La giornata sui mercati in cinque punti con impeachment e Uiguri

LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI – 4 DICEMBRE 2019

no deal

I mercati alle prese con i ribassi innescati dalle parole di Trump e dalla nuova legge approvata dal Congresso Usa a favore degli Uiguri. Approvato il rapporto su impeachment

 

Wall Street in rosso ma lontano dai minimi. Il Congresso approva il rapporto su impeachment

La giornata sui mercati parte lasciandosi alle spalle un’altra seduta in rosso per Wall Street ma lontano dai minimi di giornata grazie a un rally da parte dei titoli del settore immobiliare e gli utility. A pesare sugli indici e’ il riacutizzarsi delle tensioni proveniente dal fronte commerciale dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha minacciato una nuova stretta protezionistica. Sul fronte obbligazionario, i prezzi dei titoli di Stato americani viaggiano in rialzo dopo che i commenti del presidente Usa, Donald Trump, hanno spinto gli investitori a cercare rifugio in investimenti più sicuri. Da Londra, dove si e’ recato per il vertice Nato, Trump ha detto che non c’e’ piu’ una scadenza per raggiungere un accordo commerciale con la Cina e che potrebbe convenire fare slittare un’eventuale intesa fino a dopo le elezioni presidenziali americane del 2020. Le speranze per una risoluzione della disputa commerciale tra le due piu’ grandi economie globali ha pertanto lasciato spazio ai timori che gli Stati Uniti possano imporre ulteriori dazi su 250 miliardi di prodotti provenienti cinesi a partire dal 15 dicembre. Trump ha poi notato come il rapporto commerciale tra gli Usa e l’Unione Europea sia ‘ingiusto’. Infine, l’inquilino della Casa Bianca ha detto che Washington e Parigi riusciranno a trovare una soluzione sulla digital tax francese dopo che gli Usa hanno minacciato di tassare i prodotti francesi importati per rappresaglia. Il Djia ha perso 280,23 punti, l’1,01%, a quota 27.502,81. L’S&P 500 ha perso 20,67 punti, lo 0,66%, a quota 3.093,20. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 47,34 punti, lo 0,55%, a quota 8.520,64. I mercati guardano alla politica interna con la Commissione Intelligence della Camera degli Stati Uniti che ha approvato il rapporto sull’impeachment del presidente Donald Trump: a favore tutti i democratici, contrari i repubblicani. Il documento sarà ora usato dalla Commissione Giustizia per redarre gli articoli della messa in stato di accusa: secondo il dossier, il presidente avrebbe abusato del suo potere e intralciato l’inchiesta della Camera sull’impeachment. Immediata la replica della La Casa Bianca. “La farsa dell’inchiesta non ha prodotto alcuna prova contro Donald Trump”, ha dichiarato il portavoce dell’amministrazione Stephanie Grisham.

Trump e il Congresso Usa sugli Uiguiri congelano l’Asia

Le borse asiatiche si muovono in negativo dopo il finale al ribasso di Wall Street sulla possibilità che salti l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. “In un certo senso, penso che sia meglio aspettare fino a dopo le elezioni, se volete sapere la verità. Ma non intendo dirlo, lo penso solamente”, ha spiegato Trump durante una conferenza stampa a Londra, dove stava partecipando a un vertice della Nato. A pesare sulle trattative commerciali anche la nuova legge approvata ieri dal Congresso Usa che condanna la detenzione di massa di circa un milione di Uiguri, minoranza turcofona di religione musulmana che vive nello Xinjiang. Pechino ha risposto subito, con parole forti, accusando un’altra volta gli Stati Uniti di interferenza dopo la firma del Democracy Act a sostegno dei protestanti di Hong Kong.
Questo significa che la Fase 1 dell’accordo sulla guerra dei dazi Usa-Cina non sarà probabilmente siglata entro il 15 dicembre prossimo, quando partiranno in automatico rialzi su beni cinesi per 156 miliardi di dollari, soprattutto materiale tecnologico di uso quotidiano. Non è una buona notizia per i mercati. E infatti il Nikkei oggi chiude in ribasso dell’1,05%, Le parole del presidente Trump si aggiungono alle minacce del giorno prima di applicare tariffe per 2,4 miliardi di dollari in prodotti francesi come ritorsione per una tassa sui giganti della tecnologia globale. Intanto oggi l’Australia ha deluso gli investitori segnalando che la crescita economica del terzo trimestre è rallentata allo 0,4% rispetto al trimestre precedente dallo 0,6% nei tre mesi conclusosi a giugno. La banca centrale australiana aveva descritto l’economia come in “lieve ripresa”.

In ripresa Purchasing Manufacturers’ Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina

In ripresa invece il  Purchasing Manufacturers’ Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin che accelera in novembre. L’indice è infatti salito lo scorso mese a 53,5 punti dai 51,1 punti di ottobre (51,3 punti in settembre), con il tasso di crescita più deciso in 21 mesi. Il dato, che si consolida sopra alla soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione, si confronta con il rialzo limitato a 51,2 atteso dagli economisti. Il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, è invece cresciuto a 53,2 punti dai 52,0 punti di ottobre (51,9 punti in settembre).

Petrolio in attesa del vertice Opec

Volatilità sulle quotazioni del petrolio  che, dopo il pesante ribasso del 29 novembre che ha portato il Wti sotto i 55 dollari, tentano il recupero da tre sedute in attesa del vertice Opec di domani e venerdi. Il petrolio a gennaio quotato a New York e’ salito dello 0,3%, a quota 56,10 dollari al barile, grazie alla debolezza del dollaro e sulla speranza che l’Opec prolunghi i tagli alla produzione quando si radunera’ il 5 dicembre a Vienna con l’Organizzazione che accinge a prolungare un’altra volta gli accordi con la Russia e altri alleati per limitare l’offerta di petrolio.Intanto restano in primo piano le mosse dell’Arabia Saudita per dare più appeal a Saudi Aramco in vista del debutto. Oggi il dato sulle scorte settimanali di greggio.

Oggi in agenda Nato, Pmi, Ism e audizione su Mes di Bankitalia

I mercati guardano ancora a Londra, dove sono riuniti i leader della Nato, soprattutto per i temi legati al commercio internazionale dopo le dichiarazioni del presidente Usa Trump. Sul fronte macroeconomico sono attesi gli indici Pmi in arrivo dall’Eurozona e l’indice Ism dagli Stati Uniti. Sul tema Mes e’ prevista l’audizione alla Camera del Governatore della Banca d’Italia Visco. In Parlamento prosegue intanto l’esame della Manovra di bilancio.

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