Regime dichiarativo: cos'è e come funziona la tassazione delle rendite finanziarie
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Regime dichiarativo: cos’è e come funziona la tassazione delle rendite finanziarie

Regime dichiarativo: cos'è e come funziona nella tassazione delle rendite finanziarie

Il regime dichiarativo fa parte di uno dei modelli di tassazione delle rendite finanziarie, insieme al regime del risparmio amministrato e a quello del risparmio gestito. La differenza fondamentale rispetto agli altri due sistemi consiste nel fatto che nel regime dichiarativo tutti gli adempimenti fiscali sono a carico del contribuente e non di un intermediario che svolge tutto il compito burocratico. Entriamo quindi nei dettagli e cerchiamo di capire come funziona tale meccanismo, nonché quando conviene e quando non utilizzare tale regime fiscale.

 

Regime dichiarativo: definizione e caratteristiche

Il regime dichiarativo comporta che i proventi percepiti dai redditi diversi verranno accreditati al lordo da parte dell’intermediario. Sarà poi compito del percettore portare in dichiarazione dei redditi l’importo, compilando il quadro RT del modello Unico e applicando l’imposta sostitutiva del 26%. Le plusvalenze saranno conteggiate, ai fini dichiarativi, applicando il metodo LIFO (Last in First Out), ossia ultimo ad entrare primo a uscire. Per quanto riguarda i redditi di capitale, essi verranno assoggettati a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva. In alternativa, possono essere portati in dichiarazione come i redditi diversi. Nel caso le operazioni finanziarie abbiano generato perdite o minusvalenze, esse possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze ottenute nei quattro successivi periodi di imposta.

Il regime dichiarativo è considerato quello ordinario, a differenza di quello amministrato e gestito che sono opzionali. Quindi sta al contribuente in sede di firma del contratto con l’intermediario o, se ciò non è stato fatto, successivamente ma prima dell’inizio del periodo di imposta, esercitare l’opzione. Questo vale per i soggetti residenti, perché per quelli non residenti gli intermediari applicano il regime amministrato anche senza che l’opzione sia stata esercitata, fermo restando che il contribuente potrà optare per la rinuncia già dalla prima operazione successiva.

 

Vantaggi e svantaggi

Il regime dichiarativo presenta degli aspetti positivi che lo fanno preferire rispetto ad altri modelli, ma anche elementi negativi per cui potrebbe essere deciso di evitarlo.

Tra i vantaggi possono essere enunciate:

 

  • la possibilità di versare le imposte in maniera autonoma l’anno successivo a quello in cui si manifestano i proventi dai redditi diversi;
  • la facoltà di dedurre dalle plusvalenze le minusvalenze realizzate successivamente purché nello stesso periodo di imposta;
  • l’opzione di compensare plusvalenze e minusvalenze con riguardo a rapporti intrattenuti con diversi intermediari.

 

Nel novero degli svantaggi sono incluse:

 

  • la perdita dell’anonimato da parte del contribuente nei confronti del Fisco, dal momento che vi si attribuisce il compito di denunciare i redditi diversi percepiti in sede di dichiarazione dei redditi e di determinarne l’imposta da versare;
  • l’impossibilità di compensare i redditi diversi con i redditi di capitale;
  • la compensazione delle minusvalenze avviene nei quattro periodi d’imposta successivi ma a condizione di aver realizzato plusvalenze;
  • la sottoposizione del contribuente agli obblighi di monitoraggio fiscale.

 

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