La giornata sui mercati in cinque punti con champagne nel mirino di Trump
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 3 DICEMBRE 2019

CHAMPAGNE

Mercati cauti in attesa di nuove mosse da parte di Trump che torna a minacciare l’Europa in primis champagne e prodotti francesi. A Piazza Affari in focus Gedi e Unicredit

Trump torna a minacciare l’Europa

La giornata sui mercati parte con Trump che torna a minacciare l’Europa. Dopo il ripristino dei dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dal Brasile e dell’Argentina e la minaccia alla Cina che senza accordo, il 15 dicembre subirà le tariffe al 15% su 156 miliardi di dollari di beni di consumo tecnologico, tocca a Francia, Italia e Austria.
Il Dipartimento del commercio estero americano ha avvisato i tre Paesi che intende applicare dazi in ritorsione alle tasse che intendono far pagare ai giganti della rete. Nel mirino in particolare la Francia colpita da dazi Usa per 2,4 miliardi di dollari che potrebbero arrivare fino al 100% su numerosi suoi prodotti in rappresaglia per la tassa sul digitale nota come Gafa (Google, Apple , Facebook e Amazon ) sui giganti digitali americani accusati di elusione fiscale. Champagne, formaggi francesi, yogurt e prodotti cosmetici saranno i principali bersagli.
Minacce che giungono poche ore prima del vertice Nato, oggi in programma a Londra, un’alleanza che il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto in “morte cerebrale”.

Wall Street in rosso, Asia debole

La giornata sui mercati si lascia alle spalle una giornata no a Wall Street che ha chiuso in rosso. A pesare e’ stato il deludente dato Ism sull’attivita’ manifatturiera in Usa e la decisione dell’amministrazione Trump di reintrodurre i dazi sulle importazioni di metallo dal Brasile e dall’Argentina. Stando all’indice redatto dall’Institute for Supply Management, l’attivita’ negli Usa e’ scesa a 48,1 dai 48,3 punti del mese precedente e contro attese per un rialzo a 49,4 punti. Il dato ha oscurato delle letture migliori delle attese provenienti dall’Europa e dalla Cina. A pesare sui listini e’ anche la mancanza di progressi dal fronte dei negoziati commerciali tra Washington e Pechino. Partendo per il vertice Nato a Londra, il presidente Usa, Donald Trump, ha detto di credere che la Cina voglia un accordo. Nel weekend, la stampa asiatica aveva scritto che Pechino vorrebbe la cancellazione delle tariffe gia’ in vigore prima di siglare la ‘fase uno’ dell’accordo con Washington. Sempre sul fronte macro, le spese per le costruzioni hanno registrato un calo inatteso ad ottobre. Tra le aziende, continua a pesare il settore tecnologico che risente maggiormente degli attriti tra Usa e Cina. Listini asiatici deboli stamane con Tokyo mostra una flessione dello 0,64% alle 8.40 e continua gli scambi a 23.379,81 punti.

L’Antitrust Ue indaga sulla raccolta dati di Google e Facebook

L’Antitrust europea guidata da Margrethe Vestager non molla la presa sui giganti del web. Bruxelles ha avviato indagini preliminari per verificare se le pratiche delle big tech Usa siano in linea con il diritto comunitario. Sotto la lente della Commissione Ue sono finite le pratiche di raccolta dei dati di Google e Facebook .Queste indagini riguardano il modo in cui i dati raccolti vengono raccolti, trattati e monetizzati, anche a fini pubblicitari”, ha spiegato il portavoce della Concorrenza comunitaria.

OPEC: -2

Mancano poche ore al Vertice OPEC – 177° Meeting della Conferenza OPEC a Vienna. Occhio alle quotazioni del petrolio che recuperano posizioni risalendo sopra quota 56 dollari al barile per il WTI e sopra i 61 dollari per il Brent, sulla speranza che l’Opec prolunghi i tagli alla produzione quando si radunera’ a Vienna.

Focus su Gedi e Unicredit : Exor rileva da Cir il 43,78%. Unicredit alza il velo sul piano strategico

La giornata sui mercati guarda al settore editoria dopo che Exor ha sottoscritto con Cir un accordo vincolante per rilevare la quota in Gedi, pari al 43,78% del capitale, detenuta dalla holding dei fratelli De Benedetti. E’ quanto annunciato da una nota diffusa nella tarda serata di ieri. Il corrispettivo della cessione del primo gruppo editoriale italiano, che controlla tra l’altro Repubblica e Radio Deejay, e’ stato fissato in 0,46 per azione, per un prezzo complessivo di 102,4 milioni (ieri il titolo Gedi e’ stato sospeso tutta la seduta attorno a 0,28 euro) ed e’ prevedibile che l’operazione potra’ essere completata entro il primo quadrimestre del 2020. All’esito del closing, Exor – che effettuera’ l’operazione con mezzi propri – lancera’ un’Opa obbligatoria a 0,46 euro per azione sul resto delle azioni Gedi non detenute. Inoltre, come anticipato ieri da Radiocor, e’ previsto che Cir reinvesta nella nuova societa’, al valore corrispondente al prezzo d’Opa, acquisendo una quota del 5% ‘al fine di accompagnare l’evoluzione della societa’ editoriale nei prossimi anni’. Exor e Cir, infine, ‘stipuleranno alcuni accordi concernenti il reinvestimento e la loro partecipazione nella nuova societa’, prevedendo tra l’altro il diritto di Cir di essere rappresentata nel cda di Gedi’. Nella giornata di lunedi, sul listino Cir in volata (+12,21%) in attesa del riassetto di Gedi (sospesa) mentre Exor è calato (-2%) .
Unicredit alza il velo sul Piano strategico 2020-2023, che sarà presentato oggi (3 dicembre 2019) ad analisti e investitori al Capital Markets Day a Londra. Nel 2023 previsti ricavi a 19,3 miliardi di euro

Oggi in agenda la produzione industriale della zona euro

La giornata macro vede come dato principale i soli prezzi alla produzione nell’Eurozona. A contorno, i tassi d’interesse in Australia, le immatricolazioni auto in Germania e l’inflazione in Turchia. Per la finanza, spicca la presentazione a Londra del piano industriale di Unicredit. Il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli e’ in audizione al Senato.

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