Quanto guadagnano deputati e senatori? Gli stipendi dei parlamentari
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Quanto guadagnano deputati e senatori? Gli stipendi dei parlamentari

Quanto guadagnano deputati e senatori? Gli stipendi dei parlamentari

Quanto guadagnano deputati e senatori? A quanto ammontano gli stipendi dei parlamentari? Giovedì 13 ottobre 2022, a diciotto giorni dalle Elezioni politiche del 25 settembre, si è aperta la 19° legislatura della Repubblica Italiana. L’atto formale d’avvio è stata la convocazione di Camera e Senato per l’elezione dei nuovi presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama. I successori di Roberto Fico ed Elisabetta Casellati sono Lorenzo Fontana della Lega e Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia. I passaggi successivi sono la costituzione dei gruppi parlamentari con la nomina dei rispettivi capigruppo, le consultazioni al Quirinale e la formazione del governo.

La grossa novità della 19° legislatura è il numero ridotto di parlamentari. A seguito del referendum del 20 e 21 settembre 2020 che ha confermato la riforma costituzionale degli articoli 56, 57 e 59, i deputati sono passati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Ma quanto incide davvero questo taglio sulle casse dello Stato? Secondo i primi calcoli effettuati dal Collegio dei questori, si prevede un risparmio di 54 milioni di euro all’anno, quindi 270 milioni a legislatura. Tuttavia, non è semplice calcolare il “costo” preciso di ogni singolo parlamentare. Il motivo? La divisione tra stipendio, diaria e indennità.

 

Quanto guadagnano deputati e senatori?

L’indennità parlamentare è prevista dall’articolo 69 della Costituzione per un importo complessivo di 16.160,58 euro lordi al mese. Alla Camera, con l’introduzione nel corso degli anni di varie misure di contenimento della spesa pubblica, lo stipendio dei deputati è stato tagliato fino ad un importo di 10.435 euro lordi al mese per 12 mensilità. Questa cifra scende a 9.975 euro lordi nel caso in cui il parlamentare svolge un lavoro per il quale percepisce un reddito uguale o superiore al 15% dell’indennità.

Al netto, invece, lo stipendio dei deputati è pari a 5.269,04 euro al mese, ai quali vanno sottratti l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali (a seconda del domicilio fiscale del deputato), le ritenute assistenziali per l’assistenza sanitaria integrativa e previdenziali per la pensione e l’assegno di fine mandato. In media, l’importo mensile dell’indennità parlamentare è quindi di circa 5.000 euro netti e di circa 4.750 euro per i deputati che hanno l’indennità a 9.975 euro lordi per la loro professione.

Oltre all’indennità parlamentare, gli stipendi dei deputati prevedono una diaria (per le spese di soggiorno a Roma) e i rimborsi delle “spese per l’esercizio del mandato” (ovvero le uscite connesse alla loro funzione: collaboratori, consulenze, ricerche, gestione dell’ufficio, convegni e così via), delle spese telefoniche, di trasporto e di viaggio. Senza considerare la pensione, adesso non più un assegno vitalizio ma basata sul sistema di calcolo contributivo.

La diaria ammonta a 3.503,11 euro al mese e viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato (in caso di votazioni in Parlamento) e fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute di Giunte, Commissioni (permanenti e speciali, bicamerali e d’inchiesta), Comitato per la legislazione, delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali.

Il rimborso delle “spese per l’esercizio del mandato” era fissato inizialmente a 4.190 euro; in seguito, è stato ridotto a 3.690 euro e il taglio è confermato almeno fino al 31 dicembre 2024. Questo rimborso viene erogato direttamente al parlamentare. Se però il deputato decide di avvalersi di collaboratori, l’intera quota (o il 50% o il 75%) può andare a uno o due assistenti e sono la Camera e il Senato a provvedere al pagamento diretto di stipendio ed oneri fiscali e previdenziali dei collaboratori.

Le spese di trasporto e di viaggio dei deputati sono a carico delle casse dello Stato. I parlamentari usufruiscono infatti di tessere speciali che consentono loro di viaggiare in autostrada, sui treni, in nave e in aereo per gli spostamenti di lavoro sul territorio nazionale. Lo stesso vale per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto utilizzato per i collegamenti con Roma: il rimborso è di 3.323,70 euro trimestrali se la distanza da percorrere è pari o inferiore a 100 km e di 3.995,10 euro trimestrali se la distanza supera i 100 km. Infine, il rimborso per le spese telefoniche è di 1.200 euro all’anno. Sommando l’indennità, la diaria e i rimborsi, lo stipendio complessivo dei deputati è di 13.401,10 euro al mese.

 

La tabella degli stipendi dei parlamentari italiani

Questo grafico messo a disposizione dal sito ufficiale della Camera dei deputati illustra i ridimensionamenti progressivi degli stipendi dei parlamentari italiani dal 2005 al 2022. Il 2006 è stato il primo anno in cui l’indennità mensile è stata ridotta da 12.434,32 euro lordi a 11.703,64 euro. L’ultima riduzione, quella che ha condotto ai parametri attualmente in vigore, è stata varata ormai dieci anni fa, nel 2012.

L'evoluzione degli stipendi dei deputati dal 2005 ad oggi
L’evoluzione degli stipendi dei deputati dal 2005 ad oggi (foto: Camera dei deputati)

 

Per quanto riguarda il Senato, le cifre degli stipendi di questi parlamentari sono leggermente superiori a quelle della Camera. L’indennità dei senatori è di 10.385,31 euro lordi mensili, una quota che si riduce a 10.064,77 euro per i senatori che svolgono un’attività lavorativa.

Al netto delle ritenute fiscali, dei contributi per l’assistenza sanitaria e per la pensione di fine mandato, lo stipendio dei senatori è di 5.304,89 euro mensili (5.122,19 per chi lavora). Come per i deputati, scalando le addizionali all’IRPEF, l’indennità netta mensile al Senato è di circa 5.000 euro netti al mese.

I rimborsi di spesa dei senatori sono simili a quelli dei deputati: una diaria di 3.503,11 euro al mese (con decurtazioni per le assenze), due quote di 2.090 euro (una mensile sottoposta a rendicontazione quadrimestrale e un’altra sempre mensile ma erogata forfetariamente) per le “spese per l’esercizio del mandato” e 1.650 euro di rimborso per le spese generali, che sostituisce e assorbe le spese di viaggio e telefoniche. Non mancano pure in questo caso le tessere per i trasporti su autostrade, aerei, treni e navi.

Calcolando l’indennità, la diaria e i rimborsi, lo stipendio complessivo dei senatori è di 14.331,10 euro al mese.

 

Lo stipendio di un senatore a vita

I senatori a vita sono gli ex Presidenti della Repubblica e i “cittadini illustri” di nomina presidenziale che hanno ricevuto questo carica per i loro “altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Nella 19° legislatura sono sei: l’ex Presidente Giorgio Napolitano e i senatori a vita di nomina presidenziale Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Liliana Segre. Nel loro caso, l’indennità è la stessa di un normale senatore: 5.304,89 euro netti al mese (senza considerare ritenute e addizionali all’IRPEF da sottrarre) che scende a 5.122,19 euro per chi ha già un reddito da lavoro uguale o superiore al 15% dell’indennità. A questo stipendio bisogna aggiungere la diaria di 3.503,11 euro mensili e i vari rimborsi di spesa.

 

Quanto guadagna un collaboratore parlamentare

Dipende da diversi fattori, su tutti il numero di ore di lavoro. In media, si calcola che un collaboratore parlamentare ha uno stipendio di 1.200 euro al mese, che può scendere tra 500 e 900 euro se assiste il proprio parlamentare con una disponibilità inferiore a quella h24. Al Senato c’è un minimo sindacale per gli assistenti pari a 375 euro, mentre questo limite non esiste alla Camera.

Proprio per contrastare i contratti opachi e le paghe da fame che alcuni deputati offrono ai loro collaboratori, il nuovo regolamento di Montecitorio introdotto nell’ottobre del 2022 prevede che gli assistenti siano pagati direttamente dalla Camera (come avviene al Parlamento europeo) con i fondi già previsti dalle spese per l’esercizio del mandato e tre tipologie diverse di contratti utilizzabili. Per adesso il nuovo regolamento riguarda soltanto la Camera. Al Parlamento europeo i collaboratori hanno stipendi più alti dei loro omologhi italiani: in media 1.700 euro, con un massimale di 8.519 euro mensili per gli assistenti accreditati italiani, come si può leggere qui.

 

Quanto guadagna un europarlamentare italiano?

L’indennità degli europarlamentari è di 9.166,30 euro lordi al mese, che con l’imposta dell’Unione europea e i vari contributi assicurativi diventa di 7.146,11 euro netti mensili. Come specifica l’Europarlamento, “gli Stati membri possono inoltre assoggettare tale retribuzione alle imposte nazionali” e la retribuzione di base “è fissata al 38,5% della retribuzione di base di un giudice della Corte di giustizia dell’Unione europea”.

Al pari dei parlamentari nazionali, i deputati al Parlamento europeo percepiscono una diaria e i vari rimborsi. L’indennità per le spese generali di mandato ammonta a 4.778 euro al mese. Le spese di viaggio per le sedute di voto a Bruxelles e Strasburgo sono coperte completamente dall’Europarlamento: i deputati “hanno diritto al rimborso del costo effettivo dei biglietti” di aereo e treno. Per gli spostamenti al di fuori o all’interno dello Stato membro di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali, il rimborso delle spese di viaggio e di alloggio è di 4.716 euro all’anno.

In aggiunta, il Parlamento europeo versa ai propri deputati un’indennità forfettaria di 338 euro al giorno nei periodi di attività parlamentare per coprire tutte le altre spese, dimezzata se il deputato partecipa a meno della metà delle votazioni per appello nominale. Infine, gli europarlamentari possono scegliere fino a cinque assistenti personali (accreditati, locali, tirocinanti) e l’importo massimo disponibile per i loro stipendi è pari a 25.442 euro al mese.

Facendo un calcolo di indennità (al netto di quella giornaliera forfettaria), diaria e rimborsi, lo stipendio complessivo degli europarlamentari italiani è di 12.317,11 al mese.

 

Quanto guadagna un commesso del Parlamento italiano

I commessi parlamentari sono gli assistenti e gli addetti all’aula, i segretari e gli operatori tecnici che svolgono diverse mansioni delicate: la gestione delle Camere, dei piani e degli uffici parlamentari, il controllo della sicurezza, i servizi automobilistici. Il loro trattamento economico e previdenziale è stabilito dai Regolamenti interni degli Uffici e del personale di Camera e Senato. In media, per la natura fiduciaria del ruolo e per l’ingresso con superamento di un concorso pubblico, lo stipendio di un commesso oscilla tra un minimo di 1.700 euro e un massimo di 6.000 o 7.000 euro netti mensili, più indennità e benefit. Il range varia a seconda degli anni di esperienza.

 

Quanto guadagna il Presidente della Repubblica?

Chiudiamo questo focus dedicato agli stipendi dei parlamentari italiani parlando della carica più alta dello Stato. Il Presidente della Repubblica percepisce 239.000 euro lordi all’anno. L’indennità annua del Presidente del Consiglio è invece di 114.000 euro lordi (80.000 euro netti), pari a uno stipendio mensile di 6.700 euro. I ministri politici, ovvero i deputati eletti in Parlamento e nominati dal premier quando quest’ultimo accetta dal Presidente della Repubblica l’incarico di formare un governo, non percepiscono il doppio salario: rimangono con il normale stipendio da senatore o da deputato. I ministri tecnici, ossia le personalità indipendenti non elette in Parlamento che vengono nominate dal Presidente del Consiglio per le loro competenze specialistiche, hanno uno stipendio mensile di 9.203,54 euro lordi, pari a 4.500 euro netti.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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