La giornata sui mercati in cinque punti e gli asset in focus
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI -12 DICEMBRE 2019

gran bretagna

Il giorno della Bce e delle elezioni UK. Occhio allo spread post voto sul Mes e alle novità sulla Tobin Tax

Asia in bilico in attesa di notizie da Washington e Pechino

Seduta all’insegna dell’incertezza per le Borse asiatiche – Nikkei 225 a 23.424 (+0,14 per cento), Hang Seng 27.004 (+1,35 per cento), Shanghai 2.916 (-0,30 per cento) – in attesa ancora di sapere se il presidente degli Usa, Donald Trump deciderà di rimandare o meno i nuovi dazi sulle merci cinesi che, in assenza di modifiche, scatteranno la prossima domenica. Con l’aggiunta di questi altri dazi il totale dell’import-export tra i due Paesi su cui applicare nuove tariffe sarebbe esaurito.Ieri il Wall Street Journal ha scritto che la probabilità di un ritardo è elevata ma nessun annuncio ufficiale è arrivato dalla Casa Bianca. 

Fed, nessuna sorpresa

Un accenno ai dazi e agli effetti sull’economia americana è stato fatto anche dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, intervenuto in conferenza stampa al termine della riunione del FOMC. Powell ha sottolineato come l’approvazione dello USMCA, l’accordo fra Stati Uniti, Messico e Canada sarebbe un bene per l’economia, così come “la rimozione dell’incertezza riguardo l’accordo commerciale con la Cina”. Sul fronte monetario, la Fed ha deciso di lasciare i tassi d’interesse all’1,50-1,75 per cento, con una decisione presa all’unanimità. Tredici membri del board, a fronte di otto a settembre, prevedono di mantenere tassi fermi fino a fine 2020, mentre soltanto quattro sono per un aumento di un quarto di punto. Anche i tassi di lungo periodo sono stati confermati al 2,5 per cento mediano, confermando l’intenzione di mantenere una politica moderatamente espansiva per i prossimi tre anni. In ogni caso, il governatore ha sottolineato come sia sotto stretta osservazione la dinamica dell’inflazione, con aspettative sull’andamento dei prezzi che “restano basse” nelle misure di mercato e sia importante valutare “gli sviluppi globali” nello scenario economico. Per quanto riguarda le previsioni economiche, invariate al 2,2 per cento le stime sulla crescita economica per il 2019 e al 2 per cento quelle per il 2020, mentre sono migliorate leggermente le previsioni sulla disoccupazione. Quest’anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 3,6 per cento, mentre a settembre aveva previsto il 3,7. L’inflazione si dovrebbe attestare all’1,5 per cento, come previsto precedentemente, mentre il dato “core” è previsto all’1,6 per cento, contro l’1,8 per cento di settembre.Per il 2020 la Fed prevede un tasso di disoccupazione al 3,5 per cento (3,7 il dato di settembre) e un’inflazione core all’1,9, come a settembre. Per il 2021 è attesa una crescita del Pil dell’1,9 per cento (come a settembre), un tasso di disoccupazione al 3,6 per cento (3,8 la stima precedente) e un’inflazione core al 2 per cento (come stimato a settembre). Per il 2022 è attesa una crescita del Pil dell’1,8 per cento (come a settembre), un tasso di disoccupazione al 3,7 per cento (3,9 a settembre) e un’inflazione core al 2 (come a settembre).

Bce e il debutto della Lagarde

L’evento di giornata è la riunione della Banca centrale europea, la prima presieduta da Christine Lagarde. Sebbene il mercato non preveda novità sul fronte dei dazi, l’attenzione è rivolta alla comunicazione della neo-presidente e alle sue capacità oratorie e alla pubblicazione delle stime di crescita dello staff dell’istituto centrale europeo. L’annuncio sui tassi d’interesse e il comunicato stampa saranno pubblicati alle 13.45, mentre alle 14.30 avrà inizio la conferenza stampa. Il cambio eur/usd balza a 1,11, in rafforzamento di qualche decimo di punto per la moneta unica. 

La Gran Bretagna alle urne

Giornata elettorale per la Gran Bretagna, seggi aperti fino alle 22 (23 in Italia). Il leader dei conservatori, Boris Johnson, è sempre il favorito nei sondaggi, seguito da Jeremy Corbyn dei laburisti, Jo Swinson dei liberal-democratici e, infine, Nicola Sturgeon del partito scozzese. Il voto indicherà anche la strada che il Regno Unito vuol prendere sulla Brexit e sarà, di fatto, un referendum sul tema più caldo degli ultimi anni di storia britannica. Johson ha voluto, infatti, il voto anticipato proprio per avere la maggioranza necessaria per procedere con il suo progetto di uscita dall’Unione europea, nei termini stabiliti. Non poche sono le incognite che pesano sul risultato delle urne, soprattutto il rischio di avere nuovamente un hung Parliament, senza una chiara maggioranza. Occhio alla sterlina che ha iniziato a rafforzarsi nelle prime ore di questa mattina, portando a 0,84 il cambio eur/gbp (-0,06)

Mes, c’è l’accordo ma la maggioranza perde pezzi

La risoluzione della maggioranza sulle modifiche al Mes, fondo Salva-Stati, ha passato il vaglio sia della Camera sia del Senato. Il documento è passato nell’aula di Montecitorio con con 291 si e 222 no, mentre al Senato ha ottenuto 164 si e 122 no. La maggioranza ha perso qualche pezzo – quattro dissidenti del Movimento 5 Stelle – ma è riuscita a superare uno dei principali ostacoli delle ultime settimane. Il leader 5S, Luigi Di Maio, ha assicurato ai suoi: “Finché non avremo un quadro chiaro della situazione non si firma e non si approva niente”, abbiamo ottenuto che prima dei prossimi passaggi sul Mes a gennaio o febbraio “si torni in Parlamento e che questo venga pienamente coinvolto. E anche questo è dentro la risoluzione” di maggioranza, ha concluso. “L’Italia deve essere sicura al 200 per cento – ha assicurato Di Maio – e come ministro degli Esteri mi accerterò di questo prima di qualsiasi firma”.Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ieri, intervenendo in Aula, ha difeso il documento sul Mes: “La revisione del trattato sul Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri”.

In focus anche l’emendamento ammazza trading. Dopo il clamore suscitato ieri dalle nuove novità proposte da Fratelli d’Italia per la Tobin Tax, in serata il partito di Giorgia Meloni ha precisato che “c’è un errore di battitura e chiediamo di modificarlo”. L’obiettivo era portare l’imposta all’0,04 per cento e non 0,4 per cento. Insorge il mondo della finanza.

 

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