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Mediobanca: dopo l’accordo con Arma Partners, cosa fare con l’azione in Borsa?

L'ingresso della sede di Mediobanca in Piazzetta Cuccia a Milano

Mediobanca, la principale banca d’investimento italiana, ha siglato un accordo strategico con i soci di Arma Partners e US Arma Partners con l’obiettivo di rafforzarsi nell’ambito della digital economy. Secondo i termini dell’operazione, Mediobanca acquisirà il gruppo Arma per creare un franchise leader nel settore all’interno della propria divisione Corporate & Investment Banking.

Arma Partners è un società di consulenza finanziaria indipendente in Europa che si occupa di aziende, investitori e imprenditori attivi nell’economia digitale globale. Offre consulenza indipendente in materia di corporate finance a società leader e a fondi di private equity affiancandoli in tutte le fasi aziendali. Nata nel 2003, Arma Partners è guidata dal suo fondatore e managing partner Paul-Noel Guély, e conta oggi 12 partner e 86 dipendenti, di cui 69 banker provenienti da oltre 26 paesi.

Negli ultimi cinque anni il team di Arma Partners ha seguito come advisor oltre 100 operazioni, il 75% delle quali cross-border, per un valore di mercato complessivo di oltre 85 miliardi di dollari. Nel 2023 Arma Partners ha annunciato risultati record per il terzo anno consecutivo con ricavi superiori a 100 milioni di dollari.

Lato Mediobanca si sottolinea come l’operazione sia coerente con l’obiettivo di orientare il modello di business del CIB verso attività a minor assorbimento di capitale e con quello di dare un significativo impulso alle commissioni della divisione con l’attesa di una crescita del 30% circa, risultato che contribuirà a incrementare di oltre il 10% le commissioni di gruppo.

Per l’acquisizione Mediobanca pagherà il corrispettivo in cash, di cui il 40% in fondi immediatamente disponibili al closing. La restante parte verrà rilasciata in quattro anni sulla base delle performance di Arma e potrà essere pagata in azioni Mediobanca. L’operazione avrà un impatto stimato sul CET1 ratio di Mediobanca di circa 30bps base considerando l’importo differito pagabile in azioni. Sulla base degli utili dell’ultimo esercizio, la transazione sarà accrescitiva per l’EPS.

“Mediobanca ha una significativa esperienza di partnership con società indipendenti di consulenza caratterizzate da solidi fondamentali, management team di rilievo, marchi rinomati e piattaforme scalabili – afferma Alberto Nagel, ceo di Mediobanca –. L’accordo con Arma Partners riflette la nostra ambizione di costruire una solida crescita di lungo periodo facendo leva sui trend industriali, sulle competenze specialistiche e sul talento delle persone”.

 

Mediobanca, quotazioni respinte dalla resistenza in area 10,500

Quotato nell’indice FTSE Mib di Borsa Italiana, il titolo Mediobanca sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,01%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 10,540, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 10,260, andando a chiudere sul finale non distante a 10,340 euro vista l’immobilità dell’azionario a causa della chiusura per festività della Borsa americana.

Dopo l’accelerazione rialzista avvenuta a partire dalla metà di maggio, l’azione ha perso smalto non trovando la forza di superare (con chiusura daily) la resistenza presente sul livello 10,500. In particolare, nelle ultime quattro sedute vi sono stati vari tentativi di breakout nell’intraday ma sempre costantemente respinti. E se durante la scorsa settimana tutte le giornate si erano comunque chiuse in positivo, non lo si può dire per ieri quando è arrivata una forte negatività (la prima dal 12 maggio) che ha costretto i corsi ad allontanarsi di molto dalla già citata resistenza. Mediobanca, quindi, potrebbe attraversare una fase critica a breve, sebbene non manchi un aspetto abbastanza positivo da valutare: la tenuta del supporto posto a quota 10,250, recentemente solo sfiorato.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al raggiungimento del livello 10,250 (in ottica di rimbalzo) con target nell’intorno dei 10,500 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 10,245 con obiettivo molto vicino al livello 10. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da metà maggio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 65.


L’andamento di breve termine del titolo MEDIOBANCA

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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