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Rinnovo PostePay: un tutorial semplice

La validità di una carta PostePay, di qualunque tipo essa sia, è pari a 5 anni. La data di scadenza è riportata sulla parte frontale della carta: sono il mese ed anno che si leggono accanto a “valid thru”. Ma cosa bisogna fare quando la carta sta per scadere? Come ci si deve comportare? Dopo aver visto come ricaricare la prepagata, ecco un tutorial semplice con tutto quello che c’è da sapere sul rinnovo di una delle carte più diffuse ed utilizzate dagli italiani.

 

Cosa succede quando scade la PostePay?

Dipende dalla tipologia di PostePay. Quando la Standard sta per scadere o è già scaduta, è possibile rinnovarla a partire da 2 mesi prima e fino a 18 mesi dopo la data di scadenza. L’operazione fondamentale quando si procede alla richiesta di rinnovo e la carta arriva a casa, è attivarla: chiamando il call center; online dalla propria area personale; andando in un ufficio postale con un documento di riconoscimento valido. Al momento dell’attivazione, il credito residuo della vecchia carta viene trasferito direttamente e gratuitamente sulla nuova.

Nel caso della Evolution, alla scadenza la carta si rinnova automaticamente e il cliente la riceve direttamente all’indirizzo di domicilio che ha comunicato in fase di sottoscrizione. Anche in questa situazione, la carta nuova non è attiva e va attivata. Un caso a parte è quello della Green, la prepagata sostenibile dedicata a ragazzi e ragazze dai 10 ai 17 anni. Questa carta non può essere rinnovata. Alla scadenza il genitore può richiederne una seconda in ufficio postale. Quando invece il titolare diventa maggiorenne, la carta rimane attiva e se ne può prendere il pieno controllo oppure passare ad un altro tipo di PostePay.

In tutti i tipi di PostePay, la carta nuova eredita la configurazione della precedente. In particolare, il PIN non cambia al momento della sostituzione per rinnovo e si può continuare ad usarlo per pagamenti, prelievi e bonifici.

 

Quanto costa rinnovarla?

Rinnovare la PostePay non costa niente: il rinnovo, l’attivazione e il trasferimento del credito residuo sono completamente gratuiti.

 

Quanto tempo ci vuole per la nuova carta?

In media, la nuova carta viene inviata all’indirizzo di domicilio indicato in fase di sottoscrizione in circa 10 giorni lavorativi dal momento della richiesta.

 

Chi bisogna contattare?

Per il rinnovo PostePay bisogna contattare telefonicamente il servizio clienti di BancoPosta e di PostePay al numero verde gratuito 800 003322. È possibile procedere al rinnovo anche online ma soltanto se si ha abilitato il numero di cellulare associato alla carta: in questo caso, si può procedere direttamente nella propria area personale. Una volta fatto l’accesso, il sistema fornisce un link per richiedere il rinnovo digitale.

Infine, c’è il metodo più “vecchio” e tradizionale: andare di persona in un ufficio postale. Consegnando la carta scaduta e un documento d’identità in corso di validità, l’operatore ritira la vecchia e consegna la nuova carta già attiva.

 

I soldi in giacenza vengono trasferiti sulla nuova carta?

, i soldi che sono in giacenza sulla vecchia carta vengono trasferiti automaticamente sulla nuova non appena si procede all’attivazione.

 

Per la PostePay Evolution l’IBAN cambia?

La PostePay Evolution sta conoscendo una rapida diffusione proprio perché essendo dotata di IBAN, permette di attivare l’accredito dello stipendio o della pensione direttamente sulla carta, disporre e ricevere bonifici, domiciliare le utenze e pagare i bollettini. Come il PIN, pure l’IBAN della Evolution non cambia con il rinnovo. Chi rinnova la PostePay Evolution può mantenere lo stesso codice IBAN che è associato alla carta. L’unico dato che cambia con il rinnovo è il numero della carta.

A volte può succedere di ricevere la nuova carta ma con i primi numeri della prima metà dell’IBAN diversi. In questa situazione, niente paura: l’IBAN è lo stesso per tutte le PostePay Evolution stipulate dopo il 1° ottobre 2018. Anche se è diverso, alla fine l’IBAN non cambia e rimane sempre lo stesso. Quindi anche se sulla carta risulta differente da quello vecchio, entrambi gli IBAN funzionano in ugual modo perché il conto è lo stesso. Per le operazioni successive all’attivazione, conviene dare sempre l’IBAN nuovo, ma se si hanno degli accrediti sul vecchio non ci sono problemi: arrivano senza alcuna difficoltà.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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