Risparmiatori italiani impreparati per affrontare il nuovo mondo

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Gli italiani continuano a essere grandi risparmiatori ma piccoli investitori, troppo piccoli. Il contesto di crescente incertezza economica e finanziaria non gli è certo d’aiuto. Purtroppo (per gli italiani) proprio il cambiamento in corso a livello globale, sia in termini geopolitici, che commerciali e finanziari, richiederebbe un cambio di passo. Con Nicola Ronchetti, fondatore e amministratore delegato di Finer, Borsa&Finanza ha cercato i rispondere alla domanda se il risparmiatore italiano sia pronto ad affrontare la nuova era. Parrebbe di no, vista la fotografia scattata da Ronchetti a un sistema ancora bloccato: molta liquidità erma e poca pianificazione.   In questo articolo:   

  • La scarsa consapevolezza dei risparmiatori
  • Il ruolo decisivo della consulenza
  • Prodotti, bisogni, complessità crescente
  • Il modello futuro

 

La scarsa consapevolezza dei risparmiatori

Nicola Ronchetti, fondatore di Finer
Nicola Ronchetti, Finer

Il quadro è stabile, per non dire immobile: “Il 57% degli italiani risparmia e il 30% investe” chiarisce subito l’esperto. Oltre la metà degli italiani pensa di poter contare sulla pensione pubblica, quota che, sorprendentemente “arriva al 70% tra i giovani”. Insomma, non ci siamo proprio. Sono numeri che raccontano persone abituate a un mondo che appartiene al passato, nemmeno al presente, figuriamoci al futuro. Tra chi investe, emerge un altro limite strutturale: l’assenza di pianificazione. “Il 35% non sa per quanto tempo investire e circa la metà si muove su orizzonti inferiori ai cinque anni”, segno di una visione troppo corta. Anche le modalità operative restano fragili e ancorate a passato: “Molti investono in modo occasionale, senza regolarità né strategia” afferma Ronchetti, che prosegue: “È assente un orizzonte temporale, non c’è una pianificazione”. In un contesto segnato dalla maggiore durata della vita attesa e da un futuro previdenziale incerto, questa fragilità rischia di essere fatale.  

Il ruolo decisivo della consulenza

L'immagine dell'articolo pubblicato sullo Speciale Borsa&Finanza 2026Per fortuna i consulenti finanziari sembrano essere più preparati all’impatto del nuovo mondo in gestazione. La consulenza finanziaria diventa un fattore chiave. Almeno questo gli italiani lo riconoscono: “L’80% dice di aver bisogno di qualcuno che li guidi. I cosiddetti investitori fai-da-te restano una minoranza”. I dati confermano l’impatto del supporto professionale. Chi è seguito da un consulente detiene circa il 13% del patrimonio in liquidità, contro il 42% di chi si affida ad altri canali. Il divario dimostra come la consulenza favorisca scelte più efficienti e in grado di affrontare le turbolenze. Eppure, l’accesso resta limitato a poco più di 5 milioni di persone, quelle pronte ad affrontare la nuova era. “Il problema – osserva Ronchetti – è anche di incontro tra domanda e offerta. Molti non trovano la persona giusta, ma d’altronde serve superare la pigrizia e attivarsi”. E qui emerge una criticità, una delle tante: “Il 75% degli italiani con 200.000 euro non sente il proprio gestore da 12 mesi”. Questo emerge dalle ricerche di Finer. Altro che pigrizia del cliente. Anche ai consulenti è richiesta una maggiore proattività visto che dalla parte opposta sembra non essercene. “Il consulente finanziario, quando è efficace, ti chiama e ti dice cosa fare” chiarisce il fondatore di Finer. È questa capacità di iniziativa che ha sostenuto la crescita del settore, con patrimoni passati da 400 a oltre 1.000 miliardi in dieci anni.  

Prodotti, bisogni e complessità crescente

In un mondo finanziario sempre più complesso, Ronchetti invita a spostare il focus dai prodotti ai bisogni dei risparmiatori. “I prodotti sono una derivata seconda”, afferma. Il punto di partenza deve essere la diagnosi: obiettivi di vita, famiglia, protezione. Il consulente diventa così “l’architetto” che costruisce soluzioni, non un venditore di strumenti. Soluzioni costruite sulla misura delle necessità del cliente, in grado di portare alla realizzazione degli obiettivi. Per farlo, “la consulenza moderna – spiega – deve integrare tre dimensioni: gestione del risparmio, protezione/previdenza e accesso al credito. Sono tre leve interconnesse fondamentali per affrontare un contesto in cui inflazione e incertezza riducono il valore della liquidità. “Il problema è anche psicologico – aggiunge – occuparsi del proprio denaro è poco attraente. Gli investitori sanno di non sapere ma tendono a rimandare, aumentando il rischio di scelte inefficaci o di immobilismo”. E nel nuovo mondo l’immobilismo si paga.  

Il modello futuro

Le banche tradizionali stanno rafforzando le reti e aumentando la proattività, mentre le challenger bank spingono sull’innovazione digitale. Realtà come Trade Republic o Revolut intercettano una nuova fascia di investitori, più autonoma e meno legata al rapporto fisico. Ronchetti però avverte: “La consulenza resta centrale. Il 90-92% degli investimenti in fondi passa ancora dai consulenti finanziari. Il modello destinato a prevalere sarà quindi ibrido, capace di unire tecnologia e relazione”. Il vero nodo, in conclusione, resta la preparazione del risparmiatore. “Non puoi pretendere che tutti siano meccanici solo perché guidano una macchina”, osserva. In un mondo sempre più incerto, l’educazione finanziaria e il supporto professionale diventano elementi indispensabili. Senza questi, il rischio è che gli italiani continuino a risparmiare molto, ma a investire poco e male, perdendo opportunità cruciali per il proprio futuro.   L’articolo è tratto dallo Speciale Borsa&Finanza 2026.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari