Satispay, aumento di capitale da 120 milioni: l'”unicorno” apre alle azioni e agli Etf

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Con ricavi annualizzati che a fine maggio hanno superato i 116 milioni di euro e una base utenti cresciuta oltre 6,5 milioni, Satispay si prepara a compiere un passo ulteriore nella propria storia. Momentum S.p.A., la holding che controlla il gruppo, ha convocato per il 29 giugno un’assemblea straordinaria dei soci con all’ordine del giorno la delibera su un aumento di capitale fino a 120 milioni di euro, da offrire in opzione agli azionisti esistenti. Un’operazione dettata dalla volontà di accelerare ulteriormente la trasformazione della società da app di pagamento a piattaforma finanziaria completa.

 

In questo articolo:

 

  • I numeri di Satispay
  • I dettagli dell’aumento di capitale
  • Satispay, Dalmasso: “Investire deve essere alla portata di tutti”

 

I numeri di Satispay

Negli ultimi due trimestri il tasso di crescita anno su anno dei ricavi ricorrenti si è attestato all’80%, un ritmo che poche realtà fintech europee possono vantare. La redditività operativa lorda è già stata raggiunta su tutte le linee di business principali – dai pagamenti al welfare, fino alle ricariche telefoniche e alle gift card – al netto delle spese commerciali. Il wallet ha accumulato depositi complessivi che a maggio 2026 hanno toccato i 670 milioni di euro, mentre il comparto welfare ha registrato una crescita ancora più dirompente: i volumi annualizzati sono aumentati del 250% su base annua, raggiungendo 420 milioni, con l’obiettivo dichiarato di superare i 700 milioni entro fine anno. Dati che sono già in corso di realizzazione, con 43.000 aziende clienti e 400.000 lavoratori che utilizzano i servizi welfare dell’app.

 

I dettagli dell’aumento di capitale

Circa la metà dell’aumento di capitale è già garantita dall’impegno alla sottoscrizione degli investitori attuali: tra loro figurano Greyhound Capital, Addition e Lightrock, nomi che nella galassia del venture europeo portano con sé una credenziale precisa. La loro adesione conferma anche la valutazione dell’azienda, che rimane stabilmente sopra il miliardo di euro, la soglia che nel lessico del settore segna il confine con lo status di unicorno

La quota non coperta dagli attuali soci è volutamente lasciata aperta: la società non esclude di utilizzarla per operazioni di crescita per linee esterne, aprendo alla possibilità di acquisizioni selettive in ambito finanziario. I fondatori, Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, mantengono il controllo della governance, un elemento che il comunicato ufficiale ha tenuto a ribadire esplicitamente, segnalando una continuità strategica che non sarà messa in discussione dall’ingresso di nuove risorse.

Con le nuove risorse la traiettoria di Satispay si fa ancora più esplicita. Entro l’autunno la società intende semplificare l’accesso ai fondi pensione direttamente dall’app, un segmento, quello della previdenza complementare, tradizionalmente percepito come ostico e appannaggio di pochi. Seguirà la possibilità di acquistare azioni ed Etf in pochi passi, abbattendo quella complessità operativa che ancora oggi scoraggia la maggioranza dei risparmiatori italiani dal fare i primi passi nel mercato dei capitali. La direzione strategica è limpida: costruire in un’unica interfaccia tutto ciò che serve per gestire, far crescere e proteggere il proprio patrimonio personale.

È in questo quadro che va letta la dichiarazione di Alberto Dalmasso, ceo e cofounder di Satispay: “L’Italia ha una delle maggiori ricchezze finanziarie private al mondo. Una ricchezza che troppo spesso non produce, non cresce e non costruisce futuro. Crediamo che investire debba essere alla portata di chiunque, con la stessa naturalezza con cui oggi si gestisce il denaro nella vita quotidiana. È questa la visione che guida ogni evoluzione di Satispay”. “Dopo i pagamenti e il welfare, abbiamo appena lanciato il servizio di educazione previdenziale per le aziende, primo passo di un percorso che presto coinvolgerà anche i nostri utenti consumer: vogliamo semplificare l’accesso ai fondi pensione entro l’autunno, e aprire la possibilità di acquistare azioni ed Etf direttamente nell’app”, ha aggiunto Dalmasso.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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