La giornata sui mercati in 5 punti: Trump, ma anche Ilva e trimestrali
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 6 NOVEMBRE 2019

trump

Ore decisive per l’Ilva. Trump, primo test in vista delle presidenziali, intanto la Casa Bianca tratta con la Cina sul luogo d’incontro dei due presidenti

 

Ilva, si discute a Palazzo Chigi

E’ programmato per metà mattinata quello che sarà il primo vertice sul futuro dell’ex Ilva di Taranto. E forse, potrebbe essere già decisivo. Giuseppe Conte incontrerà i dirigenti dell’acquirente ArcelorMittal, che a inizio settimana ha chiesto al tribunale di Milano  di poter recedere dal contratto. Il punto fermo del premier è scongiurare i cinquemila esuberi ventilati. “Prepariamoci a un’altra cordata” è il commento del presidente della Regione Michele Emiliano, mentre i lavoratori dell’acciaieria hanno organizzato un presidio di protesta.

Pioggia di dati macro

Raffica di dati macroeconomici in mattinata. Ordini alle fabbriche tedesche a settembre migliori delle aspettative: +1,3% a fronte dello 0,1% stimato e del -0,4% di agosto. Rallenta invece la produzione industriale in Spagna, seppur ancora in piena espansione: il 52,7 rilevato a ottobre è inferiore al 52,8 atteso e al 53,3 di settembre. Infine, Pmi composite in tutta l’area Euro, Italia compresa che registra numeri migliori del previsto (settore servizi in espansione: 52,2 a ottobre dal 51,4 di settembre). Da monitorare nel pomeriggio il discorso del presidente della Fed di Chicago Charles Evans e l’aggiornamento delle scorte settimanali di greggio che potrebbe invertire la tendenza rialzista del prezzo del petrolio nel breve periodo o rallentarla.


Grafico Ordini alle fabbriche tedesche by TradingEconomics

 

Trimestrali, si comincia con Poste Italiane

Dal 20 novembre per gli investitori di Poste Italiane l’acconto del dividendo sarà di 0,154 euro ad azione. Il gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante ha pubblicato il bilancio del terzo trimestre stamattina, a mercati ancora chiusi. Confermato il piano di distribuire il dividendo annuale in due soluzioni: una a titolo di acconto e una a saldo. Previsto un aumento del 5% annuo per il 2019 e il 2020. Più in generale, i risultati sono in crescita: i primi 9 mesi si chiudono con un utile netto a 1,083 miliardi di euro, +2,6% rispetto al 2018. Cala però l’utile del 3° trimestre: 320 milioni di euro (-0,4%). I ricavi nei nove mesi aumentano dell’1,7% a 8,089 miliardi, L’Ebit cresce del 2,1% a 1,5 miliardi mentre il risultato operativo normalizzato sale del 10,5% a 1,288 miliardi, in linea con gli obiettivi. Adidas, Banco Bpm, Bmw, Cnh e Diasorin le altre società che pubblicheranno i propri conti. E domani tocca a Unicredit.

Trump, primo test in vista delle elezioni 2020

Virginia, e forse anche il Kentucky, ai democratici. Mississippi ai repubblicani. Il risultato dell’election day della notte scorsa rappresenta il primo vero test per Donald Trump, a pochi giorni dall’avvio dell’impeachment del Congresso e in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Dopo 26 anni, come accennato, la Virginia è tornata sotto il controllo del partito avversario di quello del presidente americano, prendendo il controllo di entrambe le Camere del parlamento. I repubblicani si tengono stretto il Mississippi mentre in Kentucky è polemica tra i due candidati. Matt Bevin, alleato di Trump, non vuole cedere il passo a Andy Beshear, in vantaggio di 5mila voti, che ovviamente rivendica la vittoria.

Trade War, stallo sulla sede

L’ottimismo sulla possibilità che la fase uno venga siglata entro la fine del mese, resta. Ma è subentrato un nuovo ostacolo al via libera dell’accordo commerciale tra Usa e Cina: il luogo dell’incontro fra Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. L’occasione doveva essere il vertice Apec in Cile, ma l’incontro è saltato per l’instabilità politica e gli scontri in piazza nel paese sudamericano. Le due parti, a quanto pare, non riescono a trovare un punto di incontro. Intanto Pechino sta cercando di convincere Trump a eliminare le tariffe che gli Stati Uniti hanno imposto a settembre prima della firma. In un rapporto pubblicato ieri, l’Onu ha avvertito che la la guerra commerciale è una cosiddetta situazione “perdi-perdi”, costata al Dragone 35 miliardi di dollari nella prima metà di quest’anno, mentre i consumatori e le aziende statunitensi hanno sopportato il peso delle tariffe più costose. Contrastata la chiusura dei mercati asiatici: +0,23% Tokyo (con nuovi massimi da ottobre 2018, -0,4% lo Shanghai Composite.


Grafico Nikkei by TradingView

 

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