Piazza Affari: le 5 azioni italiane più esposte alla crisi Russia-Ucraina
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Piazza Affari: le 5 azioni italiane più esposte alla crisi Russia-Ucraina

Piazza Affari: le 5 azioni italiane più esposte alla crisi Russia-Ucraina

Che rapporto c’è tra Piazza Affari e la crisi tra Russia e Ucraina? La Borsa di Milano ha risentito come tutte gli altri mercati azionari internazionali delle tensioni sui Balcani, con vendite a mani basse delle azioni nel momento in cui è uscita la notizia che Vladmir Putin ha riconosciuto con atto pubblico le Repubbliche separatiste di Donetsk e Luhank. L’Italia è particolarmente coinvolta attraverso la crisi energetica che potrebbe aggravarsi con il degenerare della situazione. Le sanzioni che saranno comminate a Mosca da ora in avanti, in aggiunta a quelle già imposte, potranno scatenare ritorsioni dalla Federazione Russa in termini di fornitura di gas. E Roma è dipendente più di altri Paesi europei dalla materia prima che giunge da quelle parti.

In questo periodo infatti è in corso un grande dibattito in Italia per scongiurare l’eventualità che le città possano trovarsi improvvisamente a corto di energia. Al riguardo si discute della possibilità di riprendere le trivelle nel Mar Adriatico e di rispolverare il nucleare, accantonato insieme ad altri Paesi europei e mondiali dopo i fatti drammatici di Fukushima del 2011. Quindi le azioni direttamente interessate nel settore del gas naturale giocoforza verranno monitorati con attenzione nella Borsa italiana dagli investitori.

 

Piazza Affari: le azioni da seguire con la crisi in Ucraina

L’aggravarsi della crisi in Ucraina però non pone solamente il problema del gas, in realtà vi sono molte aziende i cui ricavi dipendono in maniera importante dalle attività esercitate in Russia. Vediamo al riguardo la classifica delle 5 aziende più esposte e l’andamento delle loro azioni.

 

Maire Tecnimont

Il titolo più esposto è Maire Tecnimont, che trae il 40% delle entrate e il 20% degli ordini da Mosca. Sono molti i progetti del gruppo energetico nella terra di Putin e recentemente la società si è aggiudicata un contratto di Engineering, Procurement e Contruction da 1,1 miliardi di euro da Rosneft per la realizzazione del complesso di Hydrocracking VGO presso il sito di produzione della Ryazan Refining Company, a 200 km a sud-est di Mosca. Le azioni in questo 2022 sono in calo di circa il 10%, dopo aver realizzato una performance del 77% negli ultimi 12 mesi.

 

Danieli

Al secondo posto troviamo Danieli, il cui fatturato prodotto in Russia oscilla tra il 10% e il 20% del totale. Il leader a livello mondiale di impianti siderurgici ha sofferto parecchio in questo 2022 a Piazza Affari, con le azioni che hanno perso circa il 20%, mentre nell’ultimo anno sono in rialzo di poco più del 29%.

 

Geox

In terza posizione si colloca Geox, con il 10% dei ricavi provenienti da Mosca. Il leader delle scarpe e dei capi d’abbigliamento casual è scivolato circa dell’8% in Borsa quest’anno, mentre nelle ultime 52 settimane ha realizzato una performance di quasi il 25%.

 

Pirelli

Al quarto posto si posiziona Pirelli, le cui vendite di pneumatici per auto, moto e biciclette sono dipendenti dalla Russia per circa l’8%. Le azioni in Borsa dal 1° gennaio del 2022 sono in calo del 7%, mentre dall’anno scorso di questi tempi hanno guadagnato il 19%.

 

Recordati

Al quinto posto vi è Recordati, con il 5% del fatturato che deriva dalle attività in Russia. Le azioni della multinazionale farmaceutica con sede a Milano hanno avuto un crollo quest’anno del 19%, che ha ridotto il guadagno degli ultimi 12 mesi al 5%.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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