La giornata sui mercati in 5 punti: focus su Bce, Brexit e Fed
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 28 OTTOBRE 2019

brexit

Draghi saluta l’Eurotower mentre i mercati attendono la Fed e notizie sulla Brexit

Prende il via una settimana densa di appuntamenti economici, con gli operatori dei mercati focalizzati soprattutto sulla riunione della Federal Reserve (Fed) di mercoledì sera e sulla conferenza stampa di Jerome Powell. Si inizia, oggi, con il voto da parte del Parlamento UK sulla proposta del premier, Boris Johnson, di procedere con le elezioni, il prossimo 12 dicembre, che potrebbe sbloccare l’impasse sulla Brexit. Il voto necessita di una maggioranza di due terzi e quindi dell’appoggio di buona parte dell’opposizione.

Tanti i dati macro in calendario, a partire dal dato preliminare del Pil del terzo trimestre negli Stati Uniti e in Europa (rispettivamente mercoledì e giovedì) e quello italiano di giovedì. Grande attenzione anche per i dati del mercato del lavoro statunitense, con la variazione dell’occupazione non agricola di venerdì.

Per quanto riguarda i risultati societari, il calendario è fitto di nomi altisonanti come Alphabet Google, General Motors, Apple, Facebook, Starbucks, HSBC, Campari, Pirelli, Deutsche Bank e tanti altri.

 

Umbria, trionfa il centrodestra

Trionfo per la Lega e per tutto il centrodestra nelle elezioni regionali dell’Umbria, storicamente di colore rosso. Donatella Tesei, candidata di una coalizione a guida nettamente leghista, è la nuova presidente di Regione, staccando gli avversari di circa 20 punti percentuali, prendendo il 57,55 per cento delle preferenze contro il 37,48 per cento di Vincenzo Bianconi, sostenuto da centrosinistra e M5S.

Buono il risultato della Lega (poco meno del 38 per cento), ma è soprattutto Fratelli d’Italia a fare un exploit, ottenendo il 10,4 per cento dei voti.

Un segnale forte per la maggioranza di governo che ha affrontato il primo test elettorale dalla sua nascita. Piazza Affari consolida i livelli di chiusura di venerdì scorso, aprendo a 22.581 e toccando un massimo a 22.626 in apertura, per scendere in area negativa nella prima mezz’ora di contrattazione, sotto i 22.600. Si allarga, invece, lo spread Btp-Bund toccando un massimo a 137 punti base (+1,66 per cento), risentendo delle frizioni politiche.

 

Brexit, UE pronta a concedere la proroga

Oggi la Camera dei Comuni sarà chiamata a votare sulla proposta del premier di indire elezioni anticipate il 12 dicembre. Il laburista, Jeremy Corbyn, è pronto a dare voto positivo nel tentativo di rompere lo stallo sulla Brexit, ma a condizione che il premier si impegni ad escludere anche per il futuro ogni ipotesi di divorzio no deal dall’Ue.

Intanto, secondo la stampa inglese, l’Unione europea sarebbe pronta a firmare una proroga dei termini della Brexit, fino al 31 gennaio 2020, con la possibilità per il Regno Unito di partire prima in caso di ratifica di un accordo. L’annuncio potrebbe avvenire in giornata. La sterlina beneficia della possibilità di avere termini più definiti per la Brexit e balza a 1,28 contro dollaro americano, guadagnando lo 0,13 per cento nelle prime ore di questa mattina.

 

BCE, finisce l’era Draghi

Finisce ufficialmente oggi l’era di Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea. Dopo l’ultima conferenza stampa tenuta dal governatore, lo scorso giovedì, oggi passerà il testimone a Christine Lagarde. Con una cerimonia formale, nel grattacielo di Francoforte, la signora dell’economia francese prenderà le consegne da Draghi, alla presenza dei leader europei quali Angela Merkel, Emmanuel Macron, Sergio Mattarella (che interverranno con i loro discorsi), Ursula Von der Leyen e il ministro dell’Economia italiano, Roberto Gualtieri.

Christine Lagarde sarà la prima donna a guidare la Banca centrale europea, dopo essere stata la prima donna a svolgere i suoi altri due incarichi principali: ministro dell’Economia francese e direttore del Fondo monetario internazionale. Dopo la debolezza dei giorni passati, l’euro lateralizza contro il dollaro americano, aprendo a 1,1085 (+0,14 per cento).

 

Cina, al via plenaria Partito Comunista

Appuntamento politico di grande rilevanza in Cina, da oggi fino al 31 ottobre, si terrà la quarta sessione plenaria del 19esimo Comitato centrale del Partito comunista cinese, durante la quale si discuteranno nuove politiche per migliorare i sistemi e la capacità di governance del paese e per soddisfare le esigenze di sviluppo nella nuova era. Un appuntamento che risulta funestato dal protrarsi dei disordini a Hong Kong, che hanno nuovamente caratterizzato il fine settimana. Ieri la polizia ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti. L’Asia apre la settimana in positivo con il Nikkei che chiude a un soffio dai 22.900 (+0,30 per cento), Hang Seng a 26.904 (+0,89 per cento), Shanghai a 2.980 (+0,85 per cento). Prevale il biglietto verde contro tutte le valute asiatiche: USD/CNH a 7,06 (+0,13) e USD/JPY a 108,75 (+0,09).

Trimestrali, il giorno di Google e Hsbc

Il calendario del rilascio degli utili societari si infittisce di società ad alta capitalizzazione. Oggi è il giorno della trimestrale di Alphabet Google e HSBC, previsti in crescita dagli analisti.

Occhi puntati anche sul settore del lusso, con il gruppo LVMH, che controlla marchi come Louis Vuitton, Dior e Sephora, che ha messo gli occhi su Tiffany e ha fatto un’offerta di acquisto da 14,5 miliardi di dollari.

Secondo quanto riportato da Financial Times, Tiffany sarebbe pronta a dire no all’offerta, considerandola “insufficiente”. La società LVMH è quotata a Parigi ed è guidata da Bernard Arnault, vantando un portafoglio di 75 marchi e una rete di vendita al dettaglio di oltre 4.590 negozi.

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