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Johns Hopkins University: quanto costa la retta e come entrare

L'interno della Johns Hopkins University

Fondata nel 1876 grazie a un lascito di 7 milioni di dollari, la Johns Hopkins University di Baltimora porta il nome del finanziere statunitense la cui donazione permise di aprire anche l’omonimo ospedale e un centro di ricerche. Definita “prima università di ricerca degli Stati Uniti”, il prestigioso ateneo ha divisioni in tutto il Maryland e dal 1955 è presente in Italia: insieme alle sedi di Nanchino e Singapore, esiste un campus europeo a Bologna, la School of Advanced International Studies (SAIS) per corsi specializzati in Scienze politiche. Ma come si fa per accedere alla JHU e quali sono i costi per studiare nell’università dove si sono laureati – tra gli altri – Woodrow Wilson e Riccardo Giacconi, George Minot e Herbert Spencer Gasser?

 

Le modalità di selezione alla Johns Hopkins University

La Johns Hopkins conta più di 25.000 studenti e i suoi ricercatori hanno vinto oltre 30 premi Nobel. L’università accetta domande inviate sia tramite Common Application (la domanda di ammissione comune a tutti i college degli Stati Uniti) che su Coalition for College di Scoir. Il costo è di 70 dollari. Nell’application bisogna inserire la trascrizione dell’esame di scuola superiore, l’elenco delle attività svolte, dei risultati accademici e delle onorificenze, le lettere di raccomandazione di due professori, un saggio personale, tutte le informazioni sui propri genitori o tutori, i punteggi dei test standardizzati (facoltativi) e il cosiddetto Hopkins supplement, ovvero un saggio di 300-400 parole in cui condividere con il comitato di selezione il background d’origine, i propri interessi, le attività extra-scolastiche e di comunità svolte. L’università fornisce sul suo sito una serie di “essays that worked”, di saggi che in passato hanno funzionato per essere accettati dall’ateneo.

Per gli studenti internazionali non è prevista una domanda separata ma è necessario essere in regola con il visto (l’OIS, Office of International Services, aiuta gli studenti nelle pratiche) e presentare un curriculum ufficiale con la trascrizione di diploma, pagelle ed esami dell’istruzione secondaria superiore. Non è obbligatorio presentare i punteggi delle prove che misurano le capacità linguistiche in inglese per chi non è madrelingua per essere considerati all’ammissione ma sono consigliati punteggi elevati nei test TOEFL (26 lettura, 26 ascolto, 22 scrittura, 25 parlato), IELTS (almeno 7.0), DET (120 complessivo, 125 lettura, 120 conversazione, 135 comprensione e 105 produzione) o Cambridge English (C1 Advanced o C2 Proficiency con un punteggio CE di almeno 185). I test standardizzati verranno introdotti in modalità opzionale a partire dall’anno accademico 2025-2026. Agli stranieri è richiesto anche l’invio tramite Applicant Portal di un modulo di “certificazione delle finanze” per confermare di comprendere il costo totale dell’iscrizione.

Nell’esaminare le domande di ammissione, l’ateneo prende in considerazione il curriculum scolastico, la media dei voti e il programma di studi svolto, le attività extracurriculari, le raccomandazioni dei professori e le risposte date all’interno dei saggi. Agli esaminatori della JHY interessa capire in particolare come il candidato e futuro studente si integrerà nella comunità e il perché vuole trasferirsi a studiare a Baltimora. Tutte le decisioni di ammissione o rifiuto delle domande vengono comunicate entro la metà di maggio. Soltanto al momento dell’iscrizione è possibile indicare una prima e una seconda scelta per lo specifico corso di laurea. Le ammissioni dipendono dai posti disponibili e variano, per ogni specializzazione, di anno in anno.

 

Il periodo dei test e i tempi per prepararlo

Il calendario dell’università è annunciato con mesi d’anticipo per fare in modo che i candidati abbiano uno schema chiaro e possano prepararsi in tempo e al meglio per la domanda. La JHU accetta matricole e studenti trasferiti solo per il semestre autunnale. Le deadline principali sono tre:

 

  • 1° novembre: Early Decision I (domanda anticipata);
  • 2 gennaio: Early Decision II e Regular Decision;
  • 1° marzo: iscrizione e trasferimento.

 

I corsi di laurea presenti

L’università svolge un ruolo di primo piano a livello mondiale nel settore della ricerca, conta cinque campus principali e numerose divisioni tra cui le tre sedi internazionali: la SAIS di Bologna, l’HNC di Nanchino e il Yong Siew Toh Conservatory of Music di Singapore. Complessivamente, la Johns Hopkins ha più di 400 programmi di arte e musica, scienze umane, scienze sociali e naturali, medicina, ingegneria, studi internazionali, istruzione, business ed economia.

A Homewood si concentrano le divisioni con il maggior numero di facoltà e programmi di studio:

 

  • Krieger School of Arts and Sciences;
  • School of Education;
  • Whiting School of Engineering.

 

East Baltimore è il campus medico, noto come JHMI: Johns Hopkins Medical Institutions. È legato al Johns Hopkins Hospital e ha tre divisioni principali:

 

  • School of Medicine;
  • School of Nursing;
  • Bloomberg School of Public Health.

 

Downtown Baltimore ha due Schools, la più antica fondata nel 1857 (il Peabody Institute è il più antico conservatorio nella storia degli Stati Uniti) e la più recente aperta nel 2007:

 

  • Peabody Institute;
  • Carey Business School.

 

Infine, a Washington D.C. c’è la School of Advanced International Studies (intitolata al segretario della Marina e vicesegretario della Difesa Paul H. Nitze) e a Laurel l’Applied Physics Laboratory (APL), specializzato nella ricerca per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, la NASA e altre agenzie di ricerca governative e civili.

 

Il costo annuo della retta

Come Harvard, Berkeley e la Columbia di New York, la Johns Hopkins University non è per tutte le tasche, anche se l’ateneo cerca di coprire buona parte delle spese con borse di studio (che non devono essere restituite: alla JHP non ci sono prestiti) e opportunità di studio-lavoro. La retta cambia a seconda del campus e della divisione frequentata, ma ci sono alcune cifre di base da cui partire per avere un quadro di riferimento. In media il costo complessivo è di circa 80.000 dollari all’anno, anche se gli studenti con una particolare situazione finanziaria pagano molto meno o non pagano affatto. La ripartizione del costo annuo è divisa in questo modo:

  • retta: 62.840 dollari;
  • tassa di immatricolazione: 500 dollari;
  • alloggio nel campus: 11.400 dollari;
  • vitto: 7.792 dollari;
  • esenzione dal requisito di residenza biennale alla Hopkins: 6.718 dollari;
  • spese personali: 1.470 dollari;
  • libri e materiale didattico: 1.345 dollari;
  • trasporti: 718 dollari.

 

Gli altri costi da sostenere

Come si nota dalla divisione dei costi, le spese extra sono una fetta importante del budget per studiare e vivere all’università del Maryland. Il costo totale (COA, Cost Of Attendance) è considerato dall’ateneo pari a 81.930 dollari all’anno: su questa cifra, l’EFC (Estimated Family Contribution, ovvero il contributo famigliare stimato) è di 3.500 dollari perché in molti casi, specie per gli studenti statunitensi, ci sono fondi federali, lavori part-time e borse di studio dell’università che coprono tutto il resto.

Se la famiglia di uno studente desidera una flessibilità che vada oltre i finanziamenti previsti, può prendere in considerazione le borse di studio e i finanziamenti privati, i piani di pagamento flessibili con rate mensili senza interessi, i vari lavori di 8-10 ore alla settimana all’interno o all’esterno del campus. Dunque alla JHP i living costs (vitto e alloggio, libri, attività ricreative, spese accessorie) incidono e sono piuttosto elevati, soprattutto per chi non è americano, ma l’università fa di tutto “per portare le menti più brillanti alla Hopkins rendendo finanziariamente sostenibile un’istruzione di livello mondiale”.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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