Petrolio: reazione composta dopo i nuovi attacchi nello Stretto di Hormuz

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Notte di fuoco in Medio Oriente. Le fragili speranze di de-escalation si sono infrante contro una serie di nuovi scambi incrociati tra Stati Uniti e Iran, che hanno coinvolto anche le monarchie del golfo. Al picco di tensione si sono aggiunte le parole del presidente Usa, Donald Trump, che ha minacciato di colpire duramente l’Iran se un accordo non verrà raggiunto subito. Le borse asiatiche hanno registrato nelle loro contrattazioni i nuovi eventi bellici, così come i prezzi del petrolio e del gas naturale.

 

In questo articolo: 

 

  • Cosa è successo nello Stretto di Hormuz
  • Petrolio e gas naturale tornano a salire

 

Cosa è successo nello Stretto di Hormuz

Il confronto tra Stati Uniti e Iran si è riacceso nel corso della serata di ieri. Gli Usa hanno attaccato postazioni militare iraniane “per legittima difesa” come ha dichiarato il presidente Trump, in risposta alle aggressioni portate contro alcune navi nello Stretto di Hormuz. Trump ha accompagnato l’azione con minacce di attacchi molto più duri se l’Iran non firmerà un accordo in tempi brevi.

In risposta, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato la tregua un corso. A farne le spese anche gli Emirati Arabi Uniti, che hanno fatto sapere di aver intercettato un attacco proveniente dall’Iran.

 

Petrolio e gas naturale tornano a salire

Petrolio e gas naturale sono tornati a salire, come conseguenza dei nuovi scambi incrociati tra Stati Uniti e Iran. Dopo aver perso terreno nelle ultime due sedute, in particolare mercoledì, le due materie prime hanno guadagnato terreno. Il movimento è stato tuttavia controllato. La tesi è che il confronto in corso a livello diplomatico prosegua dietro le quinte. L’Iran tuttavia non ha finora risposto all’ultima proposta di accordo degli Stati Uniti.

In virtù di questa prospettiva il petrolio Brent ha riassorbito stamane parte dei rialzi accumulati nella serata di ieri. Dopo aver superato i 103,5 dollari al barile i prezzi si aggirano oggi nei pressi dei 100 dollari. Stesso movimento evidenziato anche dal petrolio Wti che, dopo essere salito fino a 97,7 dollari al barile oggi si attesta poco sopra i 95 dollari. Per quanto riguarda infine il gas naturale quotato al Ttf di Amsterdam, nella serata di ieri e nel corso della notte si è mantenuto sopra i 45 dollari, soglia nei pressi della quale ha aperto le contrattazioni oggi, con un rialzo superiore ai 2 punti percentuali.

Immagine di Redazione

Redazione

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