Leonardo Del Vecchio (1935-2022), è morto l’innovatore fondatore di Luxottica - Borsa e Finanza

Leonardo Del Vecchio (1935-2022), è morto l’innovatore fondatore di Luxottica

Leonardo Del Vecchio

È morto un innovatore, oltre che un imprenditore di successo. Perché questo era Leonardo Del Vecchio, il fondatore di Luxottica, artefice e presidente del big dell’occhialeria mondiale EssilorLuxottica.

Leonardo Del Vecchio si è spento all’età di 87 anni a Milano, cercando l’innovazione fino all’ultimo, fino al più recente incontro con Mark Zuckerberg per portare lo stile delle montature di Agordo nel Metaverso. Con il fondatore di Meta (e creatore di Facebook prima) l’imprenditore nato a Milano il 22 maggio 1935 ha testato un bracciale da polso per il controllo degli smart glass. E sempre da Essilux sono arrivati, a dicembre scorso, i RayBan Stories, occhiali che integrano le funzionalità degli smartphone.

“Se ti distrai o ti culli sugli allori, come ho visto fare a diversi imprenditori che hanno cominciato insieme a me, senza che neanche te ne accorgi arriva qualcuno a portarti via il mercato”.

È una delle frasi di Leonardo Del Vecchio che descrive la sua filosofia imprenditoriale, che ha portato il piccolo laboratorio di Agordo a essere il punto di riferimento dell’ottica a livello mondiale. Una frase che suona anche come un rimbrotto ai colleghi imprenditori italiani dei quali, diceva in alcuni casi che si fermassero troppo spesso al primo successo, smettendo di innovare.

 

Dai Martinitt a New York, il lungo cammino di Leonardo Del Vecchio

Leonardo Del Vecchio, che porta lo stesso nome del padre morto poco prima della sua nascita, è l’ultimo di quattro fratelli. La madre, Grazia Rocco, lo affida ai Martinitt, l’istituzione milanese per gli orfani e i bambini abbandonati. Lì Del Vecchio rimane fino ai quindici anni, al termine del ciclo delle scuole medie, quando trova lavoro alla Johnson. Nel frattempo studia design e incisione a Brera. A ventidue anni mette a frutto i suoi studi lavorando per una fabbrica di incisioni metalliche in Trentino Alto Adige e a ventitrè anni approda ad Agordo, una piccola cittadina in provincia di Belluno il cui nome contribuirà a portare nel mondo.

Ad Agordo la sua bottega di produzione di parti metalliche per occhiali si trasforma in Luxottica nel 1961. Un nome che diventa marchio nel 1967 quando la produzione di minuterie diventa assemblaggio di montature per conto terzi. Muove i primi passi il colosso dell’occhialeria. L’innovazione, in questo caso, è commerciale: la capacità di comprendere l’importanza del marchio e della qualità, dello stile e dell’eleganza in uno strumento spesso mal sopportato come gli occhiali.

L’ingresso nel mercato statunitense arriva nel 1981 con l’acquisto di Avantgarde, con cui apre negli Usa quattro nuovi stabilimenti nel giro di un anno. Il gruppo è ormai cresciuto e diventato una multinazionale, quotato in Borsa a New York dal 1990. A Piazza Affari arriverà nel 2000.

 

Il gruppo EssilorLuxottica

EssilorLuxottica, il gruppo nato nel 2018 dalla fusione della creatura fondata da Leonardo Del Vecchio con la francese Essilor, ha terminato il 2021 con un fatturato a 21,4 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto al 2019 (i dati del 2020 sono stati influenzati in maniera determinante dalla pandemia di Covid-19). Al netto dell’acquisizione della catena GrandVision i ricavi si sono attestati nel 2021 a 17,8 miliardi di euro mentre l’utile netto è stato di 1,938 miliardi di euro.

Il gruppo vanta tra i marchi di proprietà Ray-Ban, Oakley, Persol, Oliver Peoples, Alain Mikli, Vogue Eyewear, Bolon, Molsion e Ossé. Sono oltre venti i marchi gestiti in licenza. Presente in tutto il mondo ha oltre 180.000 dipendenti.

L’accoppiata con Caltagirone su Generali e Luxottica

La morte di Leonardo Del Vecchio è una grave perdita per l’imprenditoria italiana ma scuote anche i mercati finanziari. Se il titolo EssilorLuxottica non subisce conseguenze, perdono con forza Mediobanca e Generali, intorno al 3%. Del Vecchio era profondamente coinvolto nella scelta della direzione futura dei due gruppi “core” della finanza italiana. In coppia con Francesco Gaetano Caltagirone aveva cercato di conquistare la governance del principale gruppo assicurativo italiano, non riuscendovi, e ora era impegnato a fare lo stesso in Mediobanca, di cui è primo azionista con il 19% del capitale, tramite la sua holding Delfin. Anche in Mediobanca, per Del Vecchio, era necessario un rinnovamento nella governance, con la sostituzione dell’attuale AD Alberto Nagel. La dipartita dell’imprenditore milanese rimette in gioco tutte le carte.

 

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks,com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). E' stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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