La giornata sui mercati in cinque punti: focus su Turchia e Gedi
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LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 14 OTTOBRE 2019

turchia

Ore decisive per la manovra. Di Maio all’Ue: moratoria per il blocco della vendita di armi alla Turchia. Occhio alla produzione industriale in Eurozona. Gedi +6% a Piazza Affari

 

Consiglio dei ministri Ue degli Esteri

Oggi a Bruxelles si terrà il consiglio Affari Esteri: “Chiederemo il blocco della vendita di armi alla Turchia da parte di tutta l’Unione Europea” ha fatto sapere il titolare della Farnesina Luigi Di Maio.  Anche il premier Giuseppe Conte è d’accordo sulla moratoria: “L’Ue parli con una voce sola per lanciare un segnale forte ad Ankara”. Ma il Partito Democratico non è d’accordo e chiede lo stop immediato di ogni fornitura militare, come Finlandia, Norvegia, Olanda, Francia e Germania. Nel 2018 l’Italia ha venduto alla Turchia munizioni, aerei, bombe e missili per un valore di oltre 360 milioni di euro, il doppio rispetto al 2016. Prosegue intanto l’offensiva turca contro il nord della Siria, controllato dai curdi delle Forze democratiche siriane, cruciali nella sconfitta dell’Isis e che bolla Erdogan come “terrorista”. Centotrentamila i civili in fuga, cento morti secondo i curdi, meno di 20 per la Turchia. Ottocento prigionieri Isis sono evacuati da una prigione.

Manovra: giorno cruciale

Ultimo giorno utile al governo per approvare in Consiglio dei Ministri il Documento di Bilancio da inviare a Bruxelles (Commissione Europea ed Eurogruppo) entro domani, martedì 15 ottobre. Mancherebbero ancora 5 miliardi di copertura, in particolare per il cuneo fiscale. Il nodo sono le pensioni: Matteo Renzi vuole abolire quota 100 per recuperare 600 milioni di euro ed evitare ulteriori tasse, quelle che il M5S accusa il Partito Democratico di voler introdurre. Salvini risponde: “Non permetteremo che il nostro lavoro venga sprecato” e rilancia l’alleanza con Berlusconi. Fonti governative però rassicurano: “Le coperture per i 29 miliardi della manovra non sono in discussione”.

Il Ritorno dello… Gedi

Da tenere d’occhio a Piazza Affari l’andamento del gruppo editoriale Gedi dopo l’offerta di Carlo De Benedetti per conto della Cir, holding che fa capo ai tre figli Rodolfo, Marco ed Edoardo: 36 milioni di euro circa per l’acquisto del 29,9% delle azioni a 0,25 euro ad azione. All’apertura, il titolo guadagna quasi il 6%. “Un’iniziativa volta a rilanciare il gruppo al quale sono stato associato per gran parte della mia vita” ha detto Carlo De Benedetti. Un’offerta che però Gedi ha rispedito al mittente definendola “irricevibile e inadeguata”. In famiglia intanto, volano bordate: “Sconcertato e profondamente amareggiato per l’iniziativa di mio padre, non concordata”. La replica: “Dichiarazioni bizzarre da chi ha distrutto valore, senza competenze né passione”.


Grafico Gedi by TradingView

Eurozona: occhi alla produzione industriale

Attesa per i dati macro riguardanti la produzione industriale nella Zona Euro del mese di agosto. Secondo le stime, l’indice dovrebbe crescere dello 0,3%, in aumento rispetto al -0,4% di luglio, in linea con il lieve recupero registrato da alcuni dati nazionali, in primis quello italiano. Dalla Cina nuovi segnali di rallentamento: l’export di settembre, su base annuale, arretra del 3,2%, peggiorando le attese degli analisti (-3%) e la rilevazione di agosto (-1%). Negativi i dati anche sull’import: -8,5%, ben al di sotto del -5,2% stimato dal consensus e del -5,6% del mese precedente. In attivo infine il saldo della bilancia commerciale di Pechino, espressa in dollari: 39,65 miliardi a settembre, sei miliardi più delle stime del mercato e cinque miliardi in più rispetto ad agosto.


Grafico Produzione Industriale a luglio by TradingEconomics

Brexit, parla la Regina

Il mercato attende gli sviluppi del negoziato per la Brexit, dopo i segnali distensivi tra Ue e Regno Unito emersi lo scorso fine settimana, con il discorso della Regina Elisabetta: si tratta del consueto appuntamento che apre il Parlamento, in programma per mezzogiorno, ora di Londra. La Sterlina arriva da un rally di tre punti percentuali guadagnati nelle 24 ore tra giovedì venerdì scorsi: da 1,23 a 1,26 nel cambio con il Dollaro, da 0,9 a 0,872 nel cambio con l’Euro, valori rimasti sostanzialmente invariati durante le contrattazioni asiatiche, con Shanghai (+1,15%) e Hong Kong (+0,82%) positive e Tokyo chiusa per festività.

 

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