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Previdenza complementare: 20 anni sprecati, da dove ripartire

Nell'immagine le miniature di due anziani in mezzo a pile di monete e una scritta: "Fondo pensione"

A 20 anni dall’introduzione in Italia della previdenza complementare, con il Decreto legislativo 252 del 5 dicembre 2005, e a oltre 30 dalla nascita dei fondi pensione, una ricerca svolta da Talents in Motion certifica il fallimento non tanto dello strumento in sé, quanto della capacità di comunicarlo al grande pubblico. Dopo quattro lustri, infatti, il tasso di adesione degli italiani alla previdenza complementare si ferma al 36,2% secondo le rilevazioni più recenti di Covip, contro le percentuali ben più elevate di altri Paesi europei, come la Germania sopra all’80%.

La presentazione del progetto Previverso di Arca Fondi SGR in collaborazione con Talents in Motion è stata l’occasione per tornare a discuterne e capire perché un tema così importante non abbia ancora fatto breccia nella maggioranza degli italiani, soprattutto tra i giovani.

 

Previdenza complementare, sconosciuta ma apprezzata

Talents in Motion, iniziativa di responsabilità sociale aziendale focalizzata nell’attrarre talenti in Italia, ha coinvolto nella sua ricerca 1.482 giovani adulti dei quali il 71% tra 25 e 30 anni, il 19% con oltre 30 anni e il 10% con un’età tra i 20 e i 25 anni. I risultati dello studio sono netti:

 

  • Il 56% degli interpellati non ha idea di cosa sia la previdenza complementare; il 25% ha un’idea vaga e solo il 19% la conosce;
  • I vantaggi sono noti solo al 14% del campione;
  • L’84% dei partecipanti non ha aderito ad alcun fondo pensione;
  • L’88% non conosce i vantaggi fiscali, economici e retributivi dei fondi aperti e l’84% non sa che i versamenti alla previdenza complementare possono essere fiscalmente dedotti.
Nell'immagine, una delle risposte al sondaggio di Talent in Motion. Solo 19 intervistati su 100 conoscono la previdenza complementare
La previdenza complementare è quasi sconosciuta ai giovani italiani – Fonte: Talent in Motions

Davanti a cifre simili si deve parlare di fallimento. Ma fallimento di chi? La previdenza complementare in sé, infatti, è apprezzata sia da chi vi ha aderito, sia da chi riceve un’adeguata e semplice spiegazione del suo funzionamento, dei suoi obiettivi e dei suoi vantaggi.

Sono sempre le risposte dello studio di Talents in Motion a dimostrarlo. Tra chi già conosce la previdenza complementare il tasso di adesione sale all’83%. Mentre quelli che non la conoscevano prima del sondaggio hanno dichiarato di volerla prendere in considerazione (86%) dopo aver ricevuto adeguate e semplici spiegazioni. Nel complesso, il 94% dei giovani adulti vuole saperne di più e il 96% ritiene che sia un importante leva di welfare su cui le aziende possono puntare per attirare o trattenere talenti.

“È la prova dell’enorme potenziale di cambiamento generato dall’informazione. La conoscenza non solo apre porte ma spinge a varcarle. Bastano poche e chiare informazioni pertinenti per fare scelte corrette e consapevoli per il futuro finanziario di lungo termine dei giovani” ha commentato Patrizia Fontana, presidente e fondatrice di Talents in Motion.

Tuttavia l’informazione e la formazione hanno mancato il bersaglio, ha sottolineato Francesco Rotondi, giuslavorista e consigliere esperto del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro: “L’errore che abbiamo fatto è che abbiamo trascurato la narrazione, portando avanti solo statistiche e numeri”. Inoltre “siamo stati negligenti. L’Italia non è un Paese ignorante, ma è negligente – ha proseguito – e la politica solo ora si sta accorgendo che si tratta di un problema grave con cui bisogna fare i conti. Finora si è preferito delegarne la soluzione al privato o a un mix di privato e pubblico”.

 

È il momento che le istituzioni si muovano

Nasce nel contesto descritto l’iniziativa di Arca Fondi SGR e Talents in Motion, il cui obiettivo è stato spiegato da Ugo Loeser, amministratore delegato della società di risparmio gestito: “Con Previverso ci impegniamo a fornire ai giovani gli strumenti e le conoscenze necessarie per navigare con sicurezza nel mondo della previdenza, promuovendo al contempo un dialogo costruttivo tra le aziende, le istituzioni accademiche e le istituzioni pubbliche”.

Previverso è un laboratorio di idee sulle tematiche della previdenza complementare che riunirà 15 esperti provenienti da varie discipline e sarà suddiviso in tre momenti fondamentali, il PreviTank, il PreviEdu e il Previverso Day.
Il primo è un forum itinerante che inizierà con l’appuntamento di Rapallo il 10 maggio e toccherà poi altre due località. Vi parteciperanno accademici, imprenditori, amministratori delegati, specialisti in risorse umane, rappresentanti sindacali ed esperti di settore con l’obiettivo di sviluppare più tavoli di lavoro da cui nascano soluzioni concrete da proporre alle istituzioni.

PreviEdu è invece il ramo di Previverso dedicato all’educazione previdenziale e si svolgerà in una serie di incontri che coinvolgerà oltre 50 aziende e 10 università in tutta Italia. Numeri piccoli ma, come ha ribadito Patrizia Fontana “con l’obiettivo di accrescerli man mano che il progetto si svilupperà”.

Sarà infine in un incontro annuale, il Previverso Day – per il 2024 in calendario il 6 novembre a Roma – che verranno tratte le conclusioni del lavoro svolto nel corso dell’anno e ci si confronterà con istituzioni e mondo imprenditoriale per definire le linee strategiche per lo sviluppo della cultura della previdenza tra i giovani.

“Con Previverso vogliamo tentare una strada diversa per sviluppare la previdenza complementare in Italia – ha sottolineato Loeser -. Il nostro ruolo nella gestione dei risparmi degli italiani ci impone di essere parte attiva di questo cambiamento. Abbiamo scelto di farlo focalizzandoci sulle soluzioni e non sul problema che è noto a tutti. Il nostro obiettivo non è chiedere ulteriori agevolazioni fiscali allo Stato ma sensibilizzare le istituzioni perché ancora molto si può fare con semplici interventi legislativi. Infine, abbiamo deciso di focalizzarci sui giovani, quelli che il problema ancora non lo percepiscono perché l’età della pensione è ancora troppo lontana”.

 

Previdenza complementare verso l’obbligatorietà?

“L’adesione alla previdenza complementare è libera e volontaria” recita l’articolo 1, secondo comma, del Decreto legislativo 252/2005 che ha introdotto la previdenza complementare. Chissà se in futuro le ultime tre parole verranno sostituite dal termine “obbligatoria”.

L’obbligatorietà delle pensioni integrative è un tema che rimane in uno dei cassetti più remoti della politica, appena sfiorato e poi subito accantonato. E anche se, secondo Rotondi “non ci sono muri che non si possono abbattere”, l’argomento è argomento difficile da affrontare perché “tocca sensibilità politiche diverse”.

Eppure, come ha sottolineato Loeser “obbligatorietà già esistono nella nostra vita, come per esempio le polizze di responsabilità civile. In alcuni Paesi la previdenza complementare è già obbligatoria”. Il richiamo alle responsabilità delle istituzioni appare netto, perché l’assetto della previdenza italiana va rivisto, va aggiornato, va semplificato. “Gli interventi possono riguardare diversi ambiti come quello della trasparenza tra le varie categorie dei fondi pensioni, la semplificazione dei documenti e dei linguaggi, la revisione del contributo datoriale. Oggi – conclude l’amministratore delegato di Arca Fondi SGR – possiamo ben vedere quanto sia stato trascurato e accantonato il tema della previdenza complementare nel fatto che i versamenti siano deducibili dal reddito fino alla soglia dei 5.164,57 euro, una soglia mai aggiornata e che rappresenta solo la conversione in euro dei vecchi 10 milioni di lire”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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