Saipem: aumento di capitale una Caporetto, cosa fare ora con il titolo?

Saipem: aumento di capitale una Caporetto, cosa fare ora con il titolo?

Saipem: l'adc una vera e propria Caporetto. Cosa fare ora con il titolo?

A Piazza Affari l’aumento di capitale su Saipem è di fatto terminato con la fine delle negoziazione dei diritti di opzione e la sorpresa, fino ad un certo punto, è scoprire che il retail non abbia partecipato in massa a questa operazione di rafforzamento del capitale. Anche se non ci sono conferme ufficiali, sembrerebbe che l’adesione dei piccoli azionisti non abbia superato il 50% e questo ora spingerebbe le banche del consorzio garante a coprire le quote che non sono state sottoscritte. Eni e Cdp si erano già impegnate quota-parte, le banche avevano garantito il buon esito di questo aumento di capitale inscindibile. Senza questa condizione l’operazione non si finalizzerebbe.

Ricordiamo che nel corso dell’aumento di capitale da 2 miliardi di euro il diritto, vera cartina di tornasole per capire l’interesse degli investitori, è passato dai 18 euro del 27 giugno agli 0,011 toccati ieri. Al contrario il prezzo dell’azione non è significativo, perché essendo l’aumento di tipo iperdiluitivo la Consob ha chiesto la ricapitalizzazione a regolamento unico. In poche parole diritti e azioni per evitare la speculazione, si potranno esercitare solo ad operazione chiusa. Una vera e proprio Caporetto per la società che tra una settimana, quando entreranno in cassa i 2 miliardi di euro, troverà più banche (quelle del consorzio e anche debitori della società) che investitori istituzionali tra i suoi azionisti.

 

Azioni Saipem: analisi tecnica e strategie operative

In questo contesto cosa ci suggerisce l’analisi del grafico? Le ultime sedute per il titolo Saipem sono stati all’insegna dell’alta volatilità, con le quotazioni passate dai minimi degli 1,15 euro del 24 giugno ai 3,70 euro toccati il 29 giugno. Nel breve periodo da monitorare saranno i primi sostegni situati sui 2,25 euro, perchè in caso di rottura si potrebbe avere una nuova accelerazione ribassista verso i 2,10-2,15 euro e a seguire andare a chiudere il gap up lasciato aperto il 28 giugno nei pressi degli 1,80 euro.

Al contrario il break rialzista dei 3 euro aprirebbe la strada ad un recupero dell’azione in direzione dei 3,25 euro e successivamente i 3,75 euro. Solo con l’eventuale superamento di questi livelli che il titolo invierebbe un importante segnale di forza aprendo la strada a target più ambiziosi.

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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