La giornata sui mercati in cinque punti: dalla Bce alla Brexit

LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI – 23 GENNAIO 2020

bce

I mercati hanno paura del Coronavirus e reagiscono male. Oggi in calendario la prima riunione del 2020 della Bce, le scorte di petrolio e la firma della Regina sulla Brexit

Cina, il Coronavirus fa paura

Ancora paura sui mercati per il virus cinese: l’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso di proseguire anche oggi l’esame della situazione prima di stabilire se il nuovo Coronavirus sia un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale. Il bilancio delle vittime in Cina, intanto, si aggrava: sarebbero diciassette, mentre i casi accertati hanno superato i 400. Nella giornata di ieri i listini europei hanno mostrato una certa debolezza alla chiusura degli scambi: Londra è scivolata dello 0,51%, Francoforte dello 0,3% e Parigi dello 0,58%. In linea Milano, che lascia sul terreno lo 0,58%. Chiusura sulla parità per la Borsa di Wall Street, nel giorno in cui a Davos il presidente Usa Donald Trump é tornato a minacciare tariffe del 25% sulle importazioni di auto europee. In rosso le Borse asiatiche.

Bce, la prima riunione del nuovo anno

C’è molta attesa per la riunione della Banca Centrale Europea, la prima del 2020, con la consueta conferenza stampa dalla numero uno Christine Lagarde. Ci si attende l’avvio ufficiale della revisione strategica, ma nessuna inversione o alcun cambio di politica monetaria, quindi i mercati non temono sorprese. Dai verbali pubblicati dalla riunione di dicembre si è sottolineato infatti come “l’egemonia interna sia diminuita. Non c’è stato un dibattito sul fare di più, ma neanche sul fare di meno. L’attuale politica monetaria è considerata pienamente appropriata”.

Attenzione al petrolio e alle scorte

Vendite sull’oro nero, dopo le dichiarazioni dell’Agenzia internazionale dell’energia sul surplus di greggio: si prevede un’eccedenza di un milione di barili al giorno che farà da freno ai prezzi nella prima metà del 2020. Un allarme lanciato al World Economic Forum di Davos dal capo dello Iea, Faith Birol: “Prevedo un’abbondanza di risorse energetiche di petrolio e gas naturale“. Sarebbe questo surplus il motivo per cui, nonostante le tensioni in Iran, Iraq e Libia, il prezzo del petrolio non sarebbe schizzato anche oltre i massimi raggiunti l’8 gennaio e il 20 gennaio. Attenzione alle scorte di petrolio in calendario alle 16.30.

Brexit, ultimo capitolo

Brexit alle battute finali. Dopo la chiusura da parte del Parlamento britannico dell’iter per la ratifica della legge attuativa dell’accordo sull’uscita dall’Unione Europea, è attesa infatti per oggi la firma della Regina all’atto ufficiale. Un momento già considerato storico e che segna la fine di un dibattito intenso e molto aspro durato circa tre anni.  Dopo la firma reale ci sarà come da prassi il passaggio all’Europarlamento, dove la ratifica sarebbe scontata.

La giornata macro (e non solo)

La giornata macroeconomica prevede la bilancia commerciale del Giappone e la fiducia dei consumatori dell’Eurozona. Dagli Stati Uniti arrivano le richieste settimanali di sussidio alla disoccupazione e l’indice anticipatore. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri intervengono al Forum di Davos.

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