La giornata dei mercati in cinque punti, cosa seguire in settimana
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 21 OTTOBRE 2019

draghi

Settimana della Bce, l’ultima di Draghi, mentre Uk si prepara a una grande battaglia in Parlamento

 

Occhi puntati su Draghi

Evento principale della settimana è sicuramente il meeting della Banca centrale europea, l’ultimo presieduto da Mario Draghi, prima di passare il testimone a Christine Lagarde. L’uomo del “whatever it takes” (la storica frase pronunciata nel 2012 con la quale aprì le porte al salvataggio della moneta unica), lascerà il segno nella politica monetaria europea ancora a lungo, in quanto gli ultimi annunci di fatto congelano la politica monetaria della Banca centrale europea per i prossimi tre anni e sarà improbabile assistere a un rialzo dei tassi prima del 2022. Per questo giovedì non ci dovrebbero essere sorprese, ma Draghi potrebbe approfittare della conferenza stampa per lanciare un ultimo appello ai governi europei ad allentare i cordoni dei loro bilanci.

 

Brexit, s’ha da fare?

Nonostante la battuta di arresto dello scorso sabato da parte del Parlamento britannico all’accordo licenziato dal premier e dall’Unione europea, il governo di Boris Johnson non demorde e spera di recuperare i numeri necessari per ottenere l’agognata ratifica parlamentare sulla Brexit, rispettando la scadenza ormai prossima del 31 ottobre. Si apre, quindi, un’altra settimana di fuoco per la Gran Bretagna, con l’opposizione laburista che sta studiando un piano per legare l’approvazione dell’accordo a un referendum confermativo. Il governo ha chiesto di sottoporre l’accordo ad un nuovo voto già oggi, ma la richiesta è nelle mani dello speaker John Bercow. La sterlina si indebolisce sulla prospettiva di un nuovo fallimento, ma rimane sopra 1,29 contro dollaro americano.

 

Asia vira in positivo

L’Asia continua a performare positivamente, nonostante la debolezza manifestata dagli indici americani in chiusura di settimana. Acquisti soprattutto su Tokyo, con il Nikkei 225 che arriva a un soffio dai 22.550 (in rialzo dello 0,25 per cento) a poche ore dalla chiusura. L’Hang Seng rimane schiacciato sulla parità (26.718) mentre Shanghai tenta l’attacco ai 3.000, in frazionale rialzo. Lieve rafforzamento dello yuan cinese contro il dollaro americano (USD/CNH -0,02 per cento a 7,07) mentre USD/JPY a 108,47 (+0,05 per cento) dopo i dati peggiori del previsto del saldo della bilancia commerciale giapponese (-123 miliardi contro un’aspettativa di 54 miliardi e -143,5 miliardi precedenti).

 

Germania non decolla

Rimangono vicini alla crescita zero i dati tedeschi relativi all’indice dei prezzi alla produzione che, a settembre, registrano un modesto incremento a 0,1 per cneto da -0,1 previsto a -0,5 per cento del mese precedente. Rimane ancora sotto lo zero l’indice su base annuale (-0,1 per cento), il peggiore dal 2016.

 

USA, la settimana delle trimestrali

Entro nel vivo la settimana della reportistica a stelle e strisce, attesi i dati, tra gli altri, di McDonald’s, P&G, United Tecnologies, Whirlpool, Boeing, Caterpillar, Ebay, Freeport, Ford, Invesco, Microsoft, Paypal, Tesla, American Airlines, Amazon, Comcast, Intel, Twitter, Visa, 3M. Anche in Europa publicheranno i dati trimestrali moltre società, tra le quali Gedi, Sap, Novartis, Ubs, Daimler, Mediobanca, Moncler, Saipem, Stm, Barclays, Electrolux ed Eni.

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Redazione

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