Pagare a rate: vantaggi e svantaggi di questo metodo di pagamento
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Pagare a rate: vantaggi e svantaggi di questo metodo di pagamento

Pagare a rate: vantaggi e svantaggi di questo metodo di pagamento

Da diversi anni il pagamento a rate per l’acquisto di qualunque oggetto è diventato sempre più comune. Sia che si acquisti una casa, sia che si compri un elettrodomestico o un televisore, dilazionare nel tempo in tante piccole quote il regolamento della transazione è ormai all’ordine del giorno. Questo vale in maniera particolare quando la spesa sostenuta va al di là delle proprie possibilità del momento, perché il reddito guadagnato da lavoro non è sufficiente per affrontare comodamente l’esborso monetario senza compromettere altre esigenze prioritarie. 

La cosa però va sempre affrontata con molta prudenza, perché il rischio è alto di farsi prendere la mano e quindi di condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità. Ciò è stato infatti all’origine della grande crisi del 2008 che è poi sfociata nel crollo della Lehman Brothers. Per questo le Banche centrali prestano molta attenzione quando l’economia è in forte crescita ma si basa sull’indebitamento che rischia di surriscaldarla.

 

Pagare a rate: cosa significa

Ma cosa significa pagare a rate? Semplicemente vuol dire che l’acquisto di un bene invece di regolarlo interamente in contanti, con assegno o con pagobancomat, si stabilisce di saldarlo gradualmente nel tempo con piccole somme. Se ad esempio si compra un MAC da 1.500 euro, si stipula un accordo con il venditore per saldare l’importo con 15 rate mensili di 100 euro. In questo modo si leva denaro dallo stipendio solo poco alla volta. In questo caso non si fa altro che accendere un debito nei confronti del venditore/creditore che sta concedendo un finanziamento. 

Di solito, nelle transazioni di questo tipo vi è un terzo soggetto, normalmente una finanziaria, che anticipa il denaro al venditore e si pone come controparte per il contratto di finanziamento con l’acquirente. Esattamente come avviene quando si acquista una casa e si accende un mutuo con una banca. L’istituto di credito eroga i fondi da corrispondere al proprietario dell’immobile e contestualmente elabora un piano di rateizzazione pluriennale con l’acquirente, che entra subito in possesso dell’abitazione. 

Tutto questo ha però un costo, ossia l’interesse da corrispondere al finanziatore per la dilazione di pagamento. Alla fine si determina l’illusione di pagare di meno perché le quote periodiche sono più piccole, ma si finisce per pagare di più poiché sommando tutte le rate vi sono incorporati gli interessi. Ci sono però molte situazioni in cui la rateizzazione avviene a tasso zero, soprattutto per beni di valore più basso. In questo caso in realtà è tutto incorporato nel prezzo di vendita. In altri termini, il venditore sostiene il costo del finanziamento corrisposto dall’intermediario, ma di fatto il prezzo del prodotto è incrementato tenuto conto del prestito.

 

Pagare a rate: funzionamento

Quando si decide di pagare a rate, la transazione richiede un passaggio ulteriore rispetto alla semplice consegna del prodotto. Il compratore deve firmare un contratto di finanziamento con un terzo soggetto con cui si impegna a effettuare pagamenti rateali a varie scadenze. Se le cifre sono molto piccole normalmente non viene richiesta una documentazione particolare, se non un documento personale, l’indirizzo per inviare i bollettini o le indicazioni bancarie per l’addebito diretto sul conto corrente. In alcuni casi vi è la decurtazione direttamente in busta paga, con l’importo della rata che viene scalata dallo stipendio. 

Quando l’importo diventa più elevato, ad esempio allorché si acquista una macchina, a quel punto si apre una pratica più complessa. Nell’occasione vengono richieste le documentazioni relative alle fonti di reddito, come busta paga se il debitore è un lavoratore dipendente e dichiarazione dei redditi nel caso sia un lavoratore autonomo. In alcuni casi possono essere necessarie anche garanzie come beni personali o polizze assicurative.

 

Vantaggi di questo metodo di pagamento

Il principale vantaggio di acquistare a rate consiste nel fatto di entrare subito in possesso di un bene non avendo a disposizione l’intera cifra. Se i tassi d’interesse sono molto bassi, poi, vi è la convenienza a pagare gradualmente nel tempo senza che il costo della rata sia eccessivo. Se l’addebito avviene direttamente sul conto o in busta paga, vi è anche la comodità di non dover fare nulla e quindi di non incorrere in dimenticanze che poi si riflettono in maniera negativa sulla valutazione che dà il finanziatore.

 

Svantaggi di questo metodo di pagamento

Lo svantaggio più immediato che si ha nel pagare a rate è quello di sostenere alla fine una spesa maggiore con la quota di interessi che bisogna sborsare. Ragionando dal punto di vista finanziario, il peso è maggiore se la quota che si ha disposizione subito la si reinveste a tasso più basso rispetto a quello corrisposto alla finanziaria. Se ad esempio dal piano di rateizzazione risulta che il prossimo mese si pagano 100 euro più 1 euro di interesse e investendo quei 100 euro oggi a un mese si ottengono 0,5 centesimi, dal punto di vista finanziario si ha uno svantaggio. 

Ad ogni modo, acquistare a rate fa parte sempre dei finanziamenti cattivi perché si contrae un prestito senza farlo fruttare. Se poi si acquistano diversi prodotti di piccolo taglio a rate, si rischia di perdere il controllo della situazione e di venire sommerso dai debiti. Per questa ragione è sempre meglio comprare dilazionando il pagamento con piccoli importi solo oggetti costosi di cui non si può fare a meno.

 

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Redazione

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