La giornata sui mercati in cinque punti aspettando Trump su dazi-auto UE
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI – 12 NOVEMBRE 2019

dazi auto ue

I mercati guardano al discorso di Trump dal quale l’Europa si aspetta altri sei mesi di tempo per trovare accordo sui dazi. Oggi le trimestrali di Enel, Ferragamo, Mediaset, Safilo

 

Dazi su auto UE, occhio al discorso di Trump

Giovedi 14 novembre scade il periodo di grazia per le auto europee. Il presidente americano Trump parlerà all’Economic Club di New York, toccando forse anche il tema dei dazi con la Cina. Secondo fonti di stampa, Trump darà all’Unione europea altri sei mesi di tempo per trovare un accordo sui dazi. L’agenzia Reuters ha confermato, da fonti di Bruxelles, che Washington sta ritardando la decisione di applicare dazi su auto e ricambi auto importati dall’Unione Europea, probabilmente per altri sei mesi.

Mercati in salita. Dow tocca nuovi massimi. Quanto ancora durerà?

I mercati continuano a macinare e gli investitori continuano a chiedersi quanto durerà ancora la salita. Nella seduta di ieri il Dow Jones a Wall Street ha stabilito un nuovo record grazie ai guadagni messi a segno da Boeing. Il colosso aerospaziale ha guadagnato il 4,55% a 366,96 dollari dopo che l’azienda ha annunciato che prevede di far ripartire le consegne del 737 Max il prossimo mese e di far tornare a volare l’aereo per gennaio. La seduta era cominciata in ribasso dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva smorzato gli entusiasmi per un imminente accordo sui dazi con la Cina. Durante il weekend, Trump ha detto che i negoziati procedono “molto bene” ma che le notizie circolate la scorsa settimana sulla cancellazione reciproca dei dazi come parte della ‘fase uno’ dell’accordo “non sono corrette”. La scorsa settimana, un rally aveva spinto i listini americani su nuovi massimi sulla scia di una stagione delle trimestrali migliore delle attese e grazie all’ottimismo proveniente dal fronte commerciale. I volumi di scambi su Wall Street sono stati pero’ ridotti a causa della vacanza federale del Veterans Day; il mercato dei Treasury, infatti, e’ rimasto chiuso e non e’ stato pubblicato alcun dato macroeconomico. Da segnalare il rialzo di Apple e Microsoft le due società con la più alta capitalizzazione che hanno raggiunto nella seduta di ieri nuovi massimi storici. Il Dow Jones ha guadagnato 10,25 punti, lo 0,04%, a quota 27.691,49 punti. L’S&P 500 ha perso 6,07 punti, lo 0,20%, a 3.087,01 punti e il Nasdaq ha chiuso in ribasso di 11,04 punti, lo 0,13%, a 8.464,28 punti. Anche l’Asia scommette su un accordo di massima fra Usa e Cina sui dazi. E il Nikkei chiude in rialzo dello 0,81%. Torna positiva anche Hong Kong dopo le forti perdite di ieri.

Macro: Zew tedesco e disoccupazione GB

La giornata sui mercati parte con i dati macro in calendario, tra i quali spiccano la disoccupazione in Gran Bretagna, l’indice Zew dalla Germania. Il Tesoro ha in programma un’asta di BoT annuali da 5,5 miliardi. In Parlamento, intanto, proseguono le audizioni sulla Manovra: tra gli altri intervengono i rappresentanti della Banca d’Italia e il ministro dell’Economia Gualtieri. Lo spread Btp-Bund è tornato a salire e ieri ha chiuso a 150 punti base. Il rendimento del decennale italiano è salito all’1,34%. Sulla carta italiana hanno pesato diversi elementi: l’incertezza portata dalle elezioni spagnole sui titoli periferici dell’Eurozona, il dibattito politico sulla manovra di bilancio italiana e i dati deboli della produzione industriale.

Trimestrali in arrivo

La giornata sui mercati include le trimestrali delle societa’ quotate che sono ancora le protagoniste della giornata finanziaria. Tra le big di Piazza Affari, alzano il velo sui conti del terzo trimestre o li presentano agli analisti Enel, Ferragamo, Mediaset, Safilo, mentre Mediobanca presenta le linee strategiche 2019-2023.

Focus sul mercato valutario

Nel valutario l’euro resta sotto l’1,11 nei confronti del dollaro dopo le indicazioni contrastanti in materia commerciale e le indiscrezioni in vista del cambio della guardia alla guida della Bce. Il Financial Times riferisce che i funzionari di diverse banche centrali nazionali vorrebbero che in futuro le decisioni sui tassi e sulle altre misure di politica monetaria venissero sempre prese a votazione dal board Bce, mentre al momento queste si svolgono solo su iniziativa del presidente della banca.
Occhio anche alla sterlina che ieri si è rafforzata nei confronti del biglietto verde in scia alla decisione del Brexit Party britannico di Nigel Farage di non combattere contro il partito conservatore in 317 seggi. Un annuncio che fa lievitare significativamente le possibilità di vittoria dei Tory, guidati dall’attuale premier del Regno Unito, Boris Johnson, alle elezioni che si terranno il 12 dicembre. Questo si traduce in minori probabilità che le elezioni di dicembre producano un parlamento frammentato e incapace di approvare l’accordo Brexit negoziato dal premier con Bruxelles.

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