La giornata dei mercati in 5 punti: attenzione al Job Report Usa
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 1 NOVEMBRE 2019

job report

Attività ridotte per la festività di Ognissanti ma tanti dati macro in agenda. In America occhio al Job Report: gli analisti vedono la disoccupazione in leggero aumento. In Italia ancora polemiche sulla manovra e in Uk Johnson “sbanca” i sondaggi

 

Attività ridotte ma dati macro in abbondanza

Attività ridotte ma mercati aperti per la festività di Ognissanti. Tra i dati macroeconomici di rilievo, dal Giappone il tasso di disoccupazione a settembre e l’indice Pmi manifatturiero a ottobre, dalla Cina l’indice Caixin Pmi manifatturiero a ottobre, dalla Gran Bretagna l’indice Pmi manifatturiero a ottobre e dagli Stati Uniti il tasso di disoccupazione sempre per il mese di ottobre e la spesa in costruzioni a settembre e l’indice Ism manifatturiero a ottobre.

Usa, attenzione al Job Report

L’economia a stelle e strisce ha dato segni di rallentamento, ma i salari tengono e depongono per l’aumento dei consumi. Oggi particolare attenzione al report sul mercato del lavoro e sul ritmo delle paghe. Il tasso di disoccupazione è visto dagli analisti leggermente in rialzo, dal 3,5% al 3,6.

Uk, Johnson in testa ai sondaggi

La Gran Bretagna sempre alle prese con notizie su Brexit e proiettata alle elezioni del prossimo 12 dicembre. Secondo i sondaggi, il partito del premier Boris Johnson è dato al 41% (+8%), il Labour sarebbe invece fermo al 24. Balzo in avanti anche dello stesso Johnson, che registra il record di consensi personali dal 2017: il 46% degli intervistati si è detto soddisfatto contro il 44% di insoddisfatti. Occhio sempre alla sterlina che si muove in relazione alle notizie su Brexit. La coppia GBP/USD sta formando un’enorme bandiera rialzista che potrebbe elevarla a livelli di prezzo molto più alti. L’eventuale livello degli 1,30 potrebbe provocare molta resistenza psicologica.

Manovra, ancora polemiche

Sulla manovra italiana polemiche senza fine. Il premier Conte difende le scelte fatte, ma la stretta fiscale sul fringe benefit ai lavoratori dipendenti legato all’uso privato delle auto aziendali è stata allentata. Nella tarda serata di ieri, il ministero dell’Economia ha lasciato intendere che nella bozza della legge di Bilancio la stretta, che si valutava in 500 milioni di euro, sarà rimodulata.

Fusione Fca e Psa

Dopo la fusione di Fca e Psa, il titolo di Fiat Chrysler è arrivato a guadagnare il 9%, mentre quello di Peugeot è precipitato fino a -11%. Il mercato evidentemente percepisce questo accordo eccessivamente sbilanciato a favore del gruppo italoamericano: a livello di capitalizzazione il colosso francese riporta 22 miliardi di euro, quattro in più rispetto a Fca.

Il punto debole della produzione è nella lontana Cina, dove le vendite di Psa sono passate da un massimo di oltre 730.000 vetture nel 2014 a meno di 250.000 lo scorso anno.

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