulla base di questi numeri, il co-fondatore di Rare Whisky 101, Andy Simpson, si mostra molto ottimista volgendo lo sguardo al futuro. A suo giudizio il mercato non mostra segni di rallentamento e la pandemia ha aiutato a rendere ancora più popolare questo prodotto. Di conseguenza non c’è alcun motivo per cui i prezzi debbano smettere di salire, rappresentando un’opportunità ghiotta per chi vuole cimentarsi in questa tipologia di investimento e non solo a scopo collezionistico.

 

Whisky single malt: che cos’è

Secondo il regolamento ufficiale scozzese, il whisky si può considerare single malt quando proviene da una sola distilleria ed è invecchiato in Scozia in barili di rovere da almeno 3 anni. Oggi esso rappresenta la forma più tradizionale e corposa di Scotch, prodotta da prestigiose distillerie che si trovano in ogni parte del mondo e non solo in Scozia. In genere comunque si tratta di un prodotto invecchiato nelle botti dagli 8 ai 25 anni e deve rigorosamente riportare l’etichetta con l’indicazione dell’invecchiamento, con riferimento ovviamente alla fase di miscelazione.

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