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Politecnico di Torino: quanto costa la retta e come entrare

Il Politecnico di Torino

Nella classifica QS World University Rankings 2024 il Politecnico di Torino si è piazzato al 252° posto nel mondo e al 112° in Europa, entrando nel Top 17% e confermando gli ottimi risultati ottenuti negli anni passati nella graduatoria stilata dalla società di consulenza e ricerca educativa Quacquarelli Symonds. L’università tecnica fa registrare anche le migliori performance nell’indicatore Papers per Faculty: la 17° posizione su scala europea e la 2° in Italia. Con questi risultati, come funziona la selezione e quanto costa studiare al prestigioso ateneo piemontese?

 

Le modalità di selezione al Politecnico di Torino

Fondato nel 1859 e nato ufficialmente nel 1906, il PoliTo è un’università che richiede una solida base culturale e un’adeguata padronanza dei contenuti scientifici generali. È per questo motivo che l’ateneo subordina l’accesso al passaggio di una prova d’ammissione. Tutti i corsi sono a numero programmato con un limite massimo di posti disponibili, stabiliti di anno in anno dagli organi accademici.

Il test si chiama TIL (Test di Ingresso), si basa su domande a risposta multipla ed è previsto per le lauree in ingegneria, design e comunicazione e pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale e per il corso professionalizzante in tecnologie dell’industria manifatturiera. L’accesso ai corsi di laurea magistrale è libero, a eccezione della magistrale in Ingegneria della produzione industriale e dell’innovazione tecnologica e dei percorsi internazionali dei corsi in Physics of Complex Systems e Nanotechnologies for ICTs, il cui accesso è regolato da appositi bandi di ammissione.

Il TIL si struttura in quesiti di comprensione del testo, cultura generale, ragionamento logico e conoscenze acquisite nel percorso di studi superiori. Ogni corso di laurea ha poi nel test una serie di macro-argomenti, a seconda della materia: ad esempio, matematica e fisica per Ingegneria, cultura del progetto per Design e comunicazione, territorio e società per Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale. Nello specifico:

 

  • Ingegneria: 16 domande di matematica in 36 minuti, 10 di fisica in 22 minuti, 10 di comprensione del testo e logica in 20 minuti e 6 di conoscenze tecniche di base in 12 minuti;
  • Design e comunicazione: 12 domande di logica e matematica in 30 minuti, 12 domande di cultura generale in 24 minuti, 12 domande di cultura del progetto in 24 minuti e 6 domande di comprensione del testo in 12 minuti;
  • Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale: 12 domande di logica e matematica in 30 minuti, 12 domande di cultura generale in 24 minuti, 12 domande di territorio e società in 24 minuti e 6 domande di comprensione del testo in 12 minuti.

 

La risposta esatta produce 1 punto, la non data 0 punti e la sbagliata -0.25 punti. Il punteggio ottenuto è immediatamente visibile al termine della prova. Il test si può sostenere per un massimo di tre volte e solo una volta per sessione. L’iscrizione a un TIL avviene online sulla piattaforma Apply@PoliTo, registrando l’anagrafica personale e compilando l’application form. Il passaggio successivo è scegliere la data dell’esame (a seconda del periodo specifico di iscrizione) e il turno all’interno della giornata di test tra quelli disponibili nella procedura. L’iscrizione al test richiede il pagamento di un contributo di 50 euro, con carta di credito o avviso di pagamento MAV su piattaforma PagoPA.

 

Il periodo dei test e i tempi per prepararli

Gli esami d’ammissione al Politecnico di Torino si svolgono in presenza al LAIB (il laboratorio di informatica) della sede centrale in Corso Duca degli Abruzzi 24. Il calendario flessibile prevede diverse date a disposizione: nell’anno accademico 2023-2024, il 23 marzo, il 6 e 14 aprile, il 9 e 10 maggio, il 20 e 21 luglio, il 31 agosto e il 1° settembre. Viceversa, il TIL in remoto è riservato a studenti non comunitari residenti all’estero e ha date l’8 e il 16 marzo, il 19 e 20 aprile e il 24 e 30 maggio.

Naturalmente per allenarsi l’esame occorre una preparazione adeguata e le idee chiare, già al penultimo anno delle superiori. L’apertura delle immatricolazioni avviene nel mese di marzo e le graduatorie vengono pubblicate tra settembre e ottobre. In tal senso, il PoliTo ha attivo un ufficio di riferimento per ogni informazione sulle procedure, programma gli Open Days (o Salone dell’orientamento) per facilitare l’ingresso e l’orientamento e partecipa a fiere ed eventi nazionali e internazionali per fornire informazioni su iscrizioni, tasse, studio e vita universitaria.

 

I corsi di laurea presenti

L’offerta formativa del PoliTo si struttura in undici dipartimenti e quattro macro-aree: architettura, ingegneria, pianificazione territoriale e design. In totale, i corsi di laurea da tre anni accademici a tempo pieno per un totale di 180 crediti ECTS sono ventiquattro:

 

  • Architettura;
  • Civil and Environmental Engineering;
  • Design e comunicazione;
  • Design sostenibile per il sistema alimentare;
  • Ingegneria elettronica e delle comunicazioni;
  • Ingegneria aerospaziale;
  • Ingegneria biomedica;
  • Ingegneria chimica e alimentare;
  • Ingegneria civile;
  • Ingegneria dei materiali;
  • Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione;
  • Ingegneria dell’autoveicolo;
  • Ingegneria della produzione industriale;
  • Ingegneria edile;
  • Ingegneria elettronica;
  • Ingegneria energetica;
  • Ingegneria fisica;
  • Ingegneria gestionale;
  • Ingegneria informatica;
  • Ingegneria meccanica;
  • Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
  • Matematica per l’ingegneria;
  • Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale;
  • Tecnologie per l’industria manifatturiera.

 

I corsi di laurea magistrale di due anni e 120 crediti sono trentasette:

 

  • AgriTech Engineering;
  • Architettura costruzione città;
  • Architettura del paesaggio;
  • Architettura per il patrimonio;
  • Architettura per la sostenibilità;
  • Ingegneria dell’autoveicolo;
  • Ingegneria civile;
  • Communications Engineering;
  • Cybersecurity;
  • Data Science and Engineering;
  • Design sistemico;
  • Digital Skills for Sustainable Societal Transitions;
  • Economia dell’ambiente, della cultura e del territorio;
  • Geografia e scienze territoriali;
  • Georesources and Geoenergy Engineering;
  • ICT for Smart Societies (ICT per la società del futuro);
  • Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy;
  • Ingegneria aerospaziale;
  • Ingegneria biomedica;
  • Ingegneria chimica e dei processi sostenibili;
  • Ingegneria dei materiali per l’industria 4.0;
  • Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione;
  • Ingegneria della produzione industriale e dell’innovazione tecnologica;
  • Ingegneria edile;
  • Ingegneria elettrica;
  • Ingegneria elettronica;
  • Ingegneria energetica e nucleare;
  • Ingegneria gestionale;
  • Ingegneria informatica;
  • Ingegneria matematica;
  • Ingegneria meccanica;
  • Ingegneria meccatronica;
  • Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
  • Nanotecnologie per le ICT;
  • Physics of Complex Systems (Fisica dei sistemi complessi);
  • Pianificazione urbanistica e territoriale;
  • Quantum Engineering.

 

La didattica è completata dai corsi di Dottorato di ricerca e i Master e corsi di formazione permanente. Tra i Master post-laurea di secondo livello spiccano quelli di Ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali, Manufacturing 4.0, InfraBiManager, Quantum Communication and Computing e HumanAIze.

 

Il costo annuo della retta

Studiare al Politecnico di Torino è come farlo al Politecnico di Milano: ormai non proprio per tutte le tasche. Le rate da pagare sono due:

 

  • la prima è il contributo onnicomprensivo variabile in base al tipo di iscrizione (tempo parziale o tempo pieno) e alla fascia di contribuzione, che per chi si immatricola (o si iscrive ad un corso di laurea fino alla quinta volta) ha un importo di 2.601 euro all’anno;
  • la seconda è di 161 euro, ovvero la tassa regionale per il diritto allo studio universitario EDISU (140 euro), l’imposta di bollo da 16 euro e l’assicurazione infortuni da 5 euro.

 

Come tutte le università, il Politecnico prevede agevolazioni economiche e borse di studio per reddito e merito, oltre a collaborazioni part-time, contributi per la mobilità e la cultura, premi di laurea e concorsi di idee. Le borse sono tantissime e assegnate da associazioni, fondazioni, enti, dipartimenti e prestigiose società come GE Aviation, Mediobanca e Amazon.

 

Gli altri costi da sostenere

Per un fuorisede la scelta del PoliTo dipende dal corso che preferisce, dalla retta da pagare e dai costi di vita. Iscriversi al Politecnico non significa soltanto accedere all’offerta formativa dell’ateneo, ma anche entrare nella comunità che si snoda sul territorio del capoluogo piemontese. I living costs in tal senso non sono bassi: in media per vitto e alloggio, libri, computer, trasporti e vita sociale a Torino si spende tra i 600 e i 900 euro al mese. Facendo una media tra 750 euro di living costs al mese sommati alla retta minima, una matricola al primo anno spende sugli 11.000 euro per vivere a Torino e studiare all’ateneo.

Il Politecnico, tuttavia, offre numerosi servizi e opportunità come mense, biblioteche, associazioni sportive e culturali, servizi di orientamento professionale, un centro linguistico d’eccellenza e centinaia di destinazioni per la mobilità internazionale. In aggiunta, per chi vuole tentare un’alternativa alla ricerca di una stanza o di un appartamento in affitto, ci sono le residenze universitarie pubbliche. Nelle strutture gestite dall’EDISU, i posti sono assegnati per concorso, sulla base di requisiti di reddito e di merito. Le altre residenze che appartengono al Politecnico, come la Carlo Mollino e la Cesare Codegone, sono gestite da un concessionario che determina le tariffe agevolate. Altrimenti ci sono il collegio universitario Renato Einaudi e il Camplus Bernini della fondazione CEUR: sia all’Einaudi che al Bernini si entra in base a graduatorie di merito.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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