Giornata sui mercati in 5 punti: focus su Uk, tobin tax 2 e intesa Usa-Cina
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 13 DICEMBRE 2019

brexit

Stravince Johnson in Uk, mercati e sterlina euforici anche in scia all’accordo Cina-Usa dato per fatto dalla stampa Usa. Tobin Tax 2 verso lo stralcio

 

Regno Unito, trionfa Johnson

Gli inglesi hanno ancora voglia di Brexit. Il Regno Unito lascerà l’Unione Europea il prossimo 31 gennaio “senza se e senza ma”. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson dopo la vittoria alle ultime elezioni britanniche. I mercati, che avevano già scommesso sulla vittoria dei conservatori, sono in rally. Commentando il risultato elettorale, Johnson ha anche aggiunto che la vittoria schiacciante dei Tory pone fine a qualsiasi speculazione circa la possibilità di un secondo referendum sulla Brexit. Impennata della sterlina, che passa di mano a 0,8304 euro, contro 0,8475 della chiusura di ieri sera. Nei confronti della moneta unica, il sound è ai massimi da dicembre 2016 mentre il cambio sterlina/dollaro si attesta a 1,3449 contro 1,3124 della vigilia, ai massimi da maggio 2018. Guardando ai risultati, i Tory dovrebbero agguantare tra i 358 e i 368 seggi, 50 in più rispetto alle elezioni del 2017. I laburisti avranno tra i 192 e i 202 seggi.

Cina-Usa, ci sarebbe l’intesa sulla fase 1

Per la stampa Usa, Washington e Pechino hanno trovato un’intesa sulla prima parte dell’accordo commerciale. Mancherebbe solo il via libera del presidente Trump, che però già nel pomeriggio di ieri aveva annunciato su Twitter che le parti erano molto vicine a un accordo ‘fortemente voluto’. Gli indici a Wall Street hanno terminato la seduta con l’S&P 500 e il Nasdaq su nuovi massimi. Anche il Dj è nuovamente al di sopra della soglia psicologica dei 28.000 punti. Sul fronte macro, le richieste iniziali per i sussidi di disoccupazione hanno toccato i massimi da oltre 2 anni e il dato sui prezzi alla produzione ha evidenziato una mancanza di pressione inflativa. Positive anche le principali borse asiatiche. Tokyo ha chiuso con un rialzo del 2,55% a 24.023 punti nonostante il clima di fiducia delle imprese sia peggiorato per la quarta volta consecutiva. Bene le piazze finanziarie cinesi: Shanghai sale dell’1,63% e Shenzhen dell’1,38%. Brilla Hong Kong +2,11%.

Ilva, nuovo vertice ArcelorMittal-governo

Il piano di ArcelorMittal continua a essere molto distante da quello del governo. Ieri il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli ha ribadito che l’investimento pubblico della nuova Ilva sarà di un miliardo di euro. La segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, ha detto che “il Ministero sta lavorando a un’ipotesi di piano industriale confermando gli 8 milioni di tonnellate di produzione e il vincolo della piena occupazione anche com la tecnologia dell’elettrico” pur ribadendo che “nessuno conosce le vere intenzioni della ditta e mi sembra che neanche il governo sia in grado allo stato attuale di saperlo”.

Conte a Bruxelles

E’ ancora a Bruxelles il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, presente ai lavori del Consiglio Ue. Domani incontrerà il presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel per fare il punto sul conflitto libico. In un’intervista a “L’Avvenire”, il premier ha ribadito la solidità dell’esecutivo dopo il via libera alla riforma del Mes. Lunedì è in programma un vertice di maggioranza: giustizia, prescrizione e maxiemendamento per la Legge di Bilancio alcuni dei temi sul tavolo.

 

Tobin Tax 2, verso lo stralcio dell’emendamento “killer”

Si andrebbe verso lo stralcio dell’emendamento “ammazza trading” dalla Legge di Bilancio. Marcia indietro dunque da parte di Fratelli d’Italia, che aveva proposto l’aliquota dello 0,04% su tutte le operazioni di trading in Cfd. L’idea di partenza, questa è la spiegazione del partito guidato da Giorgia Meloni, era di offrire un contributo al settore: oscurare cioè le telefonate delle società estere che propongono investimenti di trading online, con truffe per migliaia di euro. Essendo necessaria una copertura finanziaria, sarebbe stata alzata l’aliquota iniziale sulle operazioni in Cfd dello 0,2%, raddoppiandola. La comunità finanziaria ha così lanciato l’allarme: lo 0,4% rischierebbe di uccidere l’intera comunità dei traders. E così, il valore sarebbe stato opportunamente ritoccato dello 0,04%, da allargare però a tutte le operazioni. Un’aliquota comunque in grado di produrre rischi profondamente negativi, è stato l’appunto da parte degli operatori. Decisivo, nel passo indietro che dovrebbe portare all’eliminazione della cosiddetta tobin tax 2 dal maxiemendamento finale che dovrebbe essere presentato a inizio settimana prossima, anche l’elevato rischio di un gettito derivante dalla norma potenzialmente negativo.

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