La giornata sui mercati aspettando la firma di accordo tra Usa e Cina

LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 15 GENNAIO 2020

usa cina

I mercati guardano alla firma di accordo Fase Uno tra Stati Uniti  e Cina prevista per oggi a Washington ma prevale cautela. Dall’agenda macro il Pil della Germania

Accordo USa-Cina al primo round: attesa oggi la firma per Fase Uno

La giornata sui mercati sarà focalizzata sulla firma all’accordo di di Fase 1 che oggi pomeriggio Stati Uniti e Cina apporranno a Washington. Le delegazioni si incontreranno alle 11:30 a.m. Eastern Time, sono le 17:30 in Italia. Prevale la cautela dopo le indiscrezioni di stampa: Bloomberg scrive, per esempio, che il testo, la cui traduzione ieri mattina pareva fatta ma ieri in serata non più, non prevede un taglio dei dazi attuali come la Cina chiede dallo scorso settembre. Reuters parla di un aumento di acquisti da parte di Pechino di beni americani non solo agricoli. Di fatto, però, emerge col passare del tempo un accordo sempre più ristretto e zoppo. I temi sensibili al mercato restano esclusi. Intanto riemerge il tema di Huawei, il colosso cinese delle tlc accusato di spionaggio e furto di brevetti: il Wall Street Journal ha scritto che gli Stati Uniti stanno cercando di inasprire le normative contro Huawei, e alcuni membri del Congresso stanno facendo appello per redigere un piano da 1 miliardo di dollari con lo scopo di sostenere le società statunitensi negli investimenti sulla tecnologia 5G e competere meglio contro il gruppo delle tcl cinesi. Robert Lighthizer, rappresentante commerciale Usa, con i rappresentanti del Giappone e dell’UE, hanno detto di essere preoccupati per i sussidi cinesi che secondo loro stanno distorcendo l’economia mondiale. I sostegni economici di Pechino alle imprese statali dovrebbero essere affrontati nell’ambito dell’accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti di Fase 2, ma non è chiaro quando inizieranno i negoziati.

Wall Street contrastata in vista di firma di accordo con Cina e trimestrali

La giornata sui mercati parte guardando anche a  Wall Street che ha chiuso la seduta di martedi’ 14 gennaio contrastata in attesa della firma della ‘fase uno’ dell’accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, prevista per oggi a Washington alle 11.30 (le 17.30 in Italia). Ma a pesare sono state le indiscrezioni di stampa secondo cui l’amministrazione Trump potrebbe rimuovere le attuali tariffe su 360 miliardi di dollari di beni cinesi gradualmente e solo se la Cina rispettera’ i termini dell’intesa. I listini erano stati in territorio positivo per la maggior parte della seduta grazie all’inizio della stagione delle trimestrali. JPMorgan Chase (+1,12% a 138,73 dollari) e Citigroup (+1,55% a 81,90 dollari) hanno superato le attese degli analisti sia per quanto riguarda gli utili ad azione che il fatturato relativo al quarto trimestre, mentre Wells Fargo (-5,35% a 49,32 dollari) ha riportato un calo superiore alle previsioni sia dei profitti che del giro d’affari. A pesare sugli indici, e’ stato anche il dato sui prezzi al consumo. Stando al dipartimento del Lavoro, il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo e’ salito dello 0,2% mentre le attese erano per un +0,3%. Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, e’ aumentato dello 0,1% su novembre (contro attese per un +0,2%). Il Djia ha guadagnato 32,62 punti, lo 0,11%, a quota 28.939,67. L’S&P 500 ha perso 4,98 punti, lo 0,15%, a quota 3.283,15. Mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno 22,60 punti, lo 0,24%, a quota 9.251,33. Sul fronte geopolitico l’amministrazione Trump sarebbe pronta tagliare 250 milioni di dollari in aiuti militari all’Iraq come risposta alla richiesta che le truppe USA lascino il Paese. Lo rivela il Wall Street Journal che ha intercettato una mail del Dipartimento della Difesa: nello specifico si tratterebbe di fondi che sono già stati approvati dal Congresso. Allo studio della Casa Bianca ci sarebbero altre sanzioni economiche e militari verso Baghdad.

Asia, Tokyo chiude in calo dello 0,45%, cautela per negoziati Usa-Cina

Chiusura in calo per la Borsa di Tokyo dopo quattro sedute positive consecutive. A pesare sugli scambi e’ stata soprattutto la cautela con cui gli investitori guardano agli sviluppi sulle trattative del commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti. Al termine degli scambi l’Indice Nikkei ha segnato una flessione dello 0,45% a quota 23,916.58 punti (-108 punti). Il piu’ ampio Indice Topix ha terminato in ribasso dello 0,54% a 1.731,06 punti. Seduta interlocutoria anche sui mercati valutari con lo yen che si attesta a 109,90 sul dollaro a a 122,40 sull’euro, con movimento marginali. In rosso le borse cinesi.Segni negativi tra le altre borse che chiuderanno più tardi le rispettive sedute.

Petrolio torna a salire poi indietreggia

Il petrolio torna a salire dopo cinque sedute terminate in calo. Il greggio a febbraio ha guadagnato 0,15 dollari, lo 0,3%, a 58,23 dollari al barile. Questa mattina futures in calo dello 0,07% intorno alle 8.30 il Wti scambia a 58,11 dollari al barile. L’Opec+ avvia le consultazioni sul rinvio del taglio alla produzione da marzo a giugno secondo fonti di stampa. Oggi il dato sulle scorte di greggio alle 16.30 italiane.

Oggi in agenda Pil Germania

A Londra si tiene la conferenza stampa di presentazione del World Economic Forum’s Global Risks Report 2020. Sul fronte politico il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, viene ascoltato dal Copasir, incontra il Primo Ministro del Regno dei Paesi Bassi, Mark Rutte, a Palazzo Chigi e partecipa alla Conferenza Stato- Regioni. Tra i dati macroeconomici, l’Istat diffonde i dati sui permessi di costruire nel II trimestre, l’inflazione a dicembre in Francia, Spagna e Gran Bretagna, il Pil 2019 in Germania, la produzione industriale a novembre in Eurozona, dagli Stati Uniti i prezzi alla produzione a dicembre e l’indice Empire Manufacturing.

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