La giornata sui mercati in 5 punti: petrolio sotto la lente

LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 14 NOVEMBRE 2019

petrolio

La Germania evita la recessione tecnica. Borse prudenti a causa dello stallo tra Usa e Cina. Petrolio, c’è l’Opec

 

“Il Singles’ Day? Non è andata bene”

Una nuova fotografia dell’economia asiatica arriva dai dati macroeconomici pubblicati nella notte, mentre le tensioni a Hong Kong non si arrestano: il Pil in Giappone su base trimestrale per il terzo trimestre si attesta sotto le attese e inferiore rispetto ai tre mesi precedenti: +0,1% contro il +0,2% stimato dal consensus e il +0,4% del secondo trimestre. In calo il tasso di disoccupazione cinese, che passa dal 5,2% al 5,1%, tuttavia la produzione industriale su base annuale rallenta: il +4,7% di ottobre è inferiore al 5,4% previsto e al 5,8% di settembre, nel giorno in cui Jack Ma, cofondatore di Alibaba, ha dichiarato di essere rimasto molto deluso dal Singles’ Day: “Dati decisamente al di sotto di quanto avevo previsto. Il motivo? Colpa del caldo e del fatto che il giorno sia caduto di lunedì”. Ma ha auspicato che dall’anno prossimo il governo cinese possa mettere a disposizione mezza giornata di lavoro di festa per sostenerne gli acquisti.

Dati Macro in Ue: la Germania evita la recessione

Sempre a livello macroeconomico non mancano gli spunti interessanti anche per l’Europa, a cominciare dalla Germania che vede il proprio prodotto interno lordo del terzo trimestre, su base annuale, in crescita dell’1%, battendo le stime degli analisti (+0,9%) e uscendo dalla contrazione del trimestre precedente (-0,1%). Berlino evita la recessione tecnica con il sostegno dei dati sul Pil su base trimestrale: il +0,1% relativo al terzo trimestre supera il -0,1% atteso e il -0,2% riferito al periodo precedente. Aumenta il tasso di disoccupazione francese tra luglio e settembre: +8,6% a fronte di un 8,4% previsto dal mercato e di un 8,5% del trimestre precedente. Nel pomeriggio in arrivo aggiornamenti dal lavoro americano e dalle scorte del petrolio.

Petrolio, atteso il rapporto mensile dell’Opec

Da monitorare le quotazioni del greggio, che durante le contrattazioni asiatiche si è riportato nuovamente sopra i 57,5 dollari al barile, ai massimi delle ultime sei sedute e in rialzo dello 0,3%. Oggi a mezzogiorno, ora italiana, l’Opec pubblicherà il suo rapporto mensile, all’interno del quale potrebbe dare ulteriori informazioni su un possibile nuovo taglio della produzione. Nel pomeriggio l’Eia pubblicherà le scorte settimanali: si prevede un drastico calo a 1,749 milioni di barili, dagli oltre 7 milioni registrati nel periodo precedente. Ieri sera, le scorte di petrolio, benzina e distillati pubblicate dall’American Petroleum Institute hanno riportato un -0,500 milioni di barili, dato nettamente inferiore a quello della settimana precedente (4,260 milioni di barili).

Trade War, punto morto

I negoziati tra Washington e Pechino non offrono nuovi sviluppi positivi. Una delle questioni chiave è quella delle importazioni dei prodotti agricoli Usa in Cina: quest’ultima non vuole che venga messa per iscritto la cifra di 50 miliardi di dollari all’anno che il colosso asiatico dovrebbe impegnarsi a spendere all’anno in semi di soia, carne di maiale e altri prodotti americani. Resta viva la questione della rimozione delle tariffe esistenti degli Stati Uniti sull’import del Dragone, fondamentale affinché un accordo iniziale possa essere trovato, secondo il colosso asiatico. Gli States, dal canto loro, cercano concessioni più forti dalla Cina sulla protezione della proprietà intellettuale e la cessazione del trasferimento di tecnologia forzata.

Borse europee, seduta che si preannuncia debole

Si preannuncia una seduta sulle borse prudente, con il dollaro che si mantiene forte e un possibile rialzo da parte dell’oro. L’Ibex di Madrid dovrebbe tentare un rimbalzo dopo i rossi accumulati in questi giorni, unica tra le borse europee. A Milano da monitorare Snam dopo la trimestrale pubblicata a mercati chiusi: utile netto in crescita del 9,3% a 867 milioni di euro. Occhio anche a Impregilo: i nuovi ordini acquisiti totali e in corso di finalizzazione da inizio anno ammontano a circa 7,3 miliardi di euro.

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