Radiazione dall'albo dei consulenti finanziari: quando scatta e perché
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Radiazione dall’albo dei consulenti finanziari: quando scatta e perché

Donna vittima della radiazione dall'albo dei consulenti finanziari

Si può andare incontro alla radiazione dall’albo dei consulenti finanziari? Se sì, perché e da chi viene imposta? Sono queste le tre domande principali alle quali risponde direttamente l’art.180 della delibera Consob 20307/2018.

Identificata come la sanzione più severa tra quelle previste e indicate dall’art.196 del TUF la radiazione dall’albo dei consulenti finanziari è senza dubbio l’“ultima spiaggia” considerata dall’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari, ma non per questo la più remota. Non è un caso, infatti, se solamente lo scorso ottobre, tanto per fare un esempio, ne sono state imposte ben 5 (a settembre erano state 4).

 

I motivi della radiazione dall’albo dei consulenti finanziari

Partendo dal presupposto che, come per le altre sanzioni e professioni, la radiazione dall’albo dei consulenti finanziari viene imposta in seguito alla conclusione del procedimento sanzionatorio (che ne attesti la colpevolezza) e sulla base di una serie di svariati motivi identificati appunto dall’art.180 della delibera Consob 20307/2018.

Quest’ultimo, tra l’altro, è importante precisare che differenzia le sanzioni previste per un consulente autonomo o per la società finanziaria da quelle previste per un consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede. Proprio per questo, andiamo a vedere nel dettaglio quando e perché scatta la radiazione dall’albo dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede:

 

  • acquisizione, anche temporanea, della disponibilità di somme o di valori di pertinenza del cliente o potenziale cliente;
  • contraffazione della firma del cliente o del potenziale cliente su modulistica contrattuale o altra documentazione relativa a operazioni del medesimo poste in essere;
  • comunicazione o trasmissione al cliente o potenziale cliente, all’intermediario, all’Organismo o alla Consob di informazioni o documenti non rispondenti al vero;
  • sollecitazione all’investimento effettuata in violazione delle disposizioni;
  • violazione della disposizione che prevede che l’attività di consulente sia svolta esclusivamente nell’interesse di un solo soggetto;
  • offerta fuori sede o promozione e collocamento a distanza per conto di soggetti non abilitati;
  • perfezionamento di operazioni non autorizzate dal cliente o dal potenziale cliente, a valere sui rapporti di pertinenza di quest’ultimo o comunque al medesimo collegati;
  • violazione dell’obbligo di prestare la collaborazione necessaria al fine di consentire all’Organismo lo svolgimento delle proprie funzioni
    requisiti di onorabilità e professionalità previsti per il conseguimento e il mantenimento dell’iscrizione all’Albo e dell’obbligo di rispondere alle richieste dell’Organismo di comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti;
  • inosservanza dei provvedimenti di sospensione adottati dall’OCF.

 

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