IL MANIFATTURIERO FRENA PIAZZA AFFARI - Borsa e Finanza

IL MANIFATTURIERO FRENA PIAZZA AFFARI

Un avvio promettente. Un ritracciamento quasi immediato e una chiusura debole. Il Ftse Mib festeggia con le altre borse i buoni risultati del G20, ma non troppo. Complici i dati sul manifatturiero inferiori alle attese (48,4, il peggiore degli ultimi tre mesi, in questa direzione va la nota di Confindustria: “La nostra economia resta debole”) e nonostante i dati incoraggianti sulla disoccupazione (il 9,9% destagionalizzato registrato a maggio è il dato più basso dal 2012) Piazza Affari chiude a +0,09%, il peggiore tra gli indici europei. Pesano anche le tensioni sul caso della Sea Watch 3, diventato ormai un caso internazionali, con le critiche di Germania, Francia e Lussemburgo, e l’incertezza sul Cdm che in serata dovrebbe licenziare l’assestamento di bilancio. In questo senso, previsti benefici di 7 miliardi che dovrebbero contribuire allo stop definitivo per la procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Condizionale d’obbligo, perché proprio in queste ore il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, in una intervista al Rhenische Post, ha detto: “Bisogna ancora vedere se, in questi giorni, gli italiani riusciranno a soddisfare le richieste della Commissione. In caso contrario non avremo margini di manovra per evitare la procedura di infrazione”.  Il premier Conte e il ministro dell’economia Tria sono fiduciosi. La decisione in sede Ue, che qualcuno già si attendeva per domani, è stata però rimandata. Il collegio dei commissari previsto per martedì a Strasburgo è saltato: priorità in questo momento va alle nomine, dove l’Italia si colloca assieme agli 8 paesi che non sostengono il socialista olandese Frans Timmermans come nuovo commissario, sponsorizzato in primis da Angela Merkel.

Nessun sussulto dallo Spread, che aggiorna i minimi dell’anno scendendo a 227 punti base per poi chiudere a 232, complice il Bund tedesco il cui rendimento tocca il nuovo record storico negativo a -0,360 e il Btp decennale, che aggiorna i minimi scivolando sotto il 2%.

TITOLI MIGLIORI

Stm +4,1%
Tecnologici in forte guadagno con la tregua tra Usa e Cina, e i titoli dei fornitori del colosso delle tlc Huawei sugli scudi nei listini asiatici. E così, a guidare le blue chip di Piazza Affari c’è Stm, ai massimi dal 25 aprile a 16,620 euro.

Tenaris: +2,4%
Ritorna sopra quota 60 dollari al barile il petrolio, e i titoli legati al greggio guadagnano in borsa nonostante poi il deprezzamento del Wti attorno alle 17: il vertice Opec quasi certamente deciderà il taglio della produzione a 1,2 milioni di barili al giorno per una durata di nove mesi. Tenaris è il più brillante del comparto, con 11,895 ai massimi dal 22 maggio scorso.

Saipem: +2,13%
Vale lo stesso discorso per Tenaris, che tocca il nuovo massimo dal 2 maggio scorso a 4,514 euro.

TITOLI PEGGIORI

Atlantia: -3,36%
Ha retto bene l’impatto delle dichiarazioni del vicepremier Di Maio nei giorni scorsi, ma in apertura la holding Benetton è il titolo peggiore, appesantita ancora dal rischio di revoca della concessione di Autostrade per l’Italia.

Ubi: -1,54%
Prese di beneficio per il titolo bancario che aveva guadagnato il 6% nelle ultime tre sedute.

Mediobanca: -1,32%
Segna il massimo dal 13 maggio scorso a 9,170 euro il titolo Mediobanca, per poi registrare vendite consistenti nel corso della giornata. Il trend a berve termine resta positivo, sostenuto dall’impulso rialzista del 3 giugno, quando aveva toccato i minimi da febbraio.

Analisi Tecnica Ftse Mib
Lateralità di breve se non brevissimo periodo iniziata il 20 giugno scorso: resistenza a 21.474 punti, supporto a 21.112. In avvio di contrattazioni Piazza Affari ha toccato il massimo delle ultime 5 sedute, a 21.511, per poi ritracciare e chiudere non lontano alla parità.

Spread
Non scivolava sotto quota 230 da settembre 2018 il differenziale di rendimento Btp e Bund. Lo ha fatto oggi aggiornando il minimo annuale a 227 punti base. Il futuro dello spread dipenderà dalla procedura d’infrazione di Bruxelles, che al momento i mercati, evidentemente, ritengono poco probabile. Il decennale tedesco ritocca il proprio record negativo toccando il -0,362%, perché all’allentamento delle tensioni internazionale si affianca la politica monetaria accomodante della Banca Centrale. E questo influisce anche sul Btp decennale italiano, sotto il 2% come non accadeva da maggio 2018: il minimo dell’anno è 1,91%.

 

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Redazione

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