Giornata sui mercati in 5 punti: coronavirus, Italia in quarantena

LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 5 MARZO 2020

coronavirus

Il decreto legge del premier Conte mette l’Italia in quarantena. Tremila i casi nel nostro paese, 93mila nel mondo. Gli Usa stanziano 8 miliardi. Opec a porte chiuse verso il taglio da un milione di barili al giorno

 

Coronavirus, ecco il decreto legge

Una decisione senza precedenti: con un decreto legge, il governo mette l’Italia in quarantena a causa del coronavirus, che ha causato più di tremila contagi nel paese. Scuole e università chiuse fino al 15 marzo. Campionato di calcio a porte chiuse per trenta giorni, con l’eccezione degli sport di base in palestre e piscine, ammessi solo se rispettano le norme di igiene e la distanza di sicurezza di almeno un metro, che varrà per tutti in ogni occasione. Per i cinema e i teatri vale il rispetto dell’alternanza dei posti. Stop agli eventi affollati, come i congressi, le riunioni e i meeting. Fortemente raccomandato alle persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità di rimanere a casa, tranne in casi di stretta necessità. Sindaci e associazioni di categoria dovranno promuovere la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico e offrire attività ricreative individuali alternative che promuovano e favoriscano le attività all’aperto senza creare assembramenti di persone. I concorsi pubblici potranno svolgersi regolarmente ma saranno adottate opportune misure organizzative per ridurre i contatti ravvicinati tra i candidati. A partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del decreto, chiunque sia entrato in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemia o sia transitato e sostato nella zona rossa dovrà comunicarlo al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, nonché al proprio medico. Inoltre, previsto un aumento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nei reparti di pneumologia e malattie infettive. Infine, 3,6 miliardi pensati a sostegno di imprese e cittadini, con la richiesta, da parte del premier Conte, a Bruxelles di una maggiore flessibilità sul debito.

 

Usa, stanziati 8 miliardi per l’emergenza coronavirus

E’ un accordo bipartisan quello che arriva dal Congresso americano per un pacchetto da 8 miliardi di dollari destinati ad affrontare l’emergenza del coronavirus. Il provvedimento deve essere approvato da Camera e Senato e poi arriverà sulla scrivania di Donald Trump, che ha già promosso sui suoi canali social l’iniziativa (aveva auspicato una cifra di poco inferiore ai 3 miliardi) sostenuta da repubblicani e democratici. Undici sono al momento le vittime nel paese. La California, in stato di emergenza, è lo stato americano più colpito dal virus, con almeno 27 casi. A New York alcune scuole legate ai casi di coronavirus accertati nello stato sono state chiuse, inoltre sono stati introdotti nuovi protocolli per la pulizia delle scuole e dei trasporti pubblici, dove si dovrà usare la candeggina. Nessuna restrizione ai voli in Italia, ha fatto sapere il vicepresidente Pence, ma “chi arriva dovrà sottoporsi al test”. Nel mondo intanto i casi totali di infezione hanno superato quota 93.000 con 3.200 vittime (3mila solo in Cina).

Opec a porte chiuse causa coronavirus

Attesa per la riunione dell’Opec a Vienna, inevitabilmente a porte chiuse causa emergenza coronavirus. Gli alleati e i paesi esportatori valutano il taglio alla produzione del greggio fino a un milione di barili al giorno, su pressione dell’Arabia Saudita. Ipotesi che, assieme alle scorte settimanali pubblicate ieri dell’Eia migliori delle aspettative, hanno riportato il prezzo del Wti tra i 47 e i 48 dollari al barile dopo i 43,8 dollari del 28 febbraio, valore mai così basso da dicembre 2018. Dall’inizio di gennaio il gruppo ha mantenuto un taglio della produzione pari a 1,7 milioni barili al giorno, mentre a febbraio il comitato ha raccomandato ulteriori tagli per 600 mila barili fino al secondo trimestre. L’eventuale intervento da un milione di barili porterebbe un totale di 3,1 milioni di barili al giorno: la produzione Opec andrebbe al livello più basso degli ultimi 17 anni a causa del crollo della domanda, in particolare per gli effetti del coronavirus sull’economia cinese.

 

Agenda macro: disoccupazione e ordinativi alle fabbriche negli Usa

Scarica di dati macroeconomici l’Eurozona, si attendono novità sul fronte del lavoro dagli Stati Uniti. Nel pomeriggio verrà pubblicato il nuovo indice delle richieste di disoccupazione continua: le previsioni sono un aumento di 10mila unità rispetto alla settimana precedente. Occhio anche alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione: il consensus stima un calo attorno alle 4mila unità. Timori sugli ordinativi alle fabbriche: su base mensile, nel mese di gennaio, la previsione è una contrazione dello 0,1%, dal +1,8% di dicembre.

Mercati asiatici

Wall Street sostiene le borse asiatiche, che possono rappresentare a loro volta un appoggio solido alle borse europee che riapriranno alle 9 e che aspettano novità dalla Bce. Importante anche l’intervento della Bank Of Canada, che ha seguito l’esempio della Fed tagliando i tassi di interesse. L’indice Nikkei guadagna l’1,08%. Buona la performance delle borse cinesi: Shanghai +1,99%, Shenzhen +1,71% mentre Seoul termina con un +1,26%. Chiuderanno in mattinata Hong Kong, che avanza del 2,12% e Bangkok (+2,2%). Bene anche Mumbay (+1,19%) e Sydney (+1,16%).

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