La giornata sui mercati in cinque punti e i market mover della settimana

LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI – 6 GENNAIO 2020

iran

Archiviate le festività, la settimana riapre con i Pmi dei servizi. La crisi in Medio Oriente fa scattare i campanelli d’allarme, soprattutto sul petrolio e sui beni rifugio

Torna la carrellata di dati macro in Europa e Usa

Settimana caratterizzata dal ritorno delle piazze internazionali a pieno regime. In Europa l’attenzione sarà per i Pmi dei servizi, rilasciati oggi da Ihs Markit, l’inflazione, gli ordini di fabbrica e produzione industriale tedesca. In Italia si attende soprattutto il tasso di disoccupazione di giovedì e la produzione industriale di venerdì. Per l’ultima seduta della settimana è prevista anche la prima asta di titoli di Stato del 2020: si tratta di Bot annuali, secondo gli importi che saranno comunicati martedì 7 gennaio. Anche Oltreoceano la settimana è densa di appuntamenti macro, con i Pmi degli Stati Uniti di oggi, l’indice Ism non manifatturiero (martedì), e la variazione dell’occupazione non agricola e i dati sul mercato del lavoro (venerdì).

Usa-Iran, sale la tensione

L’evento principale della giornata rimane lo scontro tra Usa e Iran, scoppiato dopo la morte del generale Qassem Soleimani in un raid militare statunitense, venerdì scorso, a Baghdad. La crisi in Medio Oriente ha preso il posto della guerra commerciale tra Usa e Cina come fattore principale di rischio per gli investitori. Teheran ha fatto sapere che non rispetterà più alcun limite previsto dall’accordo sul nucleare del 2015 e che arricchirà l’uranio “senza restrizioni in base alle sue esigenze tecniche”. Sale la tensione, dopo l’ultimo tweet di Donald Trump di ieri sera, nel quale ha ribadito “se l’Iran dovesse colpire qualsiasi persona o bersaglio degli Stati Uniti, gli Usa reagiranno rapidamente, forse in modo sproporzionato”.

Per questo pomeriggio, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha convocato una riunione del Consiglio Nord Atlantico, con gli ambasciatori dei 29 Paesi membri, per consultazioni a seguito delle tensioni in Medio Oriente, così come annunciato da un portavoce dell’Alleanza atlantica. La riunione del Consiglio si terrà alle 15 nella sede dell’Alleanza di Bruxelles, ha precisato un’altra fonte.

Crisi in Medio Oriente, schizza il petrolio

Il petrolio è il termometro principale dell’aumento della tensione in Medio Oriente, con il Wti schizzato a 64 dollari al barile, con un incremento del tre per cento nella giornata di venerdì. Oggi rimane sotto stretta osservazione, dopo l’impennata di apertura che sta portando le quotazioni oltre i 64 dollari (+1,70 per cento). Le compagnie petrolifere straniere presenti nella regione irachena di Bassora, vicino al confine con l’Iran, hanno ordinato l’evacuazione di decine di loro dipendenti americani. In focus anche i beni rifugio per l’aumentare della tensione internazionale: l’oro vola a 1580 dollari l’oncia, in rialzo dell’1,43 per cento.

Brexit, Parlamento discute accordo con Ue

Domani riaprirà il Parlamento inglese e inizierà il dibattito in merito all’approvazione dell’accordo con l’Ue, che potrebbe giungere a una conclusione già a metà settimana. Sarà interessante vedere se il nuovo portavoce, Sir Lindsay Hoyle, si distinguerà o meno dal predecessore, John Bercow. A partire dalle 15.30 (ora italiana), si discuterà delle clausole relative all’attuazione dell’accordo di recesso, del periodo transizione, nonché dei poteri supplementari, compresi quelli per le autorità decentrate. Le opposizioni spingono per un periodo di due anni per consentire le negoziazioni con l’Unione europea, se il primo ministro non riuscirà ad ottenere un accordo di partenariato entro fine giugno. Il DUP dell’Irlanda del Nord ha una valanga di emendamenti per prevenire qualsiasi erosione della posizione dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito. Nella seconda parte del dibattito, poi, si affronteranno le questioni relative ai diritti dei cittadini.

Italia, ex Ilva-Alitalia-Popolare di Bari in focus

Dopo la festività dell’Epifania, riapriranno anche le porte di Montecitorio e Palazzo Madama, con diversi temi caldi all’ordine del giorno. Mercoledì 8 gennaio, alla Commissione Finanze della Camera iniziano tre giorni di audizioni, che si chiuderanno con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sul decreto legge “per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento”, ovvero quello che servirà a salvare Banca Popolare di Bari. Per martedì, invece, si attende la decisione del Tribunale del Riesame sul ricorso presentato dai legali dell’Ilva in As contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano di respingere l’istanza di proroga della facoltà d’uso per l’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico pugliese, sequestrato a giugno 2015 nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dell’operaio Francesco Morricella. Nello stesso giorno, però, termineranno anche le operazioni preliminari di spegnimento e dal giorno seguente, senza altre disposizioni e secondo il cronoprogramma del custode giudiziario, l’impianto dovrebbe fermarsi, con gravi ripercussioni sui livelli occupazionali dello stabilimento di Taranto. Sempre domani, il Parlamento riaprirà il dossier Alitalia, con le audizioni in calendario alla Camera. I deputati hanno invitato a parlare i rappresentanti di Lufthansa, il neo commissario Giuseppe Leogrande e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

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