La giornata sui mercati in 5 punti: la svolta di Christine Lagarde

Christine Lagarde ha imparato la lezione e rilancia un QE da 750 miliardi a difesa dell’euro. L’opposizione alza le barricate contro il Decreto Cura Italia. Petrolio, prove di recupero

 

 

Lagarde: “Non ci sono limiti al sostegno dell’euro”

Cambio di strategia di Christine Lagarde. Nel giro di una settimana, il nuovo presidente della Bce passa da “Non spetta alla Banca Centrale monitorare gli spread” a “There are no limits”. E cioè: non ci sono limiti al sostegno l’euro. E infatti, al termine di una riunione straordinaria, e dopo diversi comunicati stampa in cui l’Eurotower ha dovuto rettificare le precedenti dichiarazioni della Lagarde, è stato lanciato nella serata di ieri un nuovo quantitative easing da 750 miliardi. Un programma di emergenza che non è servito a riportare in territorio positivo le borse asiatiche (Tokyo -1,04%, Shanghai -0,98%, Hong Kong -2%) ma che contribuisce a un avvio positivo delle borse europee, in particolare il Ftse Mib che parte con quasi 3 punti percentuali di guadagno. Ancora volatilità per lo spread, che riparte a quota 284 dopo aver chiuso in area 250 alla vigilia.

 

Wall Street chiude gli uffici, scambi solo via piattaforme elettroniche

Resterà aperta fino a venerdì la maxi sala di trading al New York Stock Exchange: da lunedì 23 marzo le contrattazioni proseguiranno solo su piattaforme elettroniche, misura precauzionale a tutela dei dipendenti dalla pandemia di coronavirus. La seduta di ieri è stata ancora una volta contraddistinta dal panico. Con il Dow Jones che ha perso tutti i guadagni raccolti durante la presidenza Trump: -6,30% a 19.898,92 punti. Nasdaq Composite -4,70% a 6.989,84 punti. S&P 500 -5,18% a 2.398,10 punti. Vix ancora in area 80 punti, ai massimi dalla crisi di Lehman Brothers del 2008.

 

L’opposizione rompe la tregua

Diventato legge con la firma di Sergio Mattarella, il decreto Cura Italia potrebbe essere bocciato però dal centrodestra, che sale sulle barricate contro le misure economiche anti coronavirus varate dal governo. La tregua, insomma, sembra già conclusa. Salvini e Berlusconi chiedono a Giuseppe Conte di riferire in Aula. Il premier, dal canto suo, ha convocato a Palazzo Chigi tutti i capi delegazione della maggioranza, compresi i sottosegretari al Mef per stabilire come procedere, le eventuali nuove strategie e soprattutto per dare attuazione alle misure in tempi rapidi. “Collaborativi, ma non complici” è stato il commento di Lega e Forza Italia in riferimento al fatto di non essere stati realmente ascoltati per la stesura del decreto, puntando il dito contro i provvedimenti a favore degli autonomi e la cassa integrazione in deroga estesa a tutti. “Un incredibile ostruzionismo, deleterio e inutile” ha lamentato Andrea Marcucci del Pd. Intanto, il numero dei morti per coronavirus continua a salire. Quelli di ieri, 475, hanno segnato un picco mai visto nemmeno in Cina all’acme epidemico.Per questo a metà dalla quarantena il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte potrebbe dover decidere di prorogare la quarantena oltre il 3 aprile.

 

Riflettori sul petrolio

Occhi puntati sul petrolio nella seduta di oggi dopo che il prezzo del greggio ha raggiunto alla vigilia i 20 dollari al barile, non succedeva dal 2002, e quindi diciotto anni dopo l’ultima volta. A pesare la distruzione della domanda causata dall’immobilità e la quarantena che si sta estendendo a tutti i paesi del mondo, rendendo gli spostamenti quasi inesistenti. In questo modo le scorte aumentano mentre sul fronte della produzione, se non ci saranno cambiamenti, dal primo aprile Russia e Arabia Saudita riprenderanno la piena attività, che potrebbe causare un ulteriore tracollo dei prezzi, oltre a mettere in ginocchio le economie di diversi paesi produttori ed esportatori. Intanto però, complice l’annuncio di Christine Lagarde e della Bce, il Wti questa mattina è in fase di recupero: 23,52 dollari al barile, per un rialzo del 5% dopo il -20% della vigilia.

 

Agenda Macro

Giornata scarica di eventi macroeconomici. In Europa attesa per il dato sulla produzione delle costruzioni realizzate dalle imprese del settore edile, che offre un punto di vista interno sull’andamento del settore dell’edilizia abitativa e del relativo mercato. Oltreoceano, nel pomeriggio saranno pubblicati i dati americani sull’occupazione e l’indice di produzione della Fed di Philadelphia, nel pomeriggio. Intanto, anche la banca centrale dell’Indonesia ha ridotto i tassi d’interesse di 25 punti base. Bloccati allo 0,75% invece quelli della Banca Centrale Svizzera.