La giornata sui mercati in 5 punti: focus su petrolio, Atlantia e spread
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 20 NOVEMBRE 2019

palazzo chigi

Palazzo Chigi risponde alle accuse sul Mes. La Cina taglia i tassi d’interesse. Trade War, nuove tensioni

 

Mes, nella notte la nota di Palazzo Chigi

E’ arrivata in tarda serata la risposta di Palazzo Chigi agli attacchi di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che hanno accusato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver dato il via libera alla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità senza il necessario coinvolgimento del Parlamento:  “La sottoscrizione della revisione del Trattato sul Mes è calendarizzata per dicembre. Anche il ministro Gualtieri ha chiarito per iscritto la sua disponibilità a riferire alle Camere l’avanzamento dei lavori” ha riferito Palazzo Chigi. Il caso, in buona sostanza, non c’è, stando a quanto spiegato dal governo. Che ha ribadito l’inesistenza di alcuna firma alla revisione al trattato. Ma le polemiche non si placano, con tanto di spread (occhio alla seduta odierna per eventuali nuovi rialzi) che alla vigilia ha chiuso in netta crescita, di nuovo sotto la soglia dei 160 punti base. Agli attacchi delle opposizioni si è aggiunto il M5S, chiedendo un vertice di maggioranza: “La discussione deve essere trasparente. Il Parlamento non può essere tenuto all’oscuro né è accettabile alcuna riforma peggiorativa”. Il partito dei pentastellati chiede dunque un incontro il prima possibile perché “sul Mes noi non siamo d’accordo”. Vertice che si terrà venerdì alle 8.30, a Palazzo Chigi. Mercoledì prossimo Gualtieri riferirà invece in commissione al Senato.

 

Alitalia, Atlantia si defila

Da seguire a Piazza Affari l’andamento di Atlantia dopo la decisione del Cda di rinunciare definitivamente all’ingresso nella newco candidata a salvare Alitalia. Si andrà inevitabilmente a una nuova proroga: l’annuncio è arrivato due giorni prima della scadenza fissata dal Ministero dello Sviluppo economico fissata per la presentazione dell’offerta. La decisione, di fatto, conferma quanto già comunicato un mese fa circa: Atlantia in buona sostanza aveva messo tra le condizioni la presenza di un alleato industriale che garantisse un piano di rilancio. Garanzie che però non arrivano né da Delta, né da Lufthansa. Rimane comunque ancora un’apertura da parte di Atlantia. Che nel proprio comunicato spiega di essere “disposta a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan solido per il rilancio di Alitalia”.

 

“Gli Usa interferiscono con Hong Kong”

Continua il pessimismo sulle trattative tra Usa e Cina. Proprio a tarda notte sono arrivate le critiche del  ministero degli Esteri cinese rivolte agli Stati Uniti dopo che il Senato ha approvato all’unanimità un disegno di legge a sostegno dei manifestanti di Hong Kong, entrata in recessione nel terzo trimestre per la prima volta dal 2009 a causa delle proteste, che hanno causato la cancellazione di migliaia di prenotazioni da parte dei turisti (ad agosto -40%) i commercianti non riescono a vendere, i capitali vengono spostati all’estero (in particolare a Singapore). L'”Hong Kong Human Rights and Democracy Act” interferisce negli affari interni della Cina, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang.

 

Dati macro, la Cina taglia i tassi

Sempre la Cina protagonista nella notte. La banca centrale infatti ha tagliato i tassi d’interesse portandoli a 4,15% dal 4,2% precedente: un taglio dunque pari a 15 punti base. Proprio la borsa di Pechino è la peggiore tra i mercati asiatici, scambia a -0,78% a mezzora circa dall’apertura dei mercati europei. Nel vecchio continente, in contrazione l’indice dei prezzi di produzione su base mensile in Germania: -0,2% a ottobre dopo lo 0,1% di settembre. Il consensus aveva stimato -0,1%. Su base annuale il dato peggiora ulteriormente: -0,6% a fronte di uno -0,4% stimato dagli analisti e un -0,1% di settembre.

 

Occhio al petrolio, possibili nuovi ribassi

E’ scivolato fino ai 55 dollari al barile il prezzo del petrolio nella seduta di ieri. A pochi giorni dal vertice Opec, il greggio è stato affossato dal pessimismo diffuso sulla trattativa tra Usa e Cina, di nuovo in stallo. Inoltre, stando ai dati dell’American Petroleum Institute, diffuse in serata, le scorte settimanali sono aumentate a 5,954 milioni di barili, dopo i -0,500 milioni registrati nel periodo precedente. Nel pomeriggio arriveranno i risultati dell’Eia, più attesi dagli investitori. Se le attese dovessero essere deluse (il consensus è di 1,543 milioni di barili, in calo rispetto ai 2,219 della settimana prima) il petrolio potrebbe scendere anche sotto i 54 dollari.

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